
E il fatto che Benjamin Netanyahu parli di pace: neanche questo significa nulla di buono?
Le autorità dello Stato di Israele avrebbero negato alle agenzie umanitarie dell’Onu il permesso per entrare a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, per preparare l’ingresso degli aiuti previsto dall’accordo sulla tregua e il rilascio degli ostaggi. Lo sostiene Georgios Petropoulos, capo della sezione di Gaza dell’ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), nel corso di un’intervista al Washington Post. In base all’accordo dovrebbero entrare a Gaza fino a 500 camion pieni di aiuti umanitari al giorno, pari a oltre sei volte la media di dicembre. Per quanto riguarda l’accordo tra Israele e Hamas, Rick Peppercorn (rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per i territori palestinesi) ha assicurato che l’Oms e i suoi partner “sono pronti a supportare il sistema sanitario e le persone di Gaza”. Ma “è fondamentale che siano rimossi gli ostacoli in termini di sicurezza e politici che si frappongono alla consegna degli aiuti”. Una fonte di Hamas afferma che l’intero accordo su Gaza sarà firmato questa sera dopo che tutte le controversie e le diversità di interpretazione che Israele ha suscitato su alcune clausole sono state risolte. La dichiarazione, citata da Walla, è stata rilasciata al sito d’informazione palestinese Shebakt Quds. “La crisi dell’ultimo minuto è stata risolta”. Lo affermano al quotidiano in lingua ebraica Ynet funzionari israeliani in merito all’accordo tra il governo di Benjamin Netanyahu e Hamas. Come spiegano gli stessi funzionari, oggi il gabinetto e il governo si incontreranno per approvare l’accordo. Il primo scambio fra ostaggi israeliani detenuti a Gaza e prigionieri palestinesi dovrebbe avvenire domenica. Il capo dei ribelli Houthi dello Yemen, Abdul Malak al-Houthi, afferma in un discorso trasmesso sulla tv ufficiale del gruppo sciita: “Il nemico israeliano ha fallito a Gaza nonostante l’assedio imposto alla resistenza palestinese” e i mezzi mobilitati in suo favore da Washington, precisando che Israele e gli Stati Uniti sono stati “costretti” ad accettare un accordo sulla tregua e il rilascio degli ostaggi. Ci aspettiamo che l’accordo su Gaza parta domenica”. Lo afferma Antony Blinken nel corso di una conferenza stampa al dipartimento di Stato. Blinken ha aggiunto che l’accordo per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas è “un momento di sollievo” per lo Stato ebraico quanto per la Palestina. Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha contestato Israele per gli attacchi nella Striscia di Gaza anche dopo l’annuncio di un accordo per il cessate il fuoco nella Striscia. “Il massacro di Israele, ancora in corso nonostante l’accordo, è preoccupante. Sottolineando che “nonostante oltre 50mila martiri, soprattutto donne e bambine, Gaza non si è arresa e non è stata presa”, il leader turco ha aggiunto che “i lavori per un accordo di pace, con una palestina indipendente con gerusalemme est come sua capitale, dovrebbero iniziare il prima possibile”. Dopo aver accettato la tregua la scorsa notte, Israele ha preso di mira un luogo a Gaza dove è tenuta in ostaggio una donna. Lo ha detto un portavoce dell’ala armata di Hamas, secondo quanto riportato da Sky News. Centinaia di dimostranti hanno manifestato a Gerusalemme, raggiungendo l’ingresso del parlamento e avvicinandosi all’ufficio del primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, per contestare un accordo con Hamas per una tregua e il rilascio dei connazionali prigionieri nella Striscia di Gaza. Secondo l’edizione online del quotidiano Times of Israel, a guidare il corteo sono stati familiari di soldati uccisi nel conflitto, che si acuito in seguito agli assalti condotti dall’organizzazione palestinese il 7 ottobre 2023. Si aggrava il bilancio delle vittime dei raid israeliani a Gaza. Secondo il ministero della Sanità di Gaza nelle ultime 24 ore i morti sono 81. Il motivo del ritardo nell’annuncio pubblico dell’accordo fra Israele e Hamas da parte del premier israeliano Benjamin Netanyahu è una crisi con il ministro di estrema destra Bezalel Smotrich. È quanto riferisce una fonte citata dall’emittente israeliana Kan, secondo cui Netanyahu si sta sforzando di garantire l’integrità del governo dopo l’approvazione dell’accordo. Già ieri, subito dopo l’annuncio dell’accordo da parte di Usa e Qatar, gli alleati di estrema destra di Netanyahu si erano espressi contro. Sia il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben Gvir, sia lo stesso Smotrich, che su X nella tarda serata di mercoledì ha scritto che chiede la “certezza assoluta” che Israele possa riprendere la guerra più avanti, definendo l’attuale accordo “una catastrofe, cattivo e pericoloso” per Israele. L’uscita di scena di entrambe le fazioni destabilizzerebbe seriamente il governo e potrebbe portare a elezioni anticipate. E, quando il sogno si realizza, si scopre che… l’utopia è utopia.
Giuseppe Basilico

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