Leggo in una nota ANSA del 19 ottobre che «i Comitati che il 4 dicembre si sono battuti assieme contro la riforma costituzionale» avrebbero «ritrovato la loro unità nella lotta contro l’approvazione del Rosatellum bis». Tra i soggetti della “ritrovata unità” figura pure il “Comitato dei liberali per il No”.
Tenuto conto che, a suo tempo, ben volentieri ho fatto parte del predetto Comitato, per contrastare un progetto di riforma costituzionale che ritenevo sbagliato e dannoso, tengo oggi a precisare che la mia adesione non sussiste più con riferimento alla valutazione della legge elettorale. Riporto di seguito, al riguardo, quanto ho scritto al Sito di Critica Liberale sotto forma di commento alla nota ANSA prima citata.
«Affermare che questo Parlamento non può approvare una legge elettorale, perché “privo di legittimità democratica”, significa contraddire il punto di vista del Presidente della Repubblica e della stessa Corte Costituzionale che, nella sentenza n. 35/2017, ha ribadito che spetta al Legislatore la disciplina della materia. Non potrebbe essere altrimenti. Lascerei l’intera ed esclusiva responsabilità di queste argomentazioni “antiparlamentari” al Movimento Cinque Stelle. In ogni caso, io non le condivido.
Si vuole votare con i frammenti di legge elettorale risultanti dalle due pronunce della Corte Costituzionale? Per quanto mi riguarda, preferisco che sia approvata la legge “Rosato” la quale, con tutti i suoi difetti, almeno reintroduce una quota significativa di collegi uninominali, tanto per la Camera, quanto per il Senato».
Livio Ghersi

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