All’ombra del Vesuvio, si sa che il tempo scorre lento. Anche rispetto a quell’apparente lontano dicembre 1993 quando l’allora sir Bassolino da Afragola conquistò l’alloro della capitale sudista. Erano tempi in cui per le strade risuonava un’antica eco secondo cui la religione fosse l’oppio dei popoli. Così che lo schakespeariano personaggio lanciò per allora il messaggio di un nuovo rinascimento napoletano … prima di finire il suo mandato sotto un cumulo, letteralmente, di rifiuti. Oggi, Bassolino è ancora in campo a tentare di trovare e occupare brevi spazi di una scena, pur sempre amletica, che tuttavia vede come assoluti protagonisti, protesi in singolar tenzone, il magistrato centrodestra Maresca e il “barone” universitario centrosinistra Manfredi. Dopo trent’anni passati tutto sommato inutilmente, la differenza è che il calcio è divenuto il nuovo oppio dei popoli. E infatti, gli araldi e i gazzettini quotidiani insistono sul tifo calcistico dei due contendenti: Maresca pare sia senz’altro tifoso del Napoli, avendo candidato nelle sue liste anche Hugo Maradona, il fratello del pibe de oro. Dubbi invece sono sorti, sin da principio, sulla fede del Manfredi: dichiaratosi da principio juventino, si dice però che sia sempre in procinto di abiurare. Se Parigi valeva bene una messa, Napoli varrà bene una partita di calcio?
Angelo Giubileo

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