• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Umanità oggi, al giro di boa

di Carlo Luigi Ciapetti | 25 Novembre 2012

La storia recente ha finito con l’edificare un “teatrino dell’assurdo” nel quale siamo stati sottratti al ruolo consueto di spettatori e coinvolti invece come attori senza copione.

Non sono affatto meravigliato nel vedere quello che sta accadendo oggi, in Italia e nel mondo: la storia recente ha finito con l’edificare un “teatrino dell’assurdo” nel quale siamo stati sottratti al ruolo consueto di spettatori e coinvolti invece come attori senza copione.

Altro che “democrazia” !

Mi spiego meglio. La caduta del comunismo, come ideologia di riferimento dialettico, ha posto termine ad un ciclo iniziato circa 160 anni fa, quando l’invenzione del motore elettrico indusse la trasformazione della nostra società dall’assetto artigianale che aveva avuto da millenni nella produzione dei manufatti – con tutto ciò che ne conseguiva – ad una società industriale.

In questa, al capitale utile e necessario per gli investimenti produttivi, assai più allettante di ogni precedente ed anche in grado di generare assai più velocemente sempre nuovi profitti, si venne inizialmente ad assommare lo sfruttamento della manodopera.

Nacquero così i movimenti a difesa dei lavoratori e, con essi, la dialettica politica che ci ha accompagnati per tutto questo periodo, con moltissime varianti.

Per circa un secolo, dalla fine dell’800 alla fine del ‘900, abbiamo assistito e partecipato ad un processo nel quale si sono via via verificate da una parte le evoluzioni del liberismo, prima in capitalismo e poi in consumismo, e dall’altra la trasformazione del socialismo in comunismo.

La prima di queste evoluzioni si è prodotta in due tempi: il passaggio dal liberismo al capitalismo avvenne proprio per poter impattare l’avvento e la crescita dei movimenti operai, mentre il passaggio dal capitalismo al consumismo fu reso necessario, dopo la seconda guerra mondiale, per poter conservare il profitto del ciclo produttivo al cospetto di una società che diventava sempre più diversa da quella oculata e tradizionale che l’aveva preceduta.

Questa, infatti, non ricorreva più elettivamente al risparmio – dando così luogo al rientro automatico bancario del profitto nel ciclo produttivo – spendendo il più possibile in un mondo che stava offrendo piaceri prima impensabili, dai viaggi alla moda e via dicendo: i fondi necessari al reinvestimento si potevano ricavare solo nel margine derivante da un maggior consumo [1].

La seconda evoluzione – di fatto parallela alla prima, sarebbe meglio definirla come una “involuzione” – è stata caratterizzata da distorsioni talmente assurde e disumane da aver finito col creare dolore ed orrore, fino alla caduta del Muro di Berlino.
Va rilevato che la dissoluzione di questa ideologia [2], che era divenuta sistema e si era trasformata in una delle maggiori potenze mai comparse sul nostro pianeta, non fu dovuta a scelte di carattere ideologico bensì alla reazione dei popoli governati dal comunismo quando poterono vedere, grazie alla televisione, una “società occidentale” dal tenore di vita ben diverso e più… appetitoso.
L’uomo non è di legno…

Era il 1989 e in questi ultimi due decenni ci siamo quindi trascinata dietro un’organizzazione “politica” basata sulla precedente contrapposizione, divenuta ormai solo un pretesto funzionale agli interessi di una classe politica – ma anche culturale – che non ha saputo, potuto e soprattutto voluto rinnovarsi, del tutto priva di contenuti e significati che non fossero legati ad un mondo ormai morto.

Non se n’è accorto quasi nessuno, ma oggi quello che vediamo ce ne da la piena conferma: al di là di un sindacalismo “di maniera”, redditizio per chi lo pratica ma non certo per chi lo subisce, sul palcoscenico del nostro “teatrino” ci sono da una parte un “governo tecnico” e dall’altra una serie di incontri trasversali dai quali si rileva l’assoluta mancanza di soluzioni, in un contesto che non ha alcuna possibilità di elaborare “nuove idee” per affrontare una situazione di fatto del tutto diversa dalla precedente, nella quale sono state varate legislazioni legate a situazioni contingenti che si pretendono però inviolabili.
Basta pensare al problema della “disoccupazione”, in un Paese nel quale da una parte ci sono milioni di disoccupati (e lasciamo perdere le aree geografiche, il discorso si farebbe assai più difficile) e dall’altra milioni di immigrati di ogni tipo e colore, tutti occupati in lavori che gli italiani non vogliono più fare – specie in giorni come il sabato, la domenica e i festivi – con una legge sul lavoro “nata per sempre” in un periodo di vacche grasse.

Per non parlare di una politica dell’istruzione che era stata spinta a far proliferare diplomati e laureati: ce ne sono tanti, troppi, cui teoricamente spetterebbe di essere assunti o impiegati come tali, ma la società non ne ha bisogno ed inoltre la solita legge sul lavoro ne rende il costo insostenibile.

Quello che sta succedendo – in Italia come all’estero – non mi meraviglia quindi affatto, né mi meraviglia la posizione che assumono personaggi la cui funzione dovrebbe essere ben altra.
Ma non in questo “teatrino”.

 


[1] Va cinicamente notato a questo proposito che la spinta verso la pace non è stata etica ma finalistica: frantumatasi la grande ricchezza in mille rivoli produttivi, era necessario preservare la presenza di acquirenti, chi muore non compra.

[2] Il comunismo sopravvive ancore oggi in alcuni Paesi, dittature che hanno un qualcosa di semanticamente religioso…

Pubblicato in : Primo piano

Info Carlo Luigi Ciapetti

Nato a Rimini da famiglia fiorentina, inizia la sua attività lavorativa nella grande Olivetti di Adriano. Dagli anni 80 intraprende l’attività di analisi del rischio per i settori bancario, parabancario e assicurativo. Giornalista per diletto, autore di alcuni libri, cura da numerosi anni la rassegna stampa di approfondimento Ouch!

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico martelloni

    28 Novembre 2012 alle 13:16

    Al tuo interessantissimo articolo, vorrei aggiungere del mio. Tutta l’umanità dovrà dare nuove risposte. Ciascuna parte a suo modo, ma dovrà darle. Il post comunismo, interent, essi aprano altri scenari, altre possibilità da decifrare e applicare. Per una situazione di crisi, c’è sempre una risposta e una volontà per superarla. Esiste anche un nuovo nemico che sostituisce quello comunista: l’integralismo religioso islamico e di ogni tipo.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti