
Avvalendosi di una documentata analisi scientifica, ma anche di numerosi esempi tratti dalla realtà quotidiana, Bloom dimostra che la capacità di mettersi nei panni di qualcun altro, sentire ciò che un altro sente, non è una qualità, anzi al contrario, è deleteria per le nostre vite, ci porta spesso a emettere giudizi errati e a fare scelte politiche irrazionali e ingiuste. Se l’autore riconosce all’empatia un aspetto positivo nella fruizione dell’arte e talvolta nei rapporti intimi, lo stesso non accade nelle vicende politiche, sociali ed economiche.
Un libro rivoluzionario e divertente, in cui lo psicologo di Yale mostra come, in un mondo che reclama sempre più spazio per i sentimenti, dovremmo dare invece più spazio alla ragione: l’unico modo possibile per prendere decisioni sensate e rendere il mondo un posto migliore. Altro che buonismo.
Paul Bloom (Montréal, 1963) è Brooks and Suzanne Ragen Professor of Psychologyalla Yale University. È un esperto riconosciuto a livello internazionale di psicologia dell’età evolutiva, del ragionamento sociale e della morale. Ha scritto per «Science», «Nature», «The New York Times» e «The New Yorker». Tra i suoi libri precedenti: How Pleasure Works. The New Science of Why We Like What We Like (2010) e Just Babies. The Origins of Good and Evil (2013).
Paul Bloom, Contro l’empatia. Una difesa della razionalità, a cura di Michele Silenzi, Liberilibri 2019, collana Altrove, pagg. XVI-290, euro 18, 00, ISBN 978-88-98094-50-9
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