Che Mantova e Sabbioneta fossero patrimonio dell’umanità lo percepivamo da tempo, anzi lo sapevamo in cuor nostro come abbiamo visto da piccoli il profilo delle reggia di Isabella dal lago e qualche sasso di piazza Sordello con l’atmosfera dei Bonacolsi e dei Gonzaga che pervadeva eventi e manifestazioni. Che Mantova e Sabbioneta sono patrimonio dell’umanità adesso lo sa il mondo ma dovrebbero saperlo anche gli amministratori tutti coinvolti e interessati per fare in maniera che questo titolo non sia una etichetta ma uno stile di vita e un richiamo forte non già di turismo cosiddetto di massa che tanto non c’è più se non a Loret del Mar, ma turismo consapevole e di prestigio. Non basta un cartello con la scritta Strada dei sapori per far scoprire i prodotti di un posto, ci devono essere i prodotti e la gente che li promuove. Di testa. Non basta un fregio per sentirsi a posto. Meditare sempre sui cartelli e sui titoli. Che non sempre rappresentano la realtà, tonda. Come questa delle cifre sul turismo duemilaotto. Va male o va bene la stagione? La signora del Bagno Bubù guarda dal bar della spiaggia l’orizzonte e sospira: “Mh quest’anno se facciamo pari è grasso che cola”. E la signora Ornella di stagioni balneari sulle spalle ne ha parecchie. Ne ha visti di bagnini ruotare sulla battigia, portare a spalla prima le sdraio e poi i lettini, che sembrano leggeri, se ci stai sopra, ma che sono pesantini da portare e aggiustare mattina pomeriggio e sera. Cento ombrelloni, 200 lettini piùi cinquanta della zona in riva al mare quando va bene. Ma non c’è la ressa degli altri anni, sì un po’ nel week end ma nel resto della settimana famiglie e nipoti, qualche coppia col bambino piccolo che deve prendere aria, e insomma si tira la cinghia. Eccolo lo specchio riviera 2008. Hanno inventato e riproposto la Notte rosa che essendo notte dura lo spazio di tre drink e due discoteche e la mattina dopo un po’ di spiaggia e tutti via. Per forza. A 40 euro a notte, ex 800 mila lire che una volta ci facevi pensione a tre stelle, trovi solo delle gattabuie, delle celle dove sbatti ovunque con le rotule e hai la doccia sul lavandino, per stare in albergo devi sborsare dai 60 ai cento euro al giorno. Minimo. Forse in riviera non hanno ancora letto che c’è stagnazione e le famiglie medie tirano la cinghia anche se non hanno il problema della quarta settimana? Con una crescita dello 0,5 per cento, assolutamente di facciata e sette anni di non crescita è ovvio che anche il settore turismo estivo ne risenta. Bisognerebbe dirlo anche agli imprenditori del settore per vedere se possono fare qualcosa. Tipo? Prezzi speciali, accordi di programma, patti del soggiorno. Altrimenti il risultato è che si divarica la forma turistica: grandi hotel per i super ricchi e pochi giorni e pensioncina a due stelle per gli altri. Il rischio è forte e si vede anche in spiaggia. Il mare era piatto come una tavola e i marinai stavano apparecchiando, storica frase -con gioco di parole- di Alessandro Bergonzoni, ma qui rischia di diventare piatto l’intero mare del turismo se non si trovano soluzioni innovative, non di facciata come i palloncini o le tovaglie di color rosa. Investire sul turismo significa rinnovare strutture e accoglienza, richiamare per target, offrire cultura e svago nelle forme multidisciplinari. Questo 2008 sta dimostrando che non bastano più parchi divertimenti e annunci di feste per fare di una costa un richiamo turistico stabile.
Fabrizio Binacchi
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MANTOVA DELL’UMANITÀ E IL MARE PIATTO DEL TURISMO
Crisi di settore in vista se non si trovano soluzioni innovative, non di facciata come i palloncini o le tovaglie di color rosa. di Fabrizio Binacchi

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