
Il tuo è stato un lungo addio. Iniziato con la malattia e terminato oggi, all’inizio di un’ estate che non vuole sbocciare; un’estate triste… come lo eri tu.
Ma nonostante questa vena di tristezza riuscivi a farci ridere. Tanto.
Toscano per il resto d’Italia. Fiorentino di nascita e pratese d’adozione per noi toscani.
E il trampolino è stato proprio quello. Quella Prato ancora in provincia di Firenze che però si sentiva già grande.
“A Ovest di Paperino”. Cosa ci può essere di più pratese si pensava al tempo.
Capolavoro dei Giancattivi; tre geni della comicità Toscana che si affacciavano sulla platea nazionale. E tu, che sembravi una comparsa tra Benvenuti e la Cenci, sei stato l’unico che ha saputo dominarla quella Platea.
“Madonna che silenzio c’è stasera”. Un capolavoro che non ha accusato il passare del tempo. I normali racconti di una cittadina di provincia trasformati in un cult movie che ha fatto ridere generazioni di italiani. Ma noi toscani di più. Perché ci hai fatto sentire protagonisti ed hai alimentato il connubio “toscano uguale simpatia”. Battute, monologhi e dialoghi che sono impressi nella memoria di tutti noi. Perché erano situazioni che, oltre che vederle nei tuoi film, le vivevamo quotidianamente al bar, al circolo, per strada.
E si godeva del fatto che la gente ridesse anche oltre i confini della nostra regione. Con te vincevamo tutti!
Hai elevato la nostra cultura da regionale a nazionale.
Anche più di Benigni. Che lo ha fatto benissimo dai palchi dei teatri ma molto meno al cinema. Escluso in “Berlinguer ti voglio bene”.
Ed hai sempre continuato su questa falsa riga. Anche girando in alta montagna “Tutta colpa del paradiso”; sempre con quell’accento inconfondibile.
E poi Genova ed in giro per l’Italia. Ma il tuo cuore ha sempre battuto per la tua Firenze. Addirittura citata nei titoli di coda di alcuni film… ad ognuno il suo ruolo e poi: “Firenze è… Firenze”. Con il cinema Excelsior e il famoso “dammi un bacino”.
Egocentrico ai limiti del narcisismo. Tu eri il tuo film. Il resto faceva da comparsa. Che fossero Novello Novelli o la gnocca di turno. Ma non venivi mai a noia. Perché non bastavi mai. Sei tra i pochi eletti che rivedremo anche mille volte nella stessa scena. Perché i fuoriclasse sono così. “La mortadella è comunista” farà ridere anche quando la gente non ricorderà più cos’era il comunismo.
Perché lo hai detto tu.
Succede solo a chi va oltre. E tu lo hai sempre fatto. Grazie Francesco, grazie di tutto.
Uomo fragile, Artista immortale!
W Francesco Nuti.
Giacomo Vivarelli

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