
Colpi sventati. Professionisti del crimine arrestati. Salvate vite umane. Molte e moltissime altre cose positive, tutto grazie alle intercettazioni. Già, al giorno d’oggi il grande sviluppo tecnologico ci permette di fare tutto questo semplicemente riuscendo ad ascoltare telefonate o messaggi. Beh una bella conquista, senza dubbio. E non è tutto, al giorno d’oggi, sempre grazie alle intercettazioni, crollano governi. Governi? come governi? i governi politici? si, proprio quelli. E cosa c’entrano con gli assassini, gli stupratori, i criminali? beh, a quanto pare, c’entrano e come. Del resto le intercettazioni telefoniche più rigorose, piene di particolari, le più minuziose, sono quelle dei politici. Ma perchè questo accanimento? si cerca di salvare vite umane, di scoprire qualche nuova famiglia mafiosa ed i loro loschi affari, si cerca di prevenire qualche rapina, strage terroristica o stupro? No. E allora a cosa servono? e perchè tutta questa cura nei particolari e nella pubblicazione di massa? Beh semplice, perchè serve per capire se la showgirl Sara Tommasi sia mai andata a letto con il Presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi. Interessantissimo. Oppure per sapere chi pagava l’affitto della casa del cognato di Gianfranco Fini a Montecarlo, o meglio ancora, per sapere se quando Berlusconi corteggiava la marocchina Ruby, questa avrebbe mentito dicendogli di avere ventitre anni anzichè diciassette. Volete mettere?
La verità è che le intercettazioni, nonostante i numerosi vantaggi che ho descritto sopra (ma sopra sopra), rappresentano qualcosa di negativo, più che positivo: non dobbiamo assolutamente dimenticare che ogni volta che si intercettano conversazioni private, che fanno parte della sfera della privatezza, si lede un diritto fondamentale. Nonostante i vantaggi che se ne possono ricavare, ledere la sfera privata di un individuo è un reato molto grave, che limita la libertà. Ed è pur vero senza alcun dubbio, che sventare uno stupro di una bambina, oppure catturare il capo di un clan mafioso che provoca centinaia di vittime ogni anno sono motivi validissimi per ammettere il metodo delle intercettazioni, in quanto in questo caso, il ”fine” giustifica il ”mezzo”. Ma limitare la libertà di una persona, può essere giustificato, secondo voi, per sapere con chi sia andata a letto quella stessa persona?
Ogni persona, durante la sua vita, nel corso naturale di ogni singola giornata, si trova a convivere in una sfera cosiddetta ”pubblica”, dove sta attenta a misurare le parole, a controllarsi, a cercare di apparire in maniera composta e retta. E contemporaneamente può trovarsi a convivere con una sfera ”privata”, molto più intima, dove la persona si sfoga, formula pensieri, parole e segreti che magari nella sfera pubblica non direbbe mai, magari trovandosi a parlare con una persona, o con un conoscente, mai si sognerebbe o si permetterebbe di esternare. Ma com’è veramente una persona, il suo ego, è la sua sfera pubblica, o quella privata? beh, è l’armonia di entrambe le dimensioni. L’una più intima, l’altra più attenta. E quindi come si può prendere per certo che sia il suo vero pensiero, ciò che un individuo dice nella sua sfera privata? come si può ”giudicare”, anche penalmente, un soggetto, basandosi su delle opinioni espresse in piena intimità privata? è assurdo.
Francia, Stati Uniti, e Gran Bretagna, tre fra le più grandi democrazie mondiali, sono molto chiare e precise, nonchè coerenti circa il metodo delle intercettazioni: sono sempre vietate, considerate illegali e lesive della libertà, tranne che per alcuni e limitatissimi casi di sicurezza nazionale. E ad ogni modo è praticamente impossibile che circoli su internet il contenuto delle stesse, ne tantomeno sulle pagine dei giornali. Ed in più, negli Stati Uniti d’America, il Presidente gode del cosiddetto Executive privilege nelle conversazioni, in quanto non può essere paragonato ad un comune individuo, per la carica e la funzione svolta. In Italia invece vige l’anarchia più totale. Casi di intercettazioni (riguardanti casi di gossip e non casi di sicurezza nazionale) che circolano liberamente sulle riviste, giornali, siti internet e blog, ancor prima che vengano usate dai pubblici ministeri in un processo. Davvero incredibile.
Del resto lo disse anche un liberale di ferro come Cavor, nel milleottocento: ” è assoluta necessità concentrare il controllo preventivo e consuntivo in un
magistrato inamovibile ”.
Ed anche la sinistra italiana sembrava convintissima. Già… sembrava. Nel manifesto dei valori del Partito Democratico infatti, stilato nel ”lontano” 2008, si legge nel paragrafo B del punto 4: ” intercettazioni si, violazioni dei diritti individuali no. Diritti individuali da garantire a tutti ”. E trattava non solo dell’argomento delle intercettazioni che ledono la sfera privata di un individuo, ma anche della responsabilità del P.M. nel custodire gli atti, e della necessità di determinare sanzioni penali ed amministrative ”molto più severe delle attuali”. E non è tutto. Ancora più ”a sinistra” (si fa per dire), il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, scriveva nel lontano 1996 in un libro di educazione civica per gli studenti delle scuole superiori a proposito di intercettazioni:” Infatti, se la Costituzione prevede, in determinati casi, che sia violata la libertà e la segretezza delle comunicazioni, è anche vero che concede questa facoltà solo a pubblici funzionari per fini di indagine, non certo per mettere in piazza i discorsi privati dei cittadini”.
Ma sembra che oggi, con un curiosissimo tempismo, la sinistra italiana del ”Law and Order” (altra grande anomalia, ma non parlerò di ciò in questa sede), rivendichi ogni giorno, con estremo vigore il diritto all’informazione. E’ vero, rappresenta un altro grande principio costituzionale inattaccabile; ma dimenticano tuttavia che in merito, la Corte Costituzionale si è espressa più volte, stabilendo che il limite che non può assolutamente oltrepassare il diritto di informazione e di cronaca, risiede nel diritto all’onore ed al decoro, che non può essere leso in alcun modo, da nessun altro diritto. Esiste un importantissimo precedente al riguardo, ed è rappresentato dal ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, il caso ” Craxi contro l’Italia ”, dove oggetto del ricorso era proprio l’uso eccessivo ed improprio delle intercettazioni, che avevano violato alcuni diritti fondamentali, come la privacy ed il diritto all’onore e al decoro. Il ricorso venne presentato alla Corte Europea il 16 giugno del 1994 e la sentenza fu emessa il 17 luglio 2003, con Bettino Craxi morto da ben tre anni. La sentenza dichiarò che ”alcune conversazioni rese pubbliche dalla stampa rivestivano un carattere strettamente privato e non avevano alcuna attinenza con le accuse penali rivolte contro il ricorrente” ed in più ”non sussisteva alcuna esigenza sociale imperativa di pubblicarle”. Inoltre la Corte considerò che ”competeva al Governo fornire una spiegazione plausibile quanto al modo in cui queste informazioni siano giunte nella disponibilità dei mezzi di informazione” e che ”ciò non fece”. Infine la Corte ha stabilito la sussistenza del danno morale e la liquidazione di un’equa soddisfazione come risarcimento nella misura di duemila euro per ogni erede del ricorrente.
Per cui state molto attenti, mi rivolgo anche ai fidanzatini che amano esternare per telefono la loro galanteria romantica, o cambiate Paese, o scambiatevi le vostre parole d’amore ”vis a vi”. Che è meglio.

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