
Ti scrivo ora quello che avrei dovuto dirti ieri sera ma non ti ho detto a causa l’emozione che mia ha colto:
Bellissimo il film, superba, calzante e fedele l’nterpretazione di Kim Rossi Stuart, peccato che il Luca Flores che ho conosciuto sin da quando frequentava il conservatorio Cherubini a Firenze ( dava lezioni di musica a mia figlia Dada e suonava nel mio circolo radicale LA ROSA –aprile 1981, l’inizio faceva “i lunedì di musica classica”) non abbia molto a che spartire con il personaggio del tuo film. Infatti in quegli anni abbiamo condiviso con lui, Fulvio Sisti , io e tutti gli amici musicisti (molti purtroppo NEMMENO CITATI ieri sera dal musicista Di Puccio, una vergogna! Non ci sono scusanti di emozione in questi casi) da Raf Palumbo a Nicola Stilo, da Massimo Urbani a Larry Nocella, da Nicola Vernuccio a Chet Baker (ospite per più di un mese a casa mia), da Lee Konitz a Piero borri e Luigi Bonafede, da Tiziana Ghiglioni a Lucia Cappelli….concerti, manifestazioni artistiche, performances, spettacoli, cene, chiacchiere…
Dolce, vibrante di amicizia, premuroso, ipersensibile, affettuoso, amante degli umani e degli animali, adorava la natura, i profumi, la campagna, il buon cibo, quello cucinato bene, goloso di dolci, amava i colori, dipingeva anche, come Fulvio, preferiva Kandinsky , era molto colto, leggeva, gli piacevano i bambini. Luca rideva, gli luccicavano gli occhi quando rideva. Ha passato serate accanto al caminetto di casa nostra a Lucardo spargendo calore, voglia di vivere e suonare mista a momenti di tristezza ma non di tremenda angoscia.
Nel mio locale ‘La rosa’ è nata un’intera generazione di musicisti che hanno potuto esprimersi ed evolversi musicalmente, conoscersi fra loro, hanno incontrato e conosciuto Luca, come hanno fatto a dimenticare quel Luca?…
Disperato, tetro, cupo fino al suicidio il tuo, Luca Flores, che certamente corrisponde solamente all’ultimo periodo della sua breve vita che ti hanno raccontato. Purtroppo chi vedrà il film conoscerà solo il tuo Luca Flores.
Dovevo a Luca questa precisazione, e sono sicura che anche Fulvio Sisti avrebbe approvato calorosamente, per l’affetto profondo e l’amicizia che ci ha legati per molti anni e per il rimpianto che porto sempre nel mio cuore
Loretta Grazzini

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