“Per curare un malato grave, non basta un’aspirina” ironizza così il consigliere regionale Paolo Marcheschi in occasione dell’intervento dell’assessore Conti oggi in VI commissione per dibattere sulle politiche abitative e l’emergenza sfratti in Toscana.
“L’assessore Conti evidentemente non ha nessuna proposta reale per le migliaia di toscani che ancora oggi vivono in condizioni disagiate e attendono risposte concrete per risolvere il problema Casa – continua Marcheschi – I programmi di edilizia residenziale pubblica della Regione sono solo ‘un pannicello caldo’ per una situazione ormai esplosiva. Le case se si faranno ci vorrà degli anni, ma l’emergenza sfratti è adesso.
Il trasferimento delle proprietà dalla Regione ai Comuni e ai gestori (ATER E CASA SPA) non equivale a una trasferimento di responsabilità politiche.
La Regione deve fare la sua parte”.
“Il vero problema però – continua il consigliere azzurro – non è solo nelle risorse, ma è da ricercarsi nella scarsa efficienza della gestione amministrativa e economica nell’edilizia residenziale pubblica da parte sia dei Comuni che degli enti gestori che non sono riusciti neanche ad utilizzare i finanziamenti messi di recente a disposizione dal Governo per fronteggiare la situazione sfratti. Un esempio: il malfunzionamento degli sportelli emergenza sfratti disposti con decreto governativo ha privato i cittadini dei buoni di 5000 euro stanziati per ciascuna persona soggetta di sfratto, così che tali risorse pressoché inutilizzate sono state riallocate dal Governo in altro modo”.
Marcheschi rilancia le recenti proposte del Governo Nazionale avanzate in Finanziaria (‘Piano Casa 2005-2010’) caratterizzate da un’impostazione coraggiosa, necessaria per invertire la tendenza negativa del problema sfratti. In breve:
1. Ridisegnare le regole normative del settore di edilizia residenziale pubblica. 2. Vendere gli alloggi erp agli assegnatari a prezzi in proporzione al reddito e non più al valore catastale per creare un Fondo per far fronte all’emergenza abitativa (superamento della L. 560/1993);
2. Rompere la spirale negativa del rapporto ricavi-costi di gestione della gran parte dei palazzi erp fatiscenti che da sempre è un costo per tutta la società.”
Marco Bigozzi Ufficio stampa FI in Consiglio regionale

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