• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Craxi e l’Italia di Tangentopoli: A 25 anni dalla sua morte, un bilancio storico

Raffaele Romano, nel suo approccio storico, invita a lasciare da parte la narrazione per abbracciare la Storia, riportando l’attenzione sulle dinamiche politiche che hanno segnato l’Italia di Craxi. A partire dalle vicende di Tangentopoli e Mafiopoli, fino alle manovre mediatiche orchestrate da testate come La Stampa, la Repubblica, il Corriere della Sera e l’Unità, Romano evidenzia come queste abbiano contribuito a determinare il destino del leader socialista. Il saggio collega questi episodi alle scelte di politica estera e interna di Craxi, presentandolo come una figura complessa, capace di visioni autonome che spesso sfidavano gli interessi americani e della Comunità Europea. Un’analisi che contrasta la “parabola discendente” con una cesura netta e violenta, lasciando spazio a nuove prospettive interpretative.

di Raffaele Romano | 17 Gennaio 2025

Mi sembra di risentire quel tintinnio di manette che risuonava fra il 1992 ed il 1994 nel Paese che si apprestava a credere alla falsa rivoluzione manettara capitanata, come ha scritto Piero Sansonetti nel suo volume “La sinistra è di destra” dove ha denunciato testimoniando quello che avveniva durante tangentopoli e mafiopoli, quando La Stampa, la Repubblica, il Corriere della Sera e l’Unità (ai quali presto si accodarono altre testate come Il Messaggero e, infine, anche il Giornale di Indro Montanelli) concordavano le notizie da dare il giorno dopo, le prime pagine e quant’altro servisse a distruggere i vari soggetti del pentapartito. Pare che, oltre al Sansonetti all’epoca vice direttore all’Unità guidata da Veltroni, non risultano ad oggi smentite dai direttori, né dai proprietari dell’epoca di tutte quelle testate. Risulta, invece, che molti di loro hanno fatto grandi carriere. È vero che siamo la civiltà dei consumi ma mi appare un po’ sospetto, ma forse mi sbaglio a pensar male, il fatto che a certe date ci sia il festival del “politicamente corretto” ad osannare, per esempio, quei personaggi spesso dileggiati in vita alla ricorrenza delle loro tragiche uccisioni: Giovanni Falcone, Giacomo Matteotti, Paolo Borsellino, Aldo Moro e addirittura Bettino Craxi tanto per citarne alcuni. Nella ricorrenza del 25° anniversario della morte di Craxi c’è un rullare di tamburi attraverso l’uscita di articoli, convegni e anche libri che lo ricordano. L’ultimo della serie “Craxi. L’ultimo vero politico” di Aldo Cazzullo edito dalla Rizzoli, della galassia Mondadori guidata da Marina Berlusconi, si è cimentata in questa opera. Premesso che non è un testo di Storia, piuttosto è una scelta narrativa con cui l’autore parte dagli ultimi drammatici giorni ad Hammamet costruendo un effetto drammatico per far comprendere quella che, erroneamente, viene definita la “parabola discendente” di Craxi.

Storicamente, per chi scrive di Storia e non fa invece della narrazione, il leader del Psi non ebbe una parabola discendente che è lenta e graduale, bensì fu tranciato di netto in modo rapido e violento in poco tempo. A tal riguardo basterebbe leggere su quello che il console degli Stati Uniti a Milano, Peter Semler, andava organizzando già dal 1990 all’atto della sua nomina al Consolato di Milano. Oppure consultare gli archivi della CIA e leggere quello che scrivevano i report statunitensi già il 3 agosto del 1983 ovvero il giorno prima dell’insediamento del suo governo all’indomani.

Sulla politica estera, ad esempio, il report sul Medio Oriente e sul Nord dell’Africa riferiva della forte autonomia di Craxi in politica estera quando affermava che l’Italia debba espandere le sue relazioni sia sul piano economico che su quello politico con i paesi di tutto il Nord Africa e dell’intero bacino del Mediterraneo. Pur ribadendo l’amicizia verso Israele, Craxi è portatore di un suo fondamentale convincimento: sosteneva pubblicamente la partecipazione palestinese ai negoziati di pace in Medio Oriente, la qual cosa non combaciava molto con la politica statunitense dell’epoca. Sull’America Latina, poi, Craxi riteneva che gli Stati Uniti si erano concentrati troppo sul coinvolgimento sovietico nell’America Latina e non abbastanza su quelli che lui considerava i veri problemi sociali dell’intera regione. Ha affermato che gli USA non riescono ad apprezzare il potenziale di instabilità insito nel ritardo dello sviluppo economico e sociale, non solo dell’America Latina ma anche in altre parti dei paesi in via di sviluppo in tutto il mondo. Sulla Comunità europea, di cui Craxi è sempre stato un forte sostenitore dell’integrazione europea, sosteneva, con forza e vigore, che l’Italia non abbia perseguito interamente i suoi interessi nella CEE e in altri forum regionali e internazionali con sufficiente iniziativa e aggressività. Il quadro complessivo che viene fuori da queste due parti del report evidenziarono che il socialista alla guida dell’Italia era un convinto e forte assertore delle tesi filo occidentali, ma che portava con sé il giusto carico di ragioni e profondi convincimenti sul ruolo da media potenza che l’Italia doveva svolgere e che, fino al suo insediamento, a Palazzo Chigi non aveva fatto e che lui, invece, intendeva fare e fece. Scivolare, poi, su di un certo parallelismo fra Craxi e Berlusconi, come fra il segretario del Psi e la Meloni è, storicamente, una forzatura che potrà far felici i votanti socialisti confluiti nel polo berlusconiano e diversi romantici socialisti che, pare, siano stati colti dalla sindrome di Stoccolma.

A tutto ciò va aggiunto Sigonella e El Dorado Canyon.

Pubblicato in : EditorialeTag: aldo moro, anni, anniversario, berlusconi, bettino craxi, borsellino, comunità europea, corriere della sera, craxi, governo, il corriere della sera, integrazione, italia, la repubblica, la stampa, meloni, milano, mondo, palazzo chigi, personaggi, piano economico, psi, repubblica, socialisti, stati uniti

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti