Spettacolo indecente. In quale altro modo definire la volata finale dentro i partiti per la chiusura delle liste?
Le previsioni sugli esiti nefasti della abolizione della preferenza si sono puntualmente avverate.
Le liste sono piene zeppe di clienti, parenti, signorsì. E l’elettore non ha niente in mano per difendersi: l’ordine in lista, di per se determina chi sarà eletto. A questo punto si potrebbero risparmiare miliardi sostituendo alle urne un attendibile sondaggio (se si vuole si possono fare) e distribuire tra i partiti i seggi secondo percentuale.
Tutto si è risolto per tutti negli ultimi minuti. E ciò significa che nessun partito ha osservato un minimo di democrazia interna. Non ce n’era il tempo, ammesso che ce ne fosse ancora la memoria.
Quando venne approvata la nuova legge elettorale, scrivemmo che era ottimo il proporzionale, pessima l’abolizione del voto di preferenza.
Gli esclusi dalle liste, i parlamentari “trombati” non si dolgano: potevano opporsi all’abolizione della preferenza e non lo hanno fatto.
Anche quelli dell’opposizione di centro-sinistra: se avessero voluto, avrebbero ottenuto il mantenimento della preferenza.
Del resto è stato seguito il modello Toscana, dove l’abolizione della preferenza era stata decisa dal centro-sinistra e condivisa con entusiasmo dal centro-destra. Ora, di fronte alla minaccia di un referendum che vorrebbe abrogare questa infame legge, il governo regionale non ha ancora varato il regolamento attuativo dello Statuto, senza il quale il referendum non può tenersi. C’era l’obbligo di farlo entro 180 giorni, è già passato un anno.
Dunque, non facciamoci illusioni: la preferenza è l’unico strumento per bilanciare lo strapotere delle oligarchie dei partiti.
Dovremo lanciare una forte azione trasversale per ripristinarla e soprattutto per imporre le regole della democrazia dentro i partiti.
Esiste il finanziamento pubblico e noi siamo a favore. Ma chi lo vuole deve ispirarsi alle regole della democrazia. Sempre.
Mai più al voto senza preferenza
Le liste sono piene zeppe di clienti, parenti, signorsì. E l’elettore non ha niente in mano per difendersi.

Sono il segretario dei metalmeccanici della uilm di Firenze, abbiamo deciso di aderire al comitato per l’abrogazione della legge elettorale toscana, chi devo contattare?
Zanieri.
Non c’è un sistema elettorale perfetto, ma quello regalatoci con la nuova legge elettorale è figlio di un chiaro disegno: rendere instabile la maggioranza – qualsiasi essa sia – che uscirà dalle elezioni di aprile. Perchè? Mi pare evidente; chi l’ha scritta (Calderoli e c.) è convinto di perdere la partita. Diversamente, perchè privarsi della possibilità di avere una maggioranza parlamentare di oltre 100 seggi alla camera e 50 al Senato? Quanto poi all’asserita cancellazione delle preferenze, mi sembra paradossale addebitarla alla complicità dell’opposizione: ma ve lo immaginate un qualsiasi candidato, un signor nessuno, che fà campagna elettorale in una circoscrizione di qualche milione di abitanti?
E poi che senso ha un sistema proporzionale che, oltre allo sbarramento, introduce anche il premio di maggioranza? Nei sistemi che conosciamo o c’è l’uno oppure l’altro. Ed invece il CALDEROLLUM ha compiuto un miracolo: moltiplicare gli aspiranti alla sopravvivenza (dicasi un seggio parlamentare) al “Diritto di Tribuna”: Con il risultato di un isiemen di liste e listini, insomma uno spettacolo che farà – temo – allontanare ancorà di più molti italiani. Se poi aggiungiamo che, tutto ciò – viene da COLUI che ha sempre tuonato contro i “teatrini” della politica, i riti e la funzioni arcaica dei partiti, allora non c’è alcun dubbio. Dobbiamo metterlo in condizione di non nuocere più.
La truffa sulle liste bloccate era evidente sin dalla legge elettorale toscana…ma davanti all’inciucio ( accordo destra sinistra ,per l’approvazione e la giustificazione coram populo ) cascavano le braccia .Bisogna certo forzare il cambiamento , ma ricordando poi i nomi dei paladini della furbata ( a cominciare da Verdini ,Antichi ,Migliori ,Ciucchi e compagnia bella ) . Poi,come dice anche Prodi ,ci vogliono “le regole “, cioè i necessari lacci e laccioli che impediscano al più forte (all’apparato ,in questo caso ) di agire incontrastato ,avendo partita vinta in partenza ,e naturalmente. Quanto al finanziamento pubblico ai partiti ,quello sì che era stato rifiutato dagli italiani…….ed io non sono troppo favorevole ,soprattutto osservando come il principio sia il viatico di compensi ,rimborsi ,sostegni di ogni genere e per ogni rappresentanza(segreteria,gruppo,comitato elettorale,giornali di sostegno , e chi più ne ha più ne metta ) ,con aumenti nel tempo ed ad libitum . Con lo stesso criterio di fondo della preferenza :che ogni gruppo stimoli i fans dei propri esponenti ,ed anche i propri finanziatori ;naturalmente a carte in tavola ,e chi l’ha più lungo se lo tiri ,come si dice !
Probabilmente debellare la “cosa nostra” della politica nostrana sarebbe un grosso e salvivico successo.
Speriamo che col lenzuolo su cui voteremo le schede nulle diventino milioni. Ovvero, per l’ultimo capitolo del testo di scienza della politica “Come l’Italia ritornò ai ludi cartacei”!
Si potrebbero anche cancellare le liste.. tanto a che servono?
Creiamo una piramide. Eleggiamo un leader, Silvio o Romano. E poi che sia lui a scegliere tutti gli altri. Come? Ah, già avviene così?