Chiuso il momento storico di Monti, si aprirá una nuova era politica e tutti noi dovremo essere pronti ad unire la nostra area politica. Cogliamo l’attimo.

I pochi autentici riformisti e liberali presenti in questi due schieramenti politici non hanno potuto in questi anni far altro che buon viso a cattivo gioco pur di tenersi stretta la poltroncina preparata apposta per loro. Qualcuno forse pensa che quei principi a noi tanto cari possano ora essere attuati nel cosiddetto terzo polo? Ma suvvia, se andiamo ad analizzare le forze politiche del terzo polo ci renderemo subito conto che Futuro e libertá si fonda anch’essa sulla ex base di An, l’Udc sappiamo tutti che parte politica rappresenta e l’Api (Rutelli ecc.) è composta da ex Pd ed ex Udc.
I riformisti e riformatori sono pochi e senza voce in capitolo. Ecco perché diventa sempre più urgente ed indispensabile una nuova forza liberal-repubblicana e riformista che passi attraverso il mondo radicale, che coniughi il meglio della cultura liberale a destra e riformista a sinistra, che vada al di lá degli attuali schieramenti politici. Ci sará un motivo per cui i radicali, tanto per fare un esempio, hanno rotto i ponti sia con il Pdl prima che con il Pd poi. Non perché sono brutti e cattivi ma semplicemente perché in qu ei due schieramenti non esiste possibilità alcuna di affermare reali principi liberali e riformisti come invece i radicali avrebbero voluto.
Chiuso il momento storico di Monti e del governo tecnico si aprirá una nuova era politica e tutti noi dovremo essere pronti ad unire la nostra area politica. Bisognerá cominciare a discutere, a dialogare, a creare l’alternativa possibile. Cogliamo l’attimo.

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