“Per troppo tempo l’idea e i canoni della bellezza femminile sono stati condizionati dal confronto con modelli forzati”. Lo dicono le donne: è ora di cambiare. Perché la bellezza si può esprimere in forme, taglie, colori ed età diverse.
Da tempo si parla di responsabilità etica e sociale delle aziende, quale valore aggiunto e intangibile di un’impresa. Un’azienda dovrebbe fare comunicazione, veicolare un senso, un messaggio sociale, un impegno che vadano oltre l’obiettivo di promozione di un prodotto.
Nonostante il panorama della comunicazione televisiva e pubblicitaria dica il contrario.
Nonostante il fatto che all’annuncio compassionevole dell’ennesima modella morta per anoressia segua immediatamente dopo lo spot in cui una barbie umana promette che una portentosa pillola ti farà perdere 10 chili in 5 giorni.
Nonostante il rapporto donna-uomo sia ossessivamente presentato dai media come non paritario e banalizzato in un riduttivo e mercantile “do ut des”.
Nonostante l’esistenza di programmi basati sulla pratica della chirurgia estetica che accreditano l’idea che la realizzazione umana, ed in particolare quella delle donne, si identifichi nella perenne ricerca della (inesistente) perfezione estetica.
Nonostante le riviste siano piene zeppe di articoli sull’autostima femminile, sull’importanza dell’accettarsi a prescindere dagli stereotipi che i media propongono salvo poi trovare su quelle stesse pagine diete che in men che non si dica ti prepareranno per la prova minigonna, che se hai un etto di grasso in più non conterai mai niente e non otterrai mai nulla dalla vita: sarai sempre una perdente. Poco importa se un giorno finirai per ritrovarti inginocchiata e riversa sul wc nel tentativo di cancellare quelle morbide curve di donna che un’estetica androgina imperante vuole abolire.
Nonostante tutto ciò, qualcosa pare si stia muovendo.
Contro la forzatura esercitata dai media nella rappresentazione della donna è scesa in campo l’Unilever con la “campagna per la bellezza autentica” per la linea di prodotti Dove.
Il progetto Dove è davvero interessante: la sponsorizzazione del prodotto è sostenuta da un messaggio sociale fortemente innovativo. Insieme ad un prodotto di bellezza, la Dove “vende” un nuovo concetto di bellezza: la bellezza autentica, quella vera, reale, non distorta da stereotipi mediali. La campagna pubblicitaria, oltre a proporre un nuovo concetto di bellezza femminile, si impegna, con la creazione di un “Fondo per l’autostima” (un’iniziativa a scopo benefico che viene finanziata attraverso una serie di operazioni sul territorio e che si fa promotore di un programma di prevenzione dei disturbi di origine alimentare nelle scuole italiane), a far fronte alle terribili conseguenze che la visione di un ideale di perfezione veicolato dai mass media può avere sui destinatari, in particolare le adolescenti.
L’impegno etico e morale che sottende al progetto comunicativo Dove è evidente in tutte le fasi del processo di realizzazione delle molteplici campagne pubblicitarie realizzate.
Le donne che appaiono negli spot sono modelle non professioniste, lontane anni luce dal cliché della modella filiforme, ognuna diversa dall’altra, a testimonianza di quello che Dove sembra voler comunicare: che la bellezza autentica si manifesta in forme, taglie, colori ed età diverse.
Così le curve bene in vista non sono eccessi di grasso, ma testimonianza di femminilità; le lentiggini sono simpatiche caratterizzazioni del viso, piuttosto che imperfezioni, perché la bellezza non si misura in centimetri di pelle né in segni del viso.
Il lavoro svolto da Unilever conforta circa il futuro dell’advertising, ma soprattutto dimostra che i mezzi di comunicazione di massa, se utilizzati con sapienza, possono essere anche egregi portatori di valori.
“Per troppo tempo l’idea e i canoni della bellezza femminile sono stati condizionati dal confronto con modelli forzati. In Italia il dato emerso dalla nostra ricerca è inquietante: il 34% della ragazze tra i 15 e i 17 anni soffre di disturbi di origine alimentare. La campagna globale Dove Per la Bellezza Autentica ha lo scopo di cambiare la situazione attuale e offrire un’idea più ampia, più sana e più democratica di bellezza” (www.perlabellezzaautentica.it)
Lidia Tagnesi

Lascia un commento