L’Ucraina avrà un futuro positivo e gli italiani come il resto dell’Europa troverà fortuna ad investire in quel Paese, anche se la Russia continua ad uccidere. Sono più di diecimila ad oggi, infatti, i caduti e vittime civili ucraini in questa guerra di liberazione. Lo ha confermato in questi giorni, il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko davanti a quello del consiglio europeo Donald Tusk. “ Potete dire che io sono un sognatore, ma io non sono il solo “ ha concluso Tusk, ricordando la canzone di John Lennon: “You may say I’m a dreamer, but I am not the only one”. “Imagine” ne è il titolo. Parole prese a prestito che Tusk ha dedicato non solo all’Ucraina. Tusk alludeva anche alla Brexit: “L’Europa è stata costruita su un sogno, che sembrava impossibile da raggiungere. …” Un sogno però che non può passare per la moneta unica, che invece dovrà avverarsi attraverso la volontà popolare. Per questo non deve fallire il sogno di un’Europa dei popoli, , come la vittoria di Macron ha dimostrato e ricacciato indietro coloro che come la Le Pen, vorrebbero , al contrario, la sua disintegrazione. Le sanzioni alla Russia, anche questa notizia è di questi giorni, sono state confermate ancora per un anno. L’Europa che non c’è ha evidentemente già pronti quegli ingredienti che un giorno saranno fondamentali perché ogni Stato dell’Unione ceda una parte della sua sovranità in favore di un governo centrale federato. Nella direzione europea sta , quindi, navigando proprio l’Ucraina che da una dozzina di giorni non ha più l’obbligo del visto per i suoi cittadini che vogliono visitare gli stati dell’Unione Europea, senza rischiare, finalmente, di essere respinti agli scali aerei da poliziotti italiani corrotti. Una seconda vittoria, Kiev l’ha ottenuta a Strasburgo contro l’agenzia russa Gazprom. E’ di questi giorni la notizia che Gazprom dovrà risarcire svariati milioni di dollari all’ucraina Naftagas. Il contenzioso poggiava su di un contratto posto in essere ai tempi della Timoshenko, dove esistevano delle condizioni capestro sul prezzo, molto superiore a quello di mercato e l’obbligo di pagare anche se in Ucraina non lo avessero più voluto. Non solo, ma la causa riguarda anche i danni subiti dall’Ucraina per il gas del Mar Nero e della Crimea. In conseguenza alla guerra, l’Ucraina in questi anni si è rifiutata di comprare gas dalla Russia. Il tribunale di Strasburgo ha così espresso la sua sentenza dando ragione a Kiev. Il gas russo è orami fuori mercato e già in Europa è invendibile. Dai porti della Polonia arriva il gas americano a costi competitivi anche per gli ucraini. L’isolamento della Russia è dovuto alle sue ambizioni egemoniche che non preoccupano solo i paesi sul confine occidentale. La svedese Ikea già da un anno ha chiuso i suoi magazzini a San Pietroburgo e si è trasferita a Kiev.
Enrico Martelloni

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