Il Ministro Di Maio chiede scusa per le vergognose parole dette contro l’ex sindaco di Lodi e scatena un putiferio nel M5S. L’accusa è ovviamente quella di essere un traditore. E non c’è molto da meravigliarsi. I grillini sono sempre stati questa cosa qui, da quando sono nati, da quando l’ex comico genovese ha pronunciato il famoso “vaffa”. L’ex Ministro della Giustizia Bonafede, che ha sempre avuto come suggeritore un ex famoso magistrato, addirittura aveva proposto una legge in cui veniva cancellata la prescrizione così da far durare i processi all’infinito. Ahimé è dal ’92 che tira questa brutta aria nel nostro Paese, un’aria che ha sconvolto la politica, cancellato partiti, spesso messo in pericolo la democrazia. Molti partiti, già nel ’92, si erano accodati a questa barbarie, partiti sia di destra che di sinistra. L’inizio fu rappresentato dalla giornata nella quale vennero tirate le monetine, e non solo quelle, a Bettino Craxi. Da lì in poi la strada fu in discesa per i giustizialisti e a volte, purtroppo, anche con l’aiuto di qualche altissimo rappresentante dello Stato. Una classe dirigente, con la sua storia e la sua cultura, venne letteralmente cancellata. Poi arrivarono i grillini che in breve tempo divennero il partito di maggioranza relativa nel nostro parlamento. E la bufera non si placa. Manettari, giustizialisti, odiatori, hanno sempre a loro favore i media, giornali e televisioni, che li favoriscono in questa sciagurata non politica. Le parole di Di Maio, credute o non credute, possono sicuramente far riflettere. Ma la verità è che sarebbe ora di mettere fine a queste posizioni che persistono a creare fratture sociali sempre più evidenti. Come direbbe Montalbano, dei feroci leoni da tastiera o meglio dei coglioni da tastiera ne abbiamo pieni i cabasisi. E’ venuto il momento di una rivolta culturale contro questi squallidi personaggi e riportare la democrazia italiana nei giusti binari di un franco dibattito dove l’avversario non è e non può essere un nemico da abbattere.
Roberto Caputo

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