
(fonte Wikimedia Commons)
Grave episodio…i quattro vigili armati di manganello contro la trans.
Anche se in Italia, per fortuna, ricorrono con meno frequenza che negli Usa, gli episodi di violenza, consumati dalle forze dell’ordine nei confronti dei cittadini, risultano essere un campanello di allarme.
Ricordiamo quanto accaduto in una caserma dei carabinieri a Uva, il tipografo di Varese. Al giovane Aldrovanti di Ferrara, morto dopo essere stato pestato da agenti della polizia di Stato; al disabile morto per soffocamento a Firenze, dopo essere stato fermato dai carabinieri e costretto faccia a terra, al caso Cucchi e ad altri meno noti, usciti dall’agone della cronaca. Purtroppo, al peggio non è c’è mai fine.
Ma, mentre alcuni dei casi che abbiamo ricordato si sono consumati all’interno delle caserme, l’episodio di violenza di Milano, perpetrato da quattro vigili in pieno giorno, evidenzia l’aspettativa di una sorta di impunità da parte dei cosiddetti tutori dell’ordine.
Una trans di origine brasiliana, è stata picchiata con inaudita violenza a più riprese, da quattro
appartenenti alla Polizia locale, della “civilissima Milano”.
I vigili pensavano di farla franca, ma i filmati di alcuni studenti li hanno incastrati.
Quando si parla di fascismo si pensa a una astrazione. Ma gli storici ci ricordano, che
è proprio con le manganellate nei confronti del “diverso” che il fascismo si manifestò, all’inizio degli anni Venti.
Noi ci auguriamo che questo grave episodio consumato a Milano. nei confronti di una persona inerme, con inaudita violenza, venga punito in modo esemplare.
Senza voler generalizzare, rispetto ai milioni di persone impegnate nelle varie forze di polizia, che sicuramente annoverano molte eccezioni di uomini che svolgono il proprio lavoro con spirito di servizio e che si sentono a fianco del cittadini. Ma la maggior parte di loro ritengono di essere investiti da un’autorità che li mette al di sopra dei cittadini.
Purtroppo, nel nostro Paese, anche se sono passati quasi cento anni dalla fine del “Ventennio”, c’è il retaggio del fascismo, che investe anche chi è nato dopo il ventennio mussoliniano.
Roberto Fronzuti

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