Abbiamo plaudito all’avvento di un uomo che pareva essere la panacea di tutti i mali. Con un curriculum da fare arrossire di vergogna gran parte dei politici e incaricati istituzionali del momento.
Gli abbiamo dato fiducia col cuore e con la mente. Nel caos pandemico che ci circonda e che risucchia tutte le energie, di noi cittadini e di chi ci governa, che dovrebbero essere dedicate a conquistare la pagnotta per tutti, più o meno salata come il vate ci ricorda, o anche un po’ rafferma.
Ma più passa il tempo e più ci rendiamo conto, spesso in modo assoluto, con desolazione, e anche una certa delusione, che siamo contornati da un trambusto che stenta a vedere l’esito positivo di questa drammatica vicenda planetaria. Anzi si appalesa sempre più caotico e chiassoso. Uno scompiglio senza sosta dove evidenti problemi si susseguono con difficoltà senza soluzioni di continuità.
Nessuno, pare, vuole fare un passo indietro alla ricerca di una condivisione, seppure posticcia e momentanea, di intenti. E chi ci dovrebbe rassicurare a proposito di situazioni contingenti che presentano difficoltà di vario ordine e disposizione cassificatoria, utile a renderci la vita abbastanza serena, tende a farci preoccupare in modo spasmodico. Talvolta straziante. Per chi paga costi davvero troppo alti come la sofferenza propria o la perdita di familiari o amici.
Percorrendo giorno giorno la nostra esistenza, personale e collettiva, si incontrano disgrazie. Ma ci sono sempre state, diranno i miei piccoli lettori. Certo ma non così condensate, agglomerate. Questa è quanto meno la sensazione che ne riportiamo. Noi datati. Ma ancora di più i giovani costretti a guardare avanti ma verso un futuro sempre più nebuloso e inconistente.
L’economia sta riprendendo, si dice. Ne siamo lieti ma, ancora, non ne vediamo i benefeici. Tasse bollette e gabelle certamente non in declino, caso mai in perpetua crescita.
Quanto alla burocrazia è stata resa ancor più caotica con l’avvento di una tecnologoa avanzata che, invece di togliere pensieri li aggiunge, anche perché ancora non adeguata alle esigenze del momento. Almeno così dice chi sa. Specie per i datati che non hanno dimestichezza con gli strumenti che galoppano con frenesia inquietante e ansiogena e non con quella staticità che dovrebbe tranquillizzare e rassicurare gli utenti.
Ma, da un lato, ci conforta il fatto che questo accade anche ai giovani. Perché non si tratta di ignoranza cognitiva individuale dovuta a scarso apprendimento, ma spesso di incompetenza di chi la dovrebbe avere e dovrebbe facilitare lo sbrigo delle varie faccende, incombenze, adempimenti. Siamo immersi, da poveri cittadini, in un marasma di regole e norme che, ahinoi, cambiano quotidianamente. Con rapporti umani semi interroti. Per non dire degli acronimi amministrativi sanitari e di ogni altra tipologia che ci attanagliano, dal DPI alla DAD allo SPID allo smart working che hanno reso giovani e vecchi dei piccoli robot che spesso si inceppano alla ricerca di voci umane agli sportelli o al telefono. Quelle di una volta.
Certo, siamo in pandemia, ma questa, dopo quasi due anni dovrebbe essere almeno assorbita, e magari metabolizzata e assimilata.
Impossibile. Ogni giorno parte un treno di normative che buttano all’aria le nostre piccole certezze.
Per quanto attiene alle novità anticovid, siamo sommersi da informazioni, ancora e troppo spesso, divergenti e contrapposte . Ci siamo abbarbicati all’idea della famosa immunità di gregge e ci siamo precipitati ad ottenerla attraverso il vaccino. Non tutti ma tanti. In corso d’opera ci è stato detto che le varianti, intervenute nel frattempo, la rendono impossibile. Il tutto mentre i membri del CTS e altri alti papaveri, con tutto il rispetto, raccomandano in maniera quasi perentoria la vaccinazione. Quasi, per ora: in attesa di una possibile e probabile obbligatorietà.
Di chi è la colpa? Morì fanciulla e, talvolta in culla.Noi, che ci definiamo razionali ci diciamo che ci si deve accordare con quelli che riteniamo irrazionali. Ma è un ossimoro. Anche perchè quelli che noi consideriamo irrazionali credono il contrario.
Di chi è la ragione? Chi è nel giusto?
L’ultimo problema, purtroppo creato da una normativa repentina, e stop and go, è costituito da questo green pass a tappe. Infanti sta creando crea caos e problemi, non li risolve. Potrebbe ssere uno strumento giusto se usato bene e organizzato in modo sicuro e controllato. Ma si sa bene, ormai è chiaro, che può essere alterato e addirittura distorto e falsato. Dunque, un mezzo che dovrebbe controllare dati sanitari sensibili o quanto meno identificarli senza errori o falsificazioni, non è del tutto affidabile.
Purtroppo. Indipendentemente dal suo apprezzamento.
Fuori tema news.
Assistiamo a femminicidi che aumentano più che se ne parla, come doveva essere prevedibile dato il numero dei mitomani emulatori seriali decisamente aumentati in questa fase difficile dell’umanità. Anche gli omicidi non mancano mentre gli incidenti sul lavoro sembrano aumentare in maniera esponenziale. Si dice che sono sempre accaduti ma, forse , ci si faceva meno caso. Sarà ma la cronaca ci racconta questa realtà. O noi siamo ultrasensibili.
insieme alle catastrofi naturali, prodotte dall’impazzamento dei quattro elementi. TERRA ACQUA ARIA FUOCO. Esorbitanti.
Ritorna in auge l’affaire del Crocefisso.
“Finalmente una sentenza che non si presta ai canoni del “politicamente corretto”, né all’insensata disponibilità ad adeguarsi alle intolleranze di chi proviene da aree d’altra cultura .”
Il crocefisso in classe si può esporre solo se c’è accordo. Questa la decisione della corte di Cassazione che con la sentenza n. 24414 stabilisce un punto fermo.
Alla base della decisione c’è la vicenda che aveva visti contrapposti un docente e il preside di un istituto. La corte specifica che lo si può accompagnare “con i simboli di altre confessioni”.
La Cassazione ha infatti stabilito che è possibile “Accogliere la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo,(si suppone a maggioranza) eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi”. La situazione appare francamente frastagliata tanto che si rischia di dibattere sul sesso degli angeli dedicando tempo prezioso in un momento così caotico per la scuola.
Si dà il caso, inoltre, che la nostra cultura non prevede di invadere le altrui tradizioni. Nel nostro e tanto meno nei paesi che vi si riconoscono.
Dulcis in fundo, per la cronaca, ecco le promesse da marinaio, con rispetto per i marinai.
I taleban affermano che : “Il compito di una donna è partorire”
Le donne non servono nel nuovo governo in Afghanistan. Lo spiega oggi un portavoce dei talebani intervistato dall’emittente Tolo News. “Una donna non può essere un ministro” perché “il suo compito è quello di partorire”, afferma.ai una gioia.
Carla Ceretelli

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