No, non stiamo vaticinando a Bersani una vittoria elettorale e un governo di coalizione con una terza forza libdem (in salsa italiana l’Udc di Casini?). Anzi, i Tories, come forza politica, qui c’entrano poco. La domanda è semplice: il Pd è progressista e innovatore o fermo e conservatore? Conservatore, sembra aver risposto la maggioranza degli intervistati dall’autorevole IPSOS. Berlusconi, viceversa, sarebbe percepito come innovatore.
Un problema di comunicazione? Nel resto del mondo le forze di sinistra sono considerate innovatrici e solo qui in Italia subiscono la forza mediatica del Cavaliere? Macché, tutte balle. Il Pd viene percepito come conservatore perché ha fatto di tutto per essere considerato tale. Ai tempi di Veltroni-Franceschini si era detto che un’identità indefinita (cos’è il Pd? dove sta in Europa?) si definiva in negativo. Era certo che il Pd avesse scelto di non sedere al tavolo dei partiti socialisti europei, certo in crisi (ciclica), ma tutti alternativa di governo rispetto alla destra.
Poi l’alleanza con Di Pietro e quella solita pretesa di rigore morale, di delegittimare l’avversario, di logorarlo (tra l’altro durante una crisi economica) con una campagna strisciante su escort e scandali vari.
Bersani poteva essere un cambiamento e può ancora essere l’elemento di profonda innovazione del partito, ma allo stato attuale non è ancora riuscito a intervenire significativamente, con decisione e in modo apprezzabile anche dagli elettori dell’opposto schieramento, su certe tendenze salottiere e forcaiole che rappresentano il vero deficit di credibilità del Pd.
Insomma il connubio tra post-comunisti e democristiani di sinistra non ha ancora dato al Paese un’alternativa di governo credibile, ma neppure un’identità politica, quella (virtuale) dei neo-democratici, che dovrebbe mettere la sinistra italiana in condizione di rappresentare le istanze del lavoro e dello sviluppo. La sinistra è ideologica senza ideologia, così scontenta i lavoratori, che si sentono difesi, almeno al nord, dalla Lega, e disattende le istanze modernizzatrici che preferiscono, sia pure con molte perplessità e maldipancia, votare ancora Berlusoni.
Il treno da prendere è quello del socialismo europeo, nella difficilissima sfida del passaggio tra sistemi di welfare sostanzialmente chiusi e socialdemocratici a dimensioni sociali inclusive, dinamiche, meritocratiche e responsabilizzanti.
Gli elettori intervistati forse esagerano, il Pd non è fatto (solo) di conservatori. Ma, in attesa che ci racconti cosa vogliono fare del più grande partito dell’opposizione, va detto che il ruolo dei conservatori lo sanno fare benissimo. E domani?
www.leragioni.it
I CONSERVATORI IN ITALIA SONO IL PD
La sinistra è ideologica senza ideologia, così scontenta i lavoratori, che si sentono difesi, almeno al nord, dalla Lega, e disattende le istanze modernizzatrici che preferiscono votare ancora Berlusoni. Da www.leragioni.it

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