
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha riferito su X di aver avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano, Masoud Pezeshkian, (presidente della Repubblica Islamica dell’Iran) e di avergli chiesto di “tornare al tavolo del negoziato per affrontare le questioni” legate ai programmi “balistico e nucleare” di Teheran. Macron ha inoltre domandato a Teheran di “onorare il quadro del Trattato di Non Proliferazione Nucleare” nonche’ “una rapida ripresa del lavoro dell’Aeia in Iran per assicurare la piena trasparenza”. Il presidente francese ha inoltre fatto appello per la liberazione dei cittadini francesi Cecile Kohler e Jacques Paris. Il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, ha dichiarato che l’Iran lo aveva informato il 13 giugno, il giorno dei primi attacchi israeliani, che stava adottando misure per proteggere le sue attrezzature e i suoi materiali nucleari. Intervistato dall’emittente Cbs, (acronimo del precedente nome della rete, Columbia Broadcasting System) è un’emittente radiotelevisiva statunitense di New York, in lingua inglese, controllata da Paramount Global) Grossi ha affermato che questa dichiarazione iraniana suggerisce che l’uranio sia stato spostato. “E’ logico presumere che, quando annunciano che adotteranno misure di protezione, questo potrebbe essere lo spostamento del materiale. Ma, come ho detto, non sappiamo dove possa essere questo materiale, o se parte di esso possa essere stata, sotto attacco durante quei 12 giorni” di guerra, ha detto Grossi. L’Iran ha negato di rappresentare una minaccia per il capo dell’agenzia Onu per l’energia nucleare (Aiea), Rafael Grossi, dopo che un quotidiano iraniano ultra conservatore ha invocato una sua esecuzione capitale. “Non c’è alcuna minaccia” contro gli ispettori o il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha dichiarato l’ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, in un’intervista alla rete statunitense Cbs. Il Presidente del Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, il Maggiore Generale Abdolrahim Mousavi, ha dichiarato che l’Iran ha “seri dubbi” sul rispetto del cessate il fuoco da parte di Israele che ha posto fine alla sua aggressione contro il Paese, affermando che la Repubblica Islamica è pienamente pronta a dare una risposta decisiva. Lo riporta la tv di stato iraniana. Il programma nucleare iraniano è stato “annientato come nessuno aveva mai fatto prima” e il principale impianto di Fordow ”è stato attraversato dalla bomba come se fosse burro”. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News. “Ciò ha significato la fine delle loro ambizioni nucleari, almeno per un certo periodo di tempo”, ha aggiunto Trump dicendo che nella struttura sotterranea di Fordow “ci sono solo migliaia di tonnellate di roccia in quella stanza in questo momento. E’ stato tutto distrutto”. Teheran ha chiesto all’Onu di riconoscere Israele e gli Stati Uniti come responsabili della guerra di 12 giorni contro l’Iran, conclusasi con un cessate il fuoco il 24 giugno, secondo una lettera pubblicata ieri e indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite. “Con la presente chiediamo formalmente al Consiglio di Sicurezza di riconoscere il regime israeliano e gli Stati Uniti come iniziatori dell’atto di aggressione e di riconoscere la loro conseguente responsabilità, incluso il pagamento di indennizzi e riparazioni”, ha scritto il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi nella lettera ad Antonio Guterres. L’Iran ha dichiarato di nutrire “seri dubbi” sul rispetto del cessate il fuoco da parte di Israele, in vigore da martedì dopo 12 giorni di guerra tra i due Paesi. “Non abbiamo iniziato la guerra, ma abbiamo risposto all’aggressore con tutte le nostre forze”, ha dichiarato il nuovo capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Abdolrahim Mousavi, riferendosi a Israele. “Abbiamo seri dubbi sul rispetto degli impegni presi, incluso il cessate il fuoco, e siamo pronti a una risposta decisa”, ha aggiunto Mousavi, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato. In visita ufficiale a Tel Aviv, il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha espresso pieno sostegno all’attacco israeliano contro il programma nucleare dell’Iran, definendolo una minaccia diretta non solo all’esistenza di Israele ma anche alla sicurezza dell’Europa. “L’Iran destabilizza questa regione da anni, anzi, da decenni, con il suo sostegno a gruppi terroristici a nord, sud ed est di Israele”, ha dichiarato Dobrindt, il primo alto rappresentante tedesco a recarsi in Israele dopo la “Guerra dei 12 giorni” con Teheran. E molto, molto triste.
Giuseppe Basilico

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