Marcello Pera, presidente del Senato ha parlato ieri alla platea di Comunione e Liberazione di come l’Occidente oggi sia in grave crisi morale in quanto egli ritiene che la religione sia relegata nel privato ed isolata dalla politica.
Se ciò fosse vero probabilmente in Italia non avremo ancora un forte grande centro di stampo confessionale e clericale che condiziona gli equilibri. A differenza di quanto pensi Pera la Dc non è mai morta ed oggi si chiama Forza Italia, An, Margherita e naturalmente Udc.
Sappiamo anche quanto un certo centrismo cattolico abbia generato per un cinquantennio immobilismo e controriforme a differenza di quanto oggi avremo urgente bisogno: un sano riformismo liberale ed anticentrista.
Pera sostiene inoltre che è il «relativismo è la dottrina per la quale tutte le culture sono uguali e non si possono comparare e non si possono porre su alcuna scala per giudicare se una è meglio dell’altra». Forse Pera non sa o non comprende che le culture sono tutte diverse ed è proprio questo a renderle affascinanti. La cultura europea ad esempio è diversa da quella statunitense; quella islamica diversa da quella indiana e sono diverse anche fra loro! Addirittura la cultura italiana è diversa da quella tedesca che a sua volta è diversa da quella francese e così via. Il mondo è bello perché è vario si diceva una volta!
Stupisce che un filosofo del calibro di Pera dimostri (o finga) di non sapere ciò.
Lo sproloquio di Pera prosegue parlando di radici giudaico-cristiane dell’Europa. Anche qui stupisce che l’esimio filosofo non sappia che l’Europa ha radici pagane e graco- romane. Il cristianesimo venne ben dopo! Ed i Papi trasformarono il messaggio di Cristo in dogma e vi costruirono Chiese e santuari a tutela del loro Potere temporale. Il Vaticano ne è un chiaro esempio.
Come se tutto ciò non bastasse egli prosegue scagliandosi contro le leggi liberali della Spagna sulle unioni civili. Leggi che hanno sancito una vera separazione fra coscienza individuale e coscienza confessionale.
Ecco, la nostra critica sta proprio qui. Noi crediamo in uno Stato laico e liberale. In uno Stato che tuteli il cristiano come il non cristiano. In uno Stato insomma che tuteli prima di ogni cosa l’individuo e la sua libertà di pensiero.
Pensiamo insomma che la politica debba rimanere separata da qualsiasi religione e professione di fede. Pensiamo che la politica sia l’arte del confronto fra culture e fra coscienze laiche e pragmatiche libere da dogmi e settarismi.
Luca Bagatin
Segretario del Partito d’Azione Liberalsocialista del Friuli Venezia Giulia
lucabagatin.ilcannocchiale.it

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