
Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?
Fino a quando abuserai Catilina della nostra pazienza?
È il celeberrimo incipit ex abrupto della prima delle orazioni dette Catilinarie pronunciata da Marco Tullio Cicerone, opportunamente protetto dai legionari romani, di fronte al Senato romano per denunciare Catilina.
La congiura di Catilina fu la fonte principale dell’impianto accusatorio di Cicerone e fu uno degli eventi più famosi degli ultimi turbolenti decenni della Repubblica romana.
Ma oggi, nel nostro infantile parlamento, abbiamo un Cicerone?
Direi proprio di no!
In compenso abbiamo molti aspiranti Catilina fra i leaders di tutti i partiti.
La differenza con il ricordo storico è legata al fatto che quelli di oggi fingono di litigare in modo quasi pirandelliano in cui ognuno recita, a soggetto, la propria parte all’epoca facevano molto sul serio.

Si insultano, urlano e si offendono ma, in sostanza, vanno molto d’accordo.
In queste ore va di moda, con tutto il rispetto per il gioielliere arrestato, scene madri in cui ci sono quelli del centrodestra che lo difendono e quelli del centrosinistra, appoggiati dai loro storici alleati magistrati, che lo accusano di eccesso di difesa.
È tutta una recita!
La dimostrazione?
Eccola stanno, tutti d’accordo nessuno escluso, per varare la nuova legge per finanziare, sempre e comunque, il cinema.
Quel cinema che non va più nessuno a vedere che ci costa milioni di euro l’anno come contribuenti con incassi di qualche migliaio di euro.
Incredibile!
Nel frattempo, vi distraggono totalmente, in concorso coi media, con la condanna del gioielliere sui giornali e nelle Tv e nel frattempo, con una nuova legge spartitoria, rifinanziano quello che potremmo chiamare “non cinema” e né tantomeno “arte”.
L’unica cosa è che faranno vedere di abbassare l’importo che scenderà dagli attuali circa 700.000.000 l’anno a poco meno.
Pensate, tanto per parlare solo si questa nefandezza di spesa che negli ultimi 30 anni con una media di 700.000.000 l’anno fanno 21.000.000.000, VENTUNO MILIARDI DI EURO!
Raffaele Romano

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