A me sembra che tutta la vicenda dell’Italicum sia anche il segnale dell’insofferenza diffusa verso un certo tipo di sinistra italiana, soi disant politicamente corretta, ma in concreto una casta arrogante che pretende di avere sempre l’ultima parola su tutto, e il diritto di rappresentare la coscienza del paese con le loro interminabili commissioni e approfondimenti che bloccano qualunque iniziativa. Con lo stesso zelo ritardatario dei loro cugini, i direttori generali dei ministeri, che, per fare un esempio, sono stati capaci di ritardare 12 anni l’emanazione del regolamento di una legge del parlamento che regolava l’autoproduzione elettrica, e che dispiaceva all’Enel. Va da sé che mentre i direttori facevano saltare le riunioni, i loro figli facevano mirabolanti carriere all’Enel..
Insomma, posso sbagliare, ma ho idea che faranno fatica a raccogliere le firme per un referendum, e quando le avranno raccolte, faranno molta più fatica a fare partecipare al referendum la maggioranza degli italiani. Che , forse, prima di abolire l’Italicum vorranno vedere come funziona. E che sono un po’ infastiditi dai proclami strazianti dei nominati col porcellum che gridano al colpo di stato dell’Italicum. Che certo toglierà loro dei posti..

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