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Manzoni e il debito pubblico

Da quanto sentite parlare di debito pubblico italiano? Da decenni, ormai, ma questo alto istituto internazionale stila classifiche che non vi fanno conoscere. La citata banca dei Regolamenti stila una classifica di tutti i debiti: quello delle Famiglie, quello degli Stati e quello delle Aziende.

di Raffaele Romano | 28 Giugno 2026

Oggi sempre contro corrente si dimostra con documenti che quella nota è narrazione e non vera conoscenza. 

Fonte: Bank for International Settlements, 2025, la Banca dei Regolamenti Internazionali composta da dai seguenti membri: le banche centrali di 63 giurisdizioni: 34 in Europa, 16 in Asia, 5 in Sud America, 3 in Nord America, 3 in Africa e 2 in Oceania.  Gli Stati Uniti sono rappresentati da due membri, il Sistema della Federal Reserve degli Stati Uniti e la Federal Reserve Bank di New York. La Banca Centrale della Russia è membro, ma il suo impegno con la BIS è stato sospeso dall’inizio di marzo 2022.

Primo quesito: da quanto sentite parlare di debito pubblico italiano? Da decenni, ormai, ma questo alto istituto internazionale stila classifiche che non vi fanno conoscere. La citata banca dei Regolamenti stila una classifica di tutti i debiti: quello delle Famiglie, quello degli Stati e quello delle Aziende. Ecco la vera classifica con dati aggiornati al 2025.

                     Famiglie  Stati    Aziende  Totale

Giappone      61%   179%   114%       354%

Francia          60%   108%   154%       324%

Cina                58%      99%  143%       300%

Svizzera        123%     26%  129%       278%

USA                 68%   111%    72%        251%

Italia                 36%  138%     59%       232%

UK                   74%     89%     59%       221%

Spagna            43%    98%     77%       217%

Germania      49%    59%     88%       196%

Russia              21%   19%      85%       125%

Secondo quesito: Alessandro Manzoni col suo grande “Promessi Sposi” conosceva bene la nostra lingua madre, l’italiano?

Non conosceva alla perfezione l’italiano e, per questo motivo, si fece aiutare da Emilia Luti,  una insegnante di italiano presso alcune famiglie aristocratiche milanesi dell’epoca, tra cui quella di Massimo D’Azeglio. Grazie al suo naturale possesso della lingua fiorentina contribuì alla revisione linguistica de “I promessi sposi”. Nell’autunno 1838 Emilia Luti si trasferì a Milano assieme alla madre presso casa d’Azeglio, fortemente voluta dal marchese Massimo d’Azeglio, sposato nel 1832 con Giulia Manzoni la primogenita dello scrittore. Emilia diventò il punto di riferimento principale dello scrittore che in quegli anni era alle prese con la revisione linguistica del suo romanzo e che aveva trovato in lei una viva fonte di quella lingua fiorentina nella quale voleva “risciacquare nell’Arno” I promessi sposi. Come segno di profonda stima e di finale ringraziamento per quanto Emilia gli era stato utile le regalò una copia dei Promessi Sposi con una dedica veramente molto speciale: “coi veramente giusti e dovuti ringraziamenti per la bontà, con la quale non s’è mai stancata di soddisfare alle mie ripetute e indiscrete domande“.

Lo scopo principale di Manzoni fu quello di scrivere un romanzo per tutti gli italiani anche se ancora sparpagliati in un grande numero di Stati e staterelli.

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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