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Lorenzo Conti presenta esposti alle procure di Rma e Firenze

Il figlio dell’ex sindaco di Firenze ucciso dalle BR “espone” i riguardi delle pubbliche amministrazioni verso gli ex terroristi ed il silenzio sulle loro vittime.
Ecco il testo dell’esposto.

di Redazione Pensalibero.it | 7 Marzo 2007

Firenze, 5 marzo 2007
Lettera Aperta

Al Signor Procuratore della Repubblica di Roma

Al Signor Procuratore della Repubblica di Firenze

Alla Corte dei Conti–Procura Regionale per la Toscana

Sono Lorenzo Conti, figlio di Lando, già Sindaco di Firenze, assassinato dalla BR-PCC il 10 febbraio 1986.

Dopo venti anni di sofferto silenzio con il quotidiano impegno a “sopravvivere”, cercando di mantenere la Dignità che la Famiglia ha insegnato a noi fratelli, penso essere giunto il momento di parlare….

L’uccisione di mio padre ci lasciò nel più profondo dolore: Leonardo, il maggiore, aveva 24 anni, Lapo 23, io 20 e Stefano, il minore, appena 11, ma ciò che avvilì le nostre vite di allora furono l’esasperata cattiveria, la falsità più inaudita con cui, “Democrazia Proletaria” accusò mio padre essere “mercante d’armi” . Purtroppo molti di quella formazione sono confluiti poi in Rifondazione Comunista o nei Comunisti Italiani.

Se ce ne fosse ancora bisogno, voglio ribadire che mio padre NON HA MAI VENDUTO ARMI A NESSUNO.

Ha solo avuto la “colpa” di ereditare una quota dello 0,23% della società SMA (società fondata da mio nonno e che si occupava di sistemi radar a livello internazionale).

Oggi ancora sento la sferza bruciante di quelle accuse false quanto nefaste che animarono allora gli assassini.

I giorni successivi alla sua morte vennero in casa, con “belle intenzioni” i politici più in vista dell’epoca, il Presidente Cossiga, Craxi Capo del Governo, il Ministro degli Interni Scalfaro, quello della Difesa Spadolini e si ricevè una bellissima lettera dall’On.le Andreotti.

Passato quel fugace momento quasi un “reality show” di ostentata “solidarietà”, di “ umana comprensione e condivisione del dolore…” il silenzio più gelido”….Dal 1986 non si è visto né sentito più nessuno, in barba al sentimento di fratellanza!

Durante le fasi del giudizio contro Bencini, Venturini, Mazzei, Cappello, Ravalli abbiamo dovuto subire le alienanti esternazioni di costoro, i sorrisi di scherno, macabre rivendicazioni sulla morte di nostro padre.

Non dimenticherò mai i loro ghigni di folle rancore.

Nel processo, Venturini, Mazzei, Cappello e Ravalli, furono condannati, ma non si sono mai conosciuti gli esecutori materiali dell’agguato.

Dove sono ?

Chi potrebbe sapere, non parla.

La Balzerani Barbara, nel processo di Napoli, il 12 Febbraio 1986 (dopo 36 ore dall’omicidio di mio padre) rivendicò dal carcere, l’assassinio.

Taluno, fiorentino e irriducibile cui poteva essere noto il percorso dal luogo del delitto al cortile della casa di cura di Careggi, ove fu rinvenuta l’auto che aveva trasportato gli assassini, ha sempre taciuto.

E mi domando perché costoro, mai pentiti, dovranno ottenere sconti di pena o benefici particolari??

E’ troppo facile star “buoni” in carcere, assai agevole intenerire, ancor giovani, l’animo dei Giudici.

Sembra essere nato un nuovo status giuridico: il terrorista, cui pentito o no saranno comunque estesi in un futuro neppure lontano, come alle persone per bene, favori e persino diritti, protetti dalla Legge.

Con le elezioni nazionali del 2006, si è andato oltre: Sergio D’Elia, ex terrorista è stato “premiato” con la nomina a Segretario della Camera dei Deputati.

Successivamente il Presidente della Repubblica ha concesso la Grazia a Bompressi, “obliando di avvisare” la famiglia del Dr. Calabresi, venuta a conoscenza della notizia solo attraverso i “media”.

L’On.le Bonato ha assunto come segretario (ben remunerato) altro ex terrorista, il Del Bello.

Il Ministro Ferrero, per la “solidarietà sociale”, ha nominato consulente alla “Consulta per le tossicodipendenze” Susanna Ronconi, nota ex terrorista.

Vittorio Alvaro Antonimi, come gli altri, è stato convocato a Montecitorio dalla Commissione Giustizia a discutere sui problemi delle carceri…!

Al Senato è stata intitolata una stanza a Carlo Giuliani, deceduto per gli episodi del G8 di Genova nel 2001, simpatizzante del movimento no-global che, con il volto coperto da un passamontagna, manifesta l’intenzione di lanciare un estintore contro il veicolo dei carabinieri…!

A fronte di ciò, per dimostrare l’attaccamento ai servitori della Legge, il Governo ha “concesso” loro un aumento di stipendio di ben 5 (cinque) euro mensili, riducendo le spese per l’adeguamento del “parco macchine”, non pagando gli straordinari, ecc..!

A breve, assisteremo anche alla concessione di Libertà Condizionata richiesta dalla Barbara Balzerani, terrorista condannata a 6 ergastoli, 93 anni e 6 mesi.

Come tanti altri mi domando se tanta “ondata riabilitatoria” di ex terroristi di destra e sinistra, anonimi e no, significhi che “hanno vinto loro” con l’abbandono del Paese ad un regime di impostura e violenza che mio padre, milioni di persone per bene, i giudici, poliziotti, carabinieri, hanno combattuto.

Mi si dice che il tutto rientri nell’alveo di quel doveroso sentimento di umana solidarietà, di volontà di riabilitazione, che connota un buon Governo.

In Europa il fenomeno del terrorismo è pressoché sparito, chi ne alimenta da noi questo insistente sanguinario germoglio?

Quando si ispira ancora a uccidere, animato da motivi farneticanti, privi di senso, con illogica pervicacia, come pensare al riscatto di menti pervase solo dall’odio?
.
Ci tocca vedere l’impiego di quel Senzani (irriducibile in espiazione di pena) al centro di documentazione “Cultura della legalità democratica”!

Per due giorni la settimana il “ Prof. Bazooka” ha collaborato al progetto Informacarcere, sorto nel 1998 dalla convenzione Regione Toscana e l’Associazione Pantagruel.

Attività per la quale la nostra Regione avrebbe versato € 25.000 a Pantagruel, somma utilizzata quindi anche da Senzani attraverso la stessa amministrazione carceraria, pur risultando interdetto in perpetuo dai pubblici uffici.

E’ cosa giusta farlo accedere ai locali della Regione Toscana utilizzando fra l’altro, strumenti per consultare dati sullo stesso sistema degli istituti di pena?

Nell’ottobre 2006 ho chiesto alla Presidenza della Regione Toscana, l’entità del denaro erogato anche tramite le varie Associazioni, Fondazioni e Cooperative sostenute dalla Regione, agli ex terroristi.

La risposta del Vice Presidente fu che dall’anno 2002 sarebbero stati erogati alla Fondazione Michelacci circa euro 550.000 (oltre un miliardo di lire)

Denari di tutti, anche di mogli, figli, fratelli, degli uccisi.

In tale Fondazione Michelacci di Fiesole, finanziata da Regione e Comune di Firenze, lavorano da alti dirigenti: Nicola Solimano e Corrado Marcetti, personaggi assai noti come ex terroristi di gran rilievo, nei cui riguardi l’Assessore al Bilancio del Comune di Firenze, Tea Albini si sarebbe espressa dichiarando loro “piena solidarietà”, soggiungendo, “dei quali mi onoro essere amica…”

In questi ultimi giorni sono stati arrestati decine di silenti operatori del terrore, strutturati tutti in grandi organismi di lavoro, ove vengono selezionati per rappresentarci, uomini che dovrebbero credere in una crescita ordinata del Paese.

Ed è qui che non capisco, domandandomi se sia giusto, che taluno di costoro possa sentirsi onorato di contiguità e amicizia con chi fu disposto ad uccidere.

Una silente solidarietà del potere che devasta l’anima dell’umile, del giusto, di chi crede in quel futuro sognato dai nostri padri. Povere parole, che schizzate in pezzi di carta senza meta, non aggrotteranno certo le ciglia di nessuno: taluno per attimi muterà l’umore con una svogliata alzata di spalla, pensando ai casi suoi, mentre nell’ombra, non pochi, ispirati dall’odio, attendono l’ora tragica per invadere l’anima dei più, nel terrore più selvaggio.

Il tempo correrà ancora, divorando tutto e tutti.

Tristi pensieri, verso questa amata Repubblica cui non riesco a spiegare tanta attenzione da una fra le sue più belle regioni e da un suo Assessore comunale come la Albini verso uomini di tanta caratura criminale.

Cosa avremo noi oggi insegnato?

L’alimento dell’odio, al suono di ipocrite invocazioni di fratellanza, dietro un usbergo di democrazia?

Lorenzo Conti

Lorenzo Conti

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