
Articolo 87, undicesimo comma, della Costituzione:
“Il Presidente della Repubblica può concedere grazia e commutare le pene”.
Può un ministro della Repubblica permettersi di non conoscere questo articolo, annunciare con enfasi un’istruttoria sulla grazia come se il Quirinale fosse un suo ufficio periferico, ed essere per questo pubblicamente richiamato dal Presidente della Repubblica?
Se poi andiamo a cercare l’articolo 52 del Codice penale sulla “legittima difesa” si legge:
“Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”.
Nel caso Roggero, il punto decisivo è proprio il primo: secondo i giudici, quando sparò, la rapina era ormai conclusa e i rapinatori erano in fuga. Per questo non si trattava più di respingere un pericolo attuale e non si aveva il diritto di uccidere due persone e ferirne gravemente una terza.
Salvini, Vannacci, Gasparri e compagnia, alcuni di loro parlamentari della Repubblica da ormai decenni, possono permettersi di ignorare questo articolo e organizzare un’infame gazzarra contro una sentenza della magistratura?
I comportamenti di Nordio e dei parlamentari di destra sono politicamente sovversivi, contrari al dettato Costituzionale e alle leggi.
Non può permettersi un ministro della Giustizia di impadronirsi di un potere che la Costituzione assegna al Capo dello Stato. E non possono permettersi i parlamentari di trasformare un duplice omicidio in materiale da comizio.
Siamo davanti a qualcosa di assai grave: il sovversivismo delle classi dirigenti. Uomini di governo e rappresentanti delle istituzioni alimentano la rivolta contro la legge, la magistratura e la Costituzione quando queste non assecondano la loro propaganda.
È la destra di governo che pratica il disordine istituzionale, esalta la giustizia privata e pretende che la legge valga soltanto quando le dà ragione.
Peggio ancora, strumentalizza tragici fatti di cronaca per turlupinare voti distruggendo le regole di una comunità e prospettando una società dove si torni alle regole della vendetta personale senza limiti né proporzioni.
Enrico Rossi

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