
Tre città italiane celebrano l’opera di Louise Bourgeois con altrettante esposizioni, visibili sino al 28 settembre.
A Firenze in due sedi museali al Museo del Novecento (antico ospedale delle Leopoldine in Piazza Santa Maria Novella e ora dedicato alle arti del XX secolo) e Museo degli Innocenti (edificio storico rinascimentale del Brunelleschi in passato brefotrofio) due rassegne dal titolo Louise Bourgeois in Florence: Dot not Abandon me e Cell XVIII (Portrait) curate da Sergio Risaliti e Philip Larrett-Smith in collaborazione con The Easton Foundation.
A Roma alla Galleria Borghese con L’inconscio della memoria, a Villa Medici con No Extra, a Napoli allo Studio Trisorio con Rare Language.
Louise Bourgeois (Parigi, 1910-New York, 2010) è una delle protagoniste del panorama internazionale dell’arte del XX e XXI secolo. Dell’artista francese nelle due esposizioni fiorentine ospitate un centinaio di opere tra disegni, schizzi, studi e gouaches su carta unitamente ad una serie di sculture, realizzazioni in bronzo dalle grandi dimensioni con soggetto Spider. Non mancano anche creazioni in marmo e lavori realizzati su supporti e basi di superfici di tessuto e stoffa realizzate in collaborazione con l’artista Tracey Min artista britannica (classe 1963) nota per le sue opere dalle tematiche autobiografiche
L’espressione artistica della Bourgeois è fondata essenzialmente sull’indagine di temi legati alla sfera familiare, al suo vissuto. Tutte le tematiche autobiografiche – riversate nelle sue ricerche espressive- danno atto della complessa analisi del suo mondo interiore.
Le creazioni che ne derivano dai disegni, acquerelli e gouaches coniugano un universo denso di ricche rielaborazioni metaforiche utili per esorcizzare le tensioni, problematiche svariate, evidenziandone le fasi della vita come il ciclo di creazioni dedicate al tema della Natura, Sessualità, Nascita, Dipendenza ,Maternità
Al Museo del Novecento esposta anche una significativa opera in anteprima; una scultura-ragno di bronzo dalle grandi dimensioni realizzata dalla Bourgeois atta a delineare il simbolo della forma materna ambivalente. Tematica questa più volte rappresentata dall’artista: un materno problematico, da un lato rassicurante e protettivo dall’altro, minaccioso ed ostile.
Laura Novello
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