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La rissa radicale

Il leader, sempre insicuro e mutevole nei suoi atteggiamenti politici, aveva dato luogo alla fondazione di una serie di associazioni radicali, alcune completamente fasulle, che gli garantivano la maggioranza.

di Giacomo Properzj | 25 Luglio 2016

Molti critici musicali hanno sostenuto che il Gianni Schicchi è la più bella opera di Puccini.

Effettivamente la musica è molto moderna, si sente l’eco di dissonanze alla Schoenberg accanto alla caratteristica musicalità di Puccini ma quella che è particolarmente divertente è la storia: l’apertura di un testamento e delle lotte tra gli eredi per spartirsi l’eredità. Tutto questo accadeva a Firenze nel ‘300 ma accade tuttora nelle famiglie laddove ci sia una pur piccola eredità da spartirsi.

Anche nella famiglia radicale l’eredità di Pannella, non quella morale e politica, ma quella concreta rappresentata dalla proprietà di Radio Radicale ha generato scontri e divisioni che si manifestano con accanimento logorroico. Di fatto nel Partito radicale, prescindendo da Pannella, non si è mai capito chi comandava: il leader, sempre insicuro e mutevole nei suoi atteggiamenti politici, aveva dato luogo alla fondazione di una serie di associazioni radicali, alcune completamente fasulle, che gli garantivano la maggioranza in una specie di holding radicale che era il partito radicale transnazionale. Nei fatti non andava mai in minoranza e continuava ad essere il padrone assoluto della sede, della radio e degli altri pochi strumenti che gli permettevano una presenza politica nazionale. Intorno a lui gruppi di fedeli, di fedelissimi, di possibili pugnalatori e di parassiti. Con la sua scomparsa la guerra tra i gruppi, come si diceva, è scoppiata violenta e, ovviamente, l’oggetto massimo delle cupidigie è Radio Radicale ascoltata ogni giorno da una media di 600/800 mila persone, senza pubblicità ma che riceve dallo Stato un contributo di circa 10 milioni di euro all’anno. Naturalmente la audience si abbassa terribilmente durante le interviste ai cosiddetti senatori del partito e in genere ai dirigenti perchè hanno poca capacità di sintesi e linguaggio politichese, erano le stesse caratteristiche di Pannella che però fino all’ultimo ha mantenuto una certa vivacità di spirito che lo faceva tutto sommato ascoltare e, di conseguenza, rialzare la audience. Audience che si rialza ancora adesso in occasione della rassegna stampa o delle corrispondenze della Pajetta, di Fiamma Nirenstein e di altri intelligenti corrispondenti. Anche le sedute del Parlamento quando sono più drammatiche e movimentate risultano più ascoltate.

Per il prossimo 3 settembre è stato convocato un congresso straordinario, contestato da alcuni, durante il quale potrebbe esserci una resa dei conti anche se le posizioni dei singoli individui protagonisti continuano a cambiare nelle loro alleanze e sarà molto difficile capire dai discorsi e dalle mozioni a quale risultato si potrà arrivare. In realtà la contesa formale verte sul fatto che alcuni esponenti dell’associazione “Radicali italiani” hanno presentato liste a Milano e a Roma senza autorizzazione di altri esponenti che avrebbero voluto anche loro concorrere a un seggio perchè gli amici radicali, astratti e distaccati nella forma, sono assai invece attaccati alle posizioni istituzionali e alle conseguenti indennità. Non è una critica perchè chi opera politicamente ha bisogno di avere delle posizioni o, come si diceva un tempo, delle responsabilità e queste è giusto che siano retribuite. Naturalmente è difficile accettare l’ipocrisia di far finta che non interessino ma, su questo piano, i grillini hanno superato tutti e i poveri radicali trovano poco spazio ormai per il loro tradizionale populismo.

Seguiremo con attenzione questo prossimo venturo congresso un po’ perchè le vicende radicali, come l’opera di Puccini, ci hanno sempre divertito e un po’ perchè quello che rimane della storia e dell’ideologia di questo partito ci è ancora molto caro.

Pubblicato in : EditorialeTag: conti, euro, firenze, milano, pannella, parlamento, partito radicale, persone, puccini, radicali, roma, scontri

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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