
Dott.ssa Melania Rizzoli, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto lavoro. Ho la sensazione che quello che ho letto non è quello che troveremo nella norma perché l’obiettivo non era certo quello di rendere più (precario) l’utilizzo di questi mezzi ma di rendere più agevole l’interpretazione di una norma che in questo momento ha delle difficoltà applicative per il mondo del lavoro. Lei che cosa percepisce tra le righe di questo contenuto breve e rapido? Le ricordo che solo il 5% firmerà un contratto per 12 mesi.
Questo sarà reso definitivo. Qual è l’obiettivo? Il ministro del lavoro Marina Elvira Calderone ha preso spunto da una norma che io gli avevo presentato che ho fatto diventare legge in Regione Lombardia. Si chiama “Formare per assumere”. E’ un incentivo alle aziende per assumere. Io ho ottenuto dei risultati durante i due anni e mezzo di legislatura perché i due anni e mezzo mi sono stati rubati dal covid con oltre 800600 assunzioni il 54% donne per un anno. L’agevolazione Formare per assumere si propone di superare il divario tra la domanda e l’offerta di lavoro, permettendo alle imprese di colmare il gap di profili e competenze in fase di assunzione, attraverso il finanziamento di percorsi formativi abbinati ad incentivi occupazionali.
Il taglio del cuneo da luglio a dicembre, 100 euro in più. Circa 4 miliardi sono destinati, nel periodo compreso tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2024 (senza nuovi effetti negativi sulla tredicesima), all’incremento di 4 punti percentuali del taglio del cuneo fiscale per i dipendenti rispetto a quanto già previsto in legge di bilancio. C’è rischio che tra qualche giorno tutto torni come prima?
Quell’annuncio così ristretto nel tempo il governo dovrà fare i conti con i soldi che ha. Con la riduzione del cuneo fiscale ha rafforzato il potere d’acquisto delle famiglie visto che l’inflazione è ancora alta. C’è una forte esigenza di strutturale questo contributo e credo che il governo abbia la volontà di farlo soprattutto per le persone con dipendenti che hanno un livello molto elevato di prelievo fiscale e contributivo lavoratori dipendenti. Altro caso quello per non dipendenti. Sono convinta che in autunno la nota di aggiornamento del DEF lo stabilizzerà.
Dalla sinistra e dai sindacati del NO le solite polemiche usuali cortei (con fantocci, insulti e bandiere incendiate ), dalla Lega e dal centrodestra al governo taglio di tasse e aumento degli stipendi per milioni di lavoratrici e lavoratori. L’Italia cambia definitivamente immagine, retrospettiva vecchia e desueta?
L’opposizione fa politica e contesta qualunque cosa. L’Italia è già cambiata con l’abbattimento del reddito di cittadinanza che a me come assessore al lavoro è stato il mio peggior nemico in questi anni di legislatura in Regione Lombardia. Perché tra loro c’erano tantissime persone occupabili che invece rifiutavano altri lavori per prendere il reddito di cittadinanza. Questo è già un segnale per un’Italia che deve ripartire e ha l’obbligo di partire di nuovo soprattutto dal lavoro ma anche dal lavoro femminile. Ci sono molte donne del sud che non sono occupate che dipendono ancora dalle famiglie e dai mariti.
La segretaria del Pd Elly Schlein con tono perentorio dichiara che il Dl lavoro del governo Meloni è una sentenza che condanna il Paese alla precarietà. Nello stesso tempo, ha aggiunto, riferendosi al reddito di cittadinanza, lo stanno smantellando definitivamente. Secondo lei rassicura più Meloni che Schlein?
Assolutamente sì Giorgia Meloni, mi pare molto più solida, determinata e capace di stare sulla scena. Conosce i conti del governo che Schein non conosce e quindi mi pare molto più determinata la Meloni. Si vede anche dal livello di fiducia che non scende. Secondo me ogni giorno diventa più brava. E’più consapevole e attutisce tutti i colpi del governo.
L’elezione della nuova segretaria del Partito democratico ha strappato un