Questa legge elettorale non è stata partorita da fascisti ma da magliari. E cioè da un’associazione a delinquere dedita alla truffa, prima nei confronti degli altri e poi, nella spartizione del bottino, al suo stesso interno.
Così il suo prodotto, appunto la legge elettorale, è senza paternità. Non quella di un governo, come quelli di Mussolini e di de Gasperi che, naturalmente in una prospettiva molto diversa, posero la questione di fiducia a sostegno di un progetto politico da sviluppare nel corso del tempo
Il suo prodotto, appunto la legge elettorale, è senza paternità. Non un governo, come quelli di Mussolini o di De Gasperi, che posero la questione di fiducia con i disegni, politicamente molto diversi, ma accomunati dalla comune volontà di dare ai medesimi; continuità nel tempo. Non quella di un partito, come quello di Renzi, desideroso di garantirsi la maggioranza assoluta nel nuovo parlamento. Non quella di una maggioranza politica, costituita o da costituire. Piuttosto un’accozzaglia di formazioni che hanno in comune soltanto l’intenzione di costruire un sistema elettorale che possa favorirli a scapito di altri.
Non un progetto maturato nel tempo così da essere dibattuto e capito dal “popolo bue”; ma una roba cucinata in segreto e posta in discussione proprio alla vigilia della campagna elettorale.
E ancora, un prodotto che non sa di nulla. Che non è riconoscibile e nemmeno commestibile. Se cerchi, o preferisci il principio di rappresentatività non ne trovi traccia. Se a te, invece, preme la governabilità non troverai nulla che la garantista.
Sei un sostenitore delle decisioni della Corte? Le troverai smentite senza neanche farvi riferimento nelle liste sfacciatamente bloccate, nella loro intestazione a leader politici e in una doppia scheda che esclude esplicitamente il suo necessario corollario, il voto disgiunto. Rivendichi il diritto dei cittadini a scegliere liste e deputati o, magari, a consolarsi di non poterlo fare, “sapendo chi ha vinto la sera delle elezioni”? Rimarrai a bocca asciutta nell’uno e nell’altro caso. E perchè non sceglierai e quasi sempre non sarai in grado di conoscere il “tuo rappresentante”, perchè paracadutato da chissà dove. E perchè dovrai aspettare un bel pò di tempo per avere un qualsiasi governo.
E allora il significato vero di questa vergogna sta nell’accordo tacito: “intanto facciamo fuori i principali rompiscatole: grillini e sinistra di opposizione”; poi vedremo”.
Nel vedremo, però, c’è già la volontà di fregarsi reciprocamente. A partire dalla scelta del presidente del consiglio, in un contesto in cui a dare le carte tornerà il Cavaliere…
Alberto Benzoni

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