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Ma se passa il referendum costituzionale, cosa serve che Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli votino per il rinnovo delle Città Metropolitane?

Infatti in caso di esito positivo della consultazione referendaria di novembre la riforma Istituzionale comporterebbe l’eliminazione delle Province quale ente costitutivo della Repubblica. Il ruolo delle Città metropolitane va reso operativo liberandolo da questioni emergenziali attribuendogli ruolo di vera innovazione e traino dello sviluppo del Paese.

di Cesare Mannucci | 25 Luglio 2016

D’accordo abbiamo forzato il titolo per catturare l’attenzione del lettore, anche se passa il Referendum proposto dal Governo Città Metropolitane e Province non verranno cancellate con un colpo di spugna. Come del resto non sono state cancellate per nulla dalla riforma “Del Rio”, così come lo sperava l’immaginario collettivo nazionale,  trasformandole invece in enti intermedi di secondo livello (Città Metropolitane per i principali e più grandi capoluoghi di regione e nuove Province per i centri più piccoli) lasciate nel caos dell’interpretazioni delle nuove competenze e della programmazione finanziaria ma con la sola novità: non sono più i cittadini ad eleggere direttamente chi le deve governare ma bensì sindaci e consiglieri comunali del territtorio. E addirittura le Città metropolitane quando eleggono il sindaco del capoluogo se lo trovano pure al vertice dell’istituzione con il titolo di “Sindaco metropolitano” scimmiottando le esperienze oltre trentennali delle grandi città europee quali Londra e Parigi. Sono mesi, anzi anni che su queste colonne, scomodando  il celebre ragionier Fantozzi del bravissimo Paolo Villaggio, sosteniamo che la riforma del Del Rio varata in tutta fretta sulla spinta antipolitica nazionale e anti sprechi sia “una cagata pazzesca” e, come detto sopra, non ha cancellato le province riducendo i costi di gestione di esse ma al contrario ha gettato nel caos istituzionale e finanziario  una delle istituzioni più antiche e radicate sul suol patrio. Le province come enti esistevano prima dell’Unità d’Italia come i comuni, mentre le Regioni, previste dalla Costitituzione repubblicana sono state istituite solo nel 1970. E a confermare tutti i nostri dubbi ora si sta muovendo anche l’Unione delle Province Italiane (Upi) che ha chiesto un summit urgente col governo Renzi (per due mandati giovanissimo presidente della Provincia di Firenze).

“Chiediamo un incontro in tempi rapidi al Governo e alle Regioni per risolvere le questioni, che sono rimaste sul tavolo dopo la prima approvazione alla Camera del decreto legge sugli enti locali, e che ci permetta anche di affrontare da subito la discussione sulla legge di stabilità 2017”. Lo ha affermato Dario Nardella, sindaco di Firenze e coordinatore delle Città metropolitane Anci, al termine della riunione del coordinamento dei sindaci delle Città metropolitane, che si è svolta la scorsa settimana.
“Accanto a questo – prosegue Nardella – è importante anche affrontare insieme al Governo e alle Regioni il tema del definitivo assetto istituzionale delle Città metropolitane, avviando una fase due, soprattutto alla luce del referendum costituzionale che, in caso di esito positivo – sottolinea il sindaco di Firenze -comporterebbe l’eliminazione delle Province quale ente costitutivo della Repubblica. Il ruolo delle Città metropolitane va reso operativo liberandoci da questioni emergenziali attribuendo ruolo di vera innovazione e traino dello sviluppo del Paese. Al coordinamento  erano presenti, oltre a Nardella, il presidente del Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Catania, Enzo Bianco, i sindaci metropolitani Antonio Decaro (Bari), Marco Doria (Genova), Luigi de Magistris (Napoli) e Renato Accorinti (Messina) oltre a rappresentanti delle Città metropolitane di Milano, Roma, Venezia e Palermo. Una richiesta forte che a nostro avviso andrebbe sostenuta non solo dai sindaci delle grandi città ma anche dagli 8500 primi cittadini del Belpaese. Senza tornare al vecchio sistema elettorale e all’ordinamento precedente delle province sarebbe sufficiente che a queste venisse data maggiore autonomia finanziaria e normativa nella richiesta e nell’utilizzo dei fondi europei in deroga alla rigidità del patto di stabilità come avviene nel resto d’Europa dove sono le stesse province ad attingere ai finanziamenti di Bruxelles per la realizzazioni di importanti opere o servizi attesi dalla collettività del territorio interessato.
Pubblicato in : Editoriale, La parola al SindacoTag: anni, antipolitica, bari, bologna, bruxelles, costi, de magistris, europa, finanziaria, firenze, genova, governo, italia, milano, napoli, nardella, palermo, parigi, presidente del consiglio, referendum, renzi, repubblica, roma, sistema elettorale, spugna

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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