Con qualche giorno di ritardo sulla elezione (alla quale non ho assistito) di Riccardo Nencini a Segretario Nazionale del rinato Partito Socialista mi preme fare alcune considerazioni sul suo programma.
La proposta di creare una federazione con le forze laiche liberali e socialiste è una necessità non solo per aggregare forze dai sentimenti comuni ma anche di carattere programmatico.
Inoltre è una necessità per riappropriarsi di una rappresentanza che al momento i singoli soggetti hanno scarse possibilità di realizzare.
Bene ha fatto Nencini a chiarire quali dovranno essere i rapporti con il PD per una eventuale collaborazione politica-elettorale.
Su altre questioni come la scuola e il rapporto con l’UDC di Casini il lavoro da compiere è arduo e non privo di ostacoli. Ma per un politico che non voglia solo vivacchiare e abbia l’ambizione, e il neo segretario del PS ce l’ha, di recuperare la scena nazionale è un percorso obbligato.
Credo però che il rapporto da instaurare con l’UDC non possa andare molto oltre la strategia di coinvolgimento per accordi sulla futura legge elettorale, infatti sul piano programmatico non sarà facile colmare le distanze per lo stretto rapporto che lega quel Partito alla Chiesa di Roma.
E’ vero che il bisogno costringe ad essere realisti e una buona dose di “Realpolitik” sarà necessaria. Ma quando si dovesse trattare questioni che implicano di entrare nella sfera religiosa la realpolitk non basterà e soprattutto deviare da alcuni principi non pagherebbe in termini di consenso. La potenziale opinione pubblica che guarda al Partito Socialista nella sua essenza di partito laico, liberale e libertario sarebbe delusa. E di laicità e liberalismo c’è estremo bisogno nel Paese.
Anche l’attenzione alla scuola Pubblica, per renderle quel ruolo che da troppo tempo ha perso, è una irrinunciabile priorità. Però serve una buona dose di pragmatismo di fronte alla schiacciante maggioranza, dentro e fuori dal Parlamento, che ha occhi di grande riguardo verso la scuola privata, che naturalmente deve avere la libertà di esistere e organizzarsi ma con modesti aiuti dallo Stato i quali, viceversa, devono essere destinati in massima parte alla scuola pubblica per aiutarla, con serietà e senza indulgenza, a recuperare dignità, consapevolezza e di conseguenza autorevolezza.
Il Partito Socialista si dovrà, inoltre, impegnare a favore delle classi più deboli, aiutate più a parole che con i fatti. Si dovrà far carico di creare le condizioni affinché chi parte da più lontano abbia delle possibilità nella mobilità sociale per raggiungere traguardi troppo spesso impossibili.
Sul piano elettorale la sfida dovrà essere quella di tornare ad rapporto più stretto fra eletto ed elettore con il ripristino della preferenza.
Per quanto riguarda la Toscana ci deve essere l’impegno a riportare a 50 il numero dei consiglieri regionali, elemento utile per contribuire ad abbattere i costi della politica, quella politica dalla quale molti cittadini si allontanano per la mancanza di speranza in un cambiamento nella direzione di “una politica per e fra la gente”.
Una sfida, quella di Riccardo Nencini, che varrà la pena di essere intrapresa per il bene collettivo e riportare, ripeto ancora, una dose di senso laico nella politica italiana.
Marcello Paris

I discorsi ben fatti indubbiamente suonano bene , ma da qui a conclusioni che contraddicono la realtà ci corre un poco,caro Paris.
Nencini torna indietro : dopo aver esaltato ed approvato non solo l’aumento delle poltrone (aspetto economico ),ma anche la truffaldina abolizione delle preferenze(aspetto di civiltà) nel momento elettorale( e ripeto,”eligere” vuol dire scegliere),adesso fa il paladino di “nuove” integrità….è questa la laica virtù? Ma per piacere!