
“Gli stronzi sono stronzi” ha signorilmente risposto la onorevole (?) Rosy Bindi al suo collega vicepresidente della Camera Maurizio Lupi che, a proposito dei cinque deputati radicali non assenti dall’aula come tutto il resto del centrosinistra, le aveva fatto notare che “i voti sono voti”.
La battutaccia schiumante di rabbia la dice tutta sul comportamento del centrosinistra dopo la bocciatura a sorpresa del rendiconto del bilancio a Montecitorio.
Perchè I radicali, pur differenziandosi, non sono stati determinanti; così come non lo erano stati nel voto sulla mozione di sfiducia al ministro Romano, pur attirandosi anche in quella occasione, l’ira di una parte del PD.
Determinante, invece, è stata la mancanza di lucidità dei vertici del PD e di tutti gli altri partiti di opposizione.
Avevano segnato un insperato punto a favore mettendo in difficoltà il governo e facendone risaltare la inadeguatezza di fronte ai problemi gravissimi del momento. Da quel momento non ne hanno più indovinata una. Prima la cervellotica trovata di disertare I lavori della Camera, criticata da tutti; poi l’altra trovata di non partecipare alla prima chiama del voto sulla fiducia chiesto dal governo; poi l’ira cieca per aver fallito tutti gli obbiettivi di una tattica arzigogolata e incomprensibile. Così cieca, da prendersela con il partito di Pannella, incolpevole, e dare ancora più visibilità alla sconfitta e alle ragioni che la hanno determinata.
Perchè nessuno può ritenere tanto sprovveduti uomini che hanno alle loro spalle decenni di vita politica, tanto da rappresentare la raffigurazione stessa della immobilità del nostro sistema. Non di errori a ripetizione si è trattato, ma di impossibilità a fare qualcosa di diverso. Detta in altre parole: l’alternativa a Berlusconi non c’è e, quel che è peggio, non sembra poterci essere a breve. “Berlusconi vattene a casa”, “ disertiamola Camera”, forse “radicali stronzi” sono le sole parole di ordine sulle quali c’è accordo all’interno della non invincibile “armata” composta da Bersani, Vendola, Di Pietro, Casini, Fini, Ferrando, Rutelli e chissà chi ancora.
Se poi si va oltre, una volta a casa Berlusconi, c’è nella composita coalizione che dovrebbe prenderne il posto, il buio più nero. Solo dentro il PD, mezzi vorrebbero, poi, andare ad elezioni subito; gli altri dare vita ad un governo pasticcio e posticcio, mettendo assieme tutte le schegge da qualsiase parte provenienti e per qualsiasi più o meno nobile ragione.
Auguri, Italia!

Credo che tutti ci ricordiamo quando, appena vinte le elezioni da Berlusconi, si parlò di una società tra lui e De Benedetti per aiutare le piccole aziende in difficoltà, poi sembrò troppo potere per Berlusconi e si scelse la linea dell’opposizione più dura, costi quel che costi, stiamo tutti vedendo esattamente quanto ci sta costando, mentre Berlusconi non ha potere alcuno ma è durato esattamente, come se l’accordo ci fosse stato e quelle piccole compagnie intanto sono tutte fallite.
D’altra parte a destra Giornale & Company non sono da meno, è una guerra Civile fredda.
Occorre a sinistra il nostro Gorbaciov Italiano, che smantelli tutte le testate nucleo-popolari e a destra, qualcuno, che faccia meno paura alla sinistra, diciamo almeno più povero di un Benetton.
Occorre anche che la società civile di ambedue gli schieramenti, Operai e Commercianti in primis, PRETENDANO il benessere economico e civile mandando a casa tutti quelli che non dialogano con lo schieramento avversario.
A sinistra si pretenda che si vada in gruppo a cena da Berlusconi per dirgliele in faccia, invitati o meno è l’Italia ragazzi, a destra si pretenda che si sappia esattamente quanto guadagna ogni povero e come vive, al centro gli elettori pretendano che in parlamento se sono stati eletti, ci vadano sempre, o non chiamatelo Centro.
Quel “gli stronzi sono stronzi” della Bindi verso i radicali è, se non il padre parente stretto di quei violenti stupidi che hanno offeso Pannella alla manifestazione degli indignados a Roma. O no?