
Milena Gabanelli, finalmente sul Corriere della Sera , scrive – con garbo e fermezza , come di consueto – un chiaro e documentato articolo ( Corriere 10 ottobre ) sul caso Stanca – Penati : Lucio Stanca, il deputato PdL già a doppia poltrona-stipendio; Filippo Penati, il deputato PD indagato per la “riqualificazione” della più vasta area dismessa d’Europa.
Nello stesso articolo, parlando di un recente dibattito svoltosi in televisione appunto sul “caso Penati e la questione morale”,la Gabanelli fa riferimento all’intervento del senatore PD Gianrico Carofiglio ed al suo invito ai telespettatori perché dicano “quale “ tipo di politico vogliano, quasi proponendosi quale esempio di rappresentante sano, corretto, non opportunista.
Il fatto è che l’onorevole ( si fa per dire ) Carofiglio , già sostituto procuratore, dedica gran parte del suo tempo alla scrittura e alla promozione dei suoi romanzi. Il tutto – ha confidato – è conciliabile con l’attività ( si fa sempre per dire ) parlamentare, che richiede la sua presenza a Roma dal martedi al giovedi ( sera, ha perfino tenuto a precisare ).
Alla fine la Gabanelli si domanda : quale idea ha Carofiglio del mandato che i cittadini consegnano nelle mani del parlamentare? Carofiglio…scrittore di successo, come secondo mestiere fa il senatore ( 13.000 euro al mese n.d.r ) ; e…può sempre tornare a fare il magistrato, perché, essendosi messo in aspettativa, il suo posto non glielo occupa nessuno. Peccato che il suo carico di lavoro, al momento, se lo devono accollare i colleghi, e se non ce la faranno magari qualcuno non avrà giustizia per intervenuta prescrizione. E’ questo il politico nuovo che vogliamo ?
Bella domanda, brava Gabanelli. Ed è questo il tipo di politico – mi permetto di aggiungere – che la sinistra propone in alternativa ai berlusconiani ?
Il caso, sia ben chiaro , non è isolato: anche Giancarlo De Cataldo, per esempio, fa , oltre al magistrato, lo scrittore; e non ha pudori ad intitolare In giustizia il suo ultimo libro . E , come se non bastasse, fa anche il regista : insieme a Saverio Martone – l’avete presente? – in quel film “ Noi credevamo “ , con quella interpretazione cupa, parziale, lacunosa e faziosa di alcuni fatti del nostro Risorgimento .
E sono magistrati !
E altri ce ne sono , dello stesso tipo, delle stesse abitudini, degli stessi interessi. Della stessa razza, scusate, mi vien da dire, razza dannata.
Berlusconi meno di tutti è …abilitato a criticarli, ma quelli come loro meno di tutti sono abilitati a proporsi come esempio. Tanto meno come alternativa.

ma un po’ di sana vergogna i nostri magistrati più o meno onorevoli mai?