Notevole dibattito ha suscitato la proposta che il Ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli ha fatto di decurtare del 5% gli stipendi dei parlamentari nell’ambito della nuova Manovra Finanziaria resasi necessaria in seguito alla crisi dell’euro. Il suo capo, l’on. Umberto Bossi, ha rincarato la dose sostenendo che anche allo stipendio dei magistrati doveva essere tolto un 5% nel nome dei “sacrifici per tutti”. Naturalmente le due proposte hanno la medesima caratteristica di essere assolutamente irrilevanti ai fini del peso sulla Manovra ma soprattutto di avere un carattere assai confuso perché la proposta di Calderoli non si sa bene se insista sulla indennità dei parlamentari (circa 5 mila euro al mese) ovvero sull’intero stipendio (circa 14 mila euro al mese). Quanto alla proposta di Bossi evidenzia che il Vicepresidente del Consiglio non ha ancora ben capito che i magistrati sono dipendenti dello stato e che i loro stipendi seguiranno il corso dei congelamenti previsto per tutti gli altri dipendenti dello stato perché l’indennità dei parlamentari è parametrata sui loro stipendi e non viceversa come pensa l’on. Bossi.
Ma la proposta Calderoli può essere perfezionata sempre nel nome dei “sacrifici uguali per tutti”. Infatti anche gli Assessori e i Consiglieri Regionali (il Piemonte ha già dichiarato di farlo) debbono essere decurtati del 5% ma poi, perché no, anche i Consiglieri Proviniali e i Consiglieri Comunali e via via scendendo a tutti i 340 mila circa politici che in Italia, a vario titolo e con vario grado, percepiscono indennità per il loro incarico. In alcuni casi si tratterà di piccole somme pro capite ma la platea è molto vasta e quindi il risultato sarà più significativo di quello limitato ai soli parlamentari. Ma non si deve fermare qui il drenaggio delle indennità politiche perché ci sono ancora tutti gli amministratori dei grandi e piccoli Enti di Stato che sono nominati dalla politica e poi tutti gli amministratori delle varie aziende e società degli Enti Locali spesso titolari di indennità molto importanti (v. ATM di Milano). Si ricordi che la sola Regione Lombardia ha generato dal suo seno, in via diretta o indiretta, più di trecento società SPA i cui consigli di amministrazione sono in tutto o in parte di nomina politica. C’è poi da pensare alla Corte Costituzionale e alle Autority, alcune ormai quasi clandestine, ma tutte con consigli di amministrazione lautamente remunerati.
Naturalmente il chirurgo maxillofacciale (leggi dentista) Calderoli si troverà in difficoltà con il “ceto politico” che lui stesso rappresenta ma la sua proposta, se si vuol seguire la logica, va portata alle estreme conseguenze e determinerà un significativo contributo alla Manovra Finanziaria. Se sacrifici si devono fare, li devono fare tutti.
Giacomo Properzj

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