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Tempo di ballottaggi

di Carla Ceretelli | 2 Luglio 2024
Jérémy-Günther-Heinz Jähnick / Lille – Meeting de Marine Le Pen pour l’élection présidentielle, le 26 mars 2017 à Lille Grand Palais (127) / Wikimedia Commons

“Le Pen è stata la leader di spicco che ha marciato con la comunità ebraica in marcia  contro l’antisemitismo a cui Macron ha scelto di non partecipare”

Per il ministro israeliano della Diaspora, Amichai Chiklier, se la leader del RN, Marine Le Pen, diventasse presidente della Francia sarebbe “eccellente per Israele” data la sua “ferma posizione” contro Hamas e l’antisemitismo.  Anche contro la Corte penale internazionale che, in ogni caso,  ha condannato anche i leader di Hamas.

Al contrario della sinistra di Melenchon.

Il ministro ha ricordato inoltre  che “Le Pen è stata la leader di spicco che ha marciato con la comunità ebraica in marcia  contro l’antisemitismo a cui Macron ha scelto di non partecipare”. Ribadisce dunque che “Sarebbe ottimo per Israele se Le Pen fosse presidente della Francia.

Il “fronte repubblicano”  In Francia si starebbe dunque incrinando. Perfino all’interno  della stessa maggioranza di governo. I ministri si sono infatti incontrati con il premier Attal e il presidente  Macron per delineare  una  strategia centrista in vista del ballottaggio del 7 luglio.

Ovviamente la scelta non è  affatto semplice. Infatti i liberali devono decidere se far confluire i propri voti sulla destra, favorendo  Bardella e Le Pen,  oppure aggregarsi al Fronte Popolare di Glucksmann e  Mélenchon.  Non  comprendo davvero come dei liberali  potrebbero accordarsi con il Fronte popolare.   Vero è che Macron ha invocato un “blocco repubblicano” per arginare i lepenisti , ribadendo   che “è l’estrema destra che si appresta ad arrivare alle più alte cariche”. E anche Attal ha invitato i suoi sostenitori a fare in modo che “non un solo voto” finisca a Le Pen. Ma la posizione dei centristi non è così tetragona  e irremovibile. Non può esserlo.

Alcuni ministri, più loquaci e meno riservati,  hanno infatti raccontato di una riunione  molto tesa  e ansiosa, a margine delle  informazioni  sui risultati del primo turno delle legislative anticipate, volute fermamente dal  Presidente.   Una tornata elettorale   davvero  insidiosa, in cui i macroniani hanno visto più che dimezzare il numero di deputati che riusciranno a ottenere. Macron, forse in maniera troppo repentina  aveva sciolto l’Assemblea dopo le Europee cercando di rendere  la  politica  nazionale  più chiara  bilanciata  e regolata. In realtà l’ha resa molto più caotica , avendo  prodotto solo molta confusione  fra gli opposti estremismi , lasciandoli  a contendersi la guida del Paese.

Il Presidente ha dunque  invitato i suoi ministri “a non combattere la battaglia sbagliata”, ma secondo Le Parisien diversi esponenti di spicco della maggioranza, tra cui Aurore Bergé, Bruno Le Maire, ma anche Catherine Vautrin e Olivia Grégoire, avrebbero istigato  gli elettori centristi   a non votare né il Rassemblement National né il Nuovo Fronte Popolare. Come era ragionevole  e abbastanza logico aspettarsi.

Le Pen al 29,2 % (con Ciotti al 33,1%), sinistra,   Nuovo Fronte popolare, al 28%, Macron al 20,8%. 169 candidati ritirati in chiave anti- Rassemblement national. Questa la situazione attuale . In attesa di un ballottaggio che si presenta davvero  abbastanza enigmatico, nonostante  il  palese  avanzamento della destra.

Dunque  Domenica scorsa,  30 giugno, la Francia ha votato per le elezioni legislative anticipate, con una altissima affluenza,  ben il 67%, alla quale non eravamo da tempo abituati.  Come  già detto, Macron studia alleanze strategiche «caso per caso», mentre, ovviamente,  i sindacati invitano ad arginare l’estrema destra. che  che sta per accedere alle più alte funzioni (dello Stato). Secondo Macron che avrebbe detto di volere una «ampia unione democratica e repubblicana per il secondo turno». Il premier Attal ha espresso la volontà di fare sbarramento contro il Rassemblement National di Marine Le Pen al secondo turno di domenica prossima. Ma diversi ministri, tra cui quello dell’Economia Bruno Le Maire, si sono espressi contro il voto per La France Insoumise, partito della sinistra radicale.

Oltre oceano, coinvolti anche loro in modo globale, Antony Blinken,   diplomatico, nonché segretario di Stato americano ,  a margine di un evento al think tank di Washington Brookings Institute, si è detto «fiducioso» che l’Europa continuerà a sostenere la Nato nonostante l’avanzata delle estrema destra in molti Paesi, tra cui, molto probabilmente,  la Francia.

Secondo i calcoli di Le Monde, sarebbero  169 i candidati che si sono già ritirati, in vista del ballottaggio, in funzione anti Le Pen in  Rassemblement National.  122 della sinistra del Nuovo Fronte popolare, 46 del blocco macronista e uno dei Repubblicani.

A Berlino intanto si vocifera che «La vittoria del RN non può lasciare indifferenti» Ovviamente in democrazia, gli elettori hanno la parola ed esercitano l’unico  potere,  l’unica arma in loro possesso. Ma Germania e Francia hanno una responsabilità particolare per un’Europa unita. In conferenza stampa Il ministro  degli  esteri tedesco,  Annalena Baerbock,  ha commentato così  l’esito del primo turno delle elezioni francesi .” Non  è cosa da poco  se  nel risultato delle  europee, o  del  nostro partner più vicino e migliore amico, è molto più avanti un partito che vede nell’Europa il problema e non la soluzione».  Questa l sua  opinione,  autorevole, ma sempre opinione.

Il nostro Presidente del Consiglio, ha commentato i risultati del primo turno  che vedono le destre in vantaggio, sottolineando   che:

«Demonizzare  chi non vota per le sinistre è un trucco che non funziona più, anche in Italia»-

Ha inoltre sottolineato il fatto che si stiano superando le vecchie barriere tra le forze alternative alla sinistra mentre  anche in Francia emerge che  si stia andando in questa direzione.

Per la prima volta il partito di Le Pen ha avuto degli alleati già dal primo turno e  anche i Républicain  pare siano orientati a non partecipare al cosiddetto fronte repubblicano.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: battaglia, conferenza stampa, democrazia, elezioni, europa, francia, germania, governo, Liberali, nato, presidente del consiglio, sindacati, sinistra radicale, stia

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Maria Rita Monaco

    2 Luglio 2024 alle 20:38

    Tentativi di inciuci vari da parte del “guerrafondaio” Macron che non ha ancora capito come la maggior parte dei francesi non voglia la guerra e soprattutto non vogliono più lui e la sua capacità di apparentarsi con tutti…a parole . Aspettiamo gli approfondimenti, le amicizie, le strette di mano, i sorrisi e le pacche sulle spalle … dopo il voto di domenica prossima.

    Rispondi

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