Se qualcuno aveva dubbi sul fatto che il sistema elettorale proporzionale non è quella iattura che alcuni ci volevano far credere ma, al contrario, si addice al nostro Paese più del Mattarellum in vigore dal ’94 ad oggi, ora è servito e ha buoni motivi per ricredersi.
Cosa è successo infatti il 10 e 11 aprile da un punto di vista meramente tecnico?
E’ accaduto che una coalizione che ha avuto meno di 25 mila voti di vantaggio su circa 40 milioni di elettori che si sono recati alle urne, alla Camera e, addirittura, qualche voto in meno rispetto agli avversari al Senato, ha i numeri per governare.
Altra cosa sono naturalmente le condizioni politiche, legate alla compattezza e alla tenuta della coalizione.
Ma sono state smentite tutte le profezie di sventura fatte dagli avversari della nuova legge che, ironia della sorte, ora si avvantaggeranno dei meccanismi di una legge da loro tanto fieramente avversata.
Dunque, come Pensalibero aveva scritto, il proporzionale con premio di maggioranza funziona meglio del precedente maggioritario all’italiana.
Prima molti partiti si mantenevano in vita grazie al potere di condizionamento o ricatto esercitato perché per conquistare i collegi uninominali era necessario fino all’ultimo voto. Oggi i partiti che non raggiungono almeno il 2% dei voti ( si può discutere se la soglia sia o meno adeguata) vengono cancellati.
Le vere cose che non vanno in questa legge, e lo abbiamo scritto, sono due.
La prima, aberrante, è l’esproprio del diritto dei cittadini al voto di preferenza. Un vero e proprio commissariamento della democrazia.
La seconda, antiquata e polverosa, l’obbligo burocratico alla raccolta delle firme autenticate dei sottoscrittori delle liste. Noi abbiamo proposto di sostituirlo, in maniera alternativa, con il versamento di una cauzione da restituire solo nel caso si raggiunga una percentuale di voti da stabilire, così da contrastare liste strumentali o velleitarie.
Le due cose che non vanno sono quelle cui i partiti, per conservare tutto il potere alle loro burocrazie, maggiormente tengono.
E, infatti, tra le critiche che abbiamo letto, strumentali in gran parte, niente si dice al riguardo.
Ma allora con il proporzionale si può governare!
Prima molti partiti si mantenevano in vita grazie al potere di condizionamento o ricatto esercitato perché per conquistare i collegi uninominali era necessario fino all’ultimo voto. Oggi i partiti che non raggiungono almeno il 2% dei voti ( si può discutere se la soglia sia o meno adeguata) vengono cancellati.

maggioritario al 100% in entrambe le camere,come in inghilterra, ecco la vera legge elettorale per il nostro paese,sistema bipolare perfetto e maggioranze sicure.