Furono presentati come i salvatori della patria. E per questo ad alcuni di loro vennero risparmiati i fastidi del vaglio popolare prima di ottenere incarichi di governo.

“Monti ora dice che la divisione di Scelta civica «non indebolirà la coalizione di governo». Aggiunge: «Credo». Linda Lanzillotta chiede invece «le riforme» e vuole che «la voce di Scelta civica sia presente in Consiglio dei ministri». Rimpasto, insomma. Stefania Giannini dice che se la scissione diventerà effettiva «dovrà essere rivista la nostra rappresentanza nel governo: se un ministro rappresenta un’altra forza politica, dovremo occuparcene». Giannini, docente di Glottologia e linguistica, è da ieri il segretario politico di Scelta civica, con Bombassei presidente, Balduzzi e Borletti vicecepresidenti”.
E’ un passo, il più tranquillo, di un articolo del Corriere della Sera sui giorni che sconvolsero Scelta Civica, cioè il partito e gli uomini che avrebbero dovuto salvare l’Italia, anche grazie al generoso sostegno dello steso Corrierone e del suo “sindacato di controllo” composto, come si sa, dalla crema della finanza italiana.
Sono passati appena pochi mesi da quella marcia “trionfale”, finita poi con uno schianto contro il muro della diffidenza dell’elettorato che assegnò alla formazione di Mario Monti un ruolo irrilevante nella contesa politica. Pochi mesi, e l’aria che tira si capisce al volo dalle parole di alcuni esponenti che hanno partecipato alla “baruffa” (lo dice il Corriere) del Consiglio Nazionale: Monti, «i popolari guardano a Casini e soprattutto a quanto sta avvenendo all’interno del Pdl: vi intravedono opportunità elettorali»; Della Vedova, “i popolari venerdì erano venuti per andarsene, non si sono nemmeno levati il cappotto…»; Andrea Vecchio, “quelli andati via sono politici politicanti, basti pensare al decreto di torbido clientelismo del ministro D’Alia sui precari della Pubblica amministrazione…”.
Altri brani tratti dall’ormai rassegnato Corriere della Sera: “I «popolari» rispondono. Gregorio Gitti venerdì ha dato il via all’uscita dall’aula: «Non avevano la maggioranza, volevano introdurre una norma che prevedeva le deleghe». Gitti è intervenuto: «Così non si può! È un vulnus alla democrazia!». «Tiratelo giù a calci!», ha gridato un montiano non identificato…… E il senatore Di Biagio: «Monti è stato utile al Paese, ma ormai è il vecchio che avanza». Il coordinatore di Scelta civica per l’Emilia, Giuliano Cazzola: «Pensavamo di essere i migliori, ci siamo divisi su un regolamento come i condomini di un palazzotto del Tufello».
Finisce così con un salto di qualità (in basso) delle parole il movimento creato da Monti, premier che parlava un perfetto inglese e incontrava da pari a pari Merkel e Obama, con un ministro, Fornero, che diceva choosy per chiamare i giovani «schizzinosi». Venerdì c’è stato anche un «vaffa», che non è stato possibile attribuire”.
Basta e avanza. Anche perché sarebbe bastato guardare le facce, gli abiti ed i tic di questi personaggi, allorchè scesero in campo. Monti in loden e algido, Montezemolo che è l’emblema del capitalismo nostrano fatto di relazioni e favori scambiati, Della Vedova perennemente sul predellino per saltare da un carro all’altro, la signora Borletti e non si sa quanti altri cognomi, e qui ci fermiamo.
Ve li immaginate, tutti quanti o anche uno solo di loro, interessarsi sinceramente alle sorti di un pensionato, di un precario, di una giovane coppia in cerca di alloggio e di un asilo per il figlio?
Furono presentati come i salvatori della patria. E per questo ad alcuni di loro vennero risparmiati i fastidi del vaglio popolare prima di ottenere incarichi di governo.
Erano i bravi, dotati di competenze tecniche e pertanto si presentarono come innovatori che mai e poi mai si sarebbero mescolati alla politica politicante. Cinque minuti dopo avevano già stretto un patto con Fini e Casini che di cariche, in decenni di militanza politica, solo loro due, ne avevano già ricoperte quanto un reggimento.
Si autoplocamarono “Scelta Civica” e avevano sbagliato di poco. Scelta “cinica”, infatti, era il loro vero nome

Che tutte le colpe della situazione attuale siano da imputare a Monti non credo che sia giusto come non riesco a capire le critiche a questa persona esternate da esponenti politici che hanno contribuito in maniera eclatante a ROVINARE questo povero paese, scusatemi , non lo accetto.. Non credo che con l’avvento sia del governo Monti prima e del governo Letta poi abbiano portato alla rovina un paese che stando a quelli che allora comandavano forse non sarebbe stato in grado di pagare le tredicesime. Sicuramente quel governo di cose sbagliate ne ha fatte, ma sono convinto che se ci fosse stato qualcuno dei politici reggenti in grado di affrontare la situazione non avrebbero ceduto con tanta facilità lo scettro al professore. Purtroppo, secondo la mia modesta opinione, è che abbiamo un parlamento ricchissimo di incapaci che oltre ad infischiarsene del cittadino sicuramente non sono neppure all’altezza di affrontare i problemi del paese, perciò se facciamo la somma di questi dati il risultato certamente non è roseo.
Ma come si puo giustificare un uomo, chiamato ad essere un TECNICO SUPERPARTES, al quale vengono a priori attribuiti meriti non conosciuti e che, una volta inserito si bea di av er salvato l’Italia (ma quanti sono questi salvatori!) e subito dopo si presenta come addirittura come forza politica (raffazzonata alla menopeggio) attorniato da personaggi o squalificati (Casini; Rutelli), o costantemente titubanti (Montezemolo), dichiarando di SALIRE IN POLITICA (gaffe naturalmente divenuta slogan)!
Solo un popolo paziente come quello italiano può sopportare facoltose persone del genere che, appartenendo a famiglie di “alto lignaggio”, hanno fatto carriera sulla regola del PROMOVEATUR UT AMOVEATUR, fino a diventare Papi!
Navigo a vista, caro Nicola. In parte hai ragione: la lista è risultata cinica e il governo successivo a quello di Monti, è qualcosa anche di peggiore. Tra gli errori di Monti, c’è quello di avere scelto navigati politici non del tutto disinteressati. L’uomo ha, però dei meriti. Senza di lui, non sarebbe ripartito questo carrozzone. Egli ha fatto ordine nelle priorità e cominciato un percorso. A tutti era chiaro che per due anni avremmo dovuto fare sacrifici. Oggi, invece è il caos: sappiamo solo questo; per non parlare della giustizia e rimanere all’IMU.
Caro Alberto,
la mia opinione è che il ridimensionamento dello spread sia dovuto, esclusivamente, alle misure e alle dichiarazioni di Mario Draghi. E, infatti, ogni volta che il presidente della BCE ha aperto bocca le ripercussioni si sono avute in tutti i Paesi della zona euro. In misura maggiore o minore, ma nella stessa direzione. Quanto ai problemi politici, non solo il governo Monti non ha consentito di risolverli, ma ora si presentano aggravati.
Puoi dirmi che forse non si sarebbero risolti lo stesso. Ed è possibile. Ma sostenere il contrario era temerario ieri ed oggi, infatti, non lo fa più nessuno.
Caro Roberto,
non farmi i complimenti perchè i giornalisti sono narcisi. E persino io potrei cadere neòlla tentazione di crederci…
Un caro saluto a entrambi.
Bravo Nicola!!!
Non credo che la scelta di Ichino e Della Vedova di portare avanti insieme un progetto di riforma del mercato del lavoro sia stata cinica. Dopo che hanno cercato vanamente per anni (se non addirittura decenni) di perseguirla in opposti schieramenti, nei quali, comunque, quel progetto era e resta minoritario e visto con diffidenza. E questo è solo un esempio.
Che poi Monti abbia riconosciuto di aver sbagliato a stare con Casini e Fini è cosa che si sente dire raramente in politica. E non ha certo torto a sbottare che le larghe intese sono giustificate solo dall’attuazione di grandi riforme che scontenterebbero tutti e non per stare a togliere una tassa con un nome per poi rimetterla con un altro, quando c’era chi, come Casini, intimava di non disturabre il manovratore. Che poi il progetto politico sia risultato un fallimento, va da sè, è sotto gli occhi di tutti. Ma inviterei a riguardare il costo di collocamento dei titoli di Stato di allora che erano diventati proibitivi. Sarà stata pure una messainscena, ma ha funzionato a tranquilizzare i mercati internazionali, dove eravamo del tutto discreditati e garantire il pagamento di stipendi e pensioni. Draghi è potuto intervenire solo dopo, prima i banchieri del nord Europa non glielo avrebbero permesso. L’unica vera alternativa sarebbe stata affidarsi al FMI e qualsiasi eletto dopo avrebbe dovuto sottostare al suo diktat. La Grecia di elezioni ne ha fatte più di una, ma quanta sovranità le è rimasta? Meno della nostra di sicuro. In che condizioni sociali si ritrovano? Noi siamo messi male, ma loro peggio. La mia non vuole essere una difesa di Monti, perchè i problemi restano irrisolti, ma solo ricordare il contesto in cui fu chiamato ad intervenire, quando tutti gli altri non si fecero pregare più di tanto per lasciargli in mano la patata bollente.
Non difendo Monti, dico che in quel momento preciso, e solo in quello, altre scelte non c’erano, l’idea di sciogliere le camere non sarebbe stata comunque una buona idea, il risultato dopo le elezioni lo si è visto!
Sul movimento “scelta civica” concordo interamente con te.
Caro Paolo,
tu difendi Monti e non sono d’accordo con questa difesa. Del resto, era facile prevedere che sarebbe stato un guaio e per questo criticammo su Pensalibero l’operato di Napolitano che avrebbe dovuto sciogliere le Camere dopo la caduta di Berlusconi. I problemi, scrivemmo, si sarebbero ripresentati dopo e aggravati. Sarebbe stato anche un modo per dire a Bruxelles e ad alcune capitali europee, che il nostro destino lo avremmo deciso noi. Ma, oltretutto, io mi riferivo alla creazione del partito “Scelta Civica”. Anche quella non fu scelta trasparente. Fu, appunto, scelta “cinica” da parte di molti, non del solo Monti.
Caro Nicola, scrivi
“Ve li immaginate, tutti quanti o anche uno solo di loro, interessarsi sinceramente alle sorti di un pensionato, di un precario, di una giovane coppia in cerca di alloggio e di un asilo per il figlio?”.
Verissimo, ma questo non vale solo per Monti! Siamo tutti quanti abbastanza esperti e navigati per sapere che , in linea generale, vale per tutti i politici!
L’idea poi che la scelta tra i “buoni” e i “cattivi” sia solo legata al voto popolare, ha dimostrato costantemente che non sempre sia quella migliore.
Monti era utile in quel momento, i successi dei politici sono spesso legati alla nullità dei predecessori e alla assoluta assenza di altri candidati decenti.
La scelta fu giusta, come lo stesso si puo’ dire di Letta, con la differenza che quest’ultimo ha maggiori competenze, umanità e capacità di mediazione.
assolutamente d’accordo con lei dot. Cariglia. In cuor mio posso solo aggiungere di aver sempre diffidato di coloro che si presentano come ” salvatori della Patria” ed il tempo dimostra come costoro mostrano solo di non avere la minima di idea di come salvarla
Caro Nicola.
Bisognerebbe capire il prezzo pagato dal nostro Capo dello Stato per nominare
il prof. Monti senatore a vita. Sarà stato un atto umanitario come quello della Cancellieri? Perché ” Ai posteri l’ardua sentenza”
Domenico Civitano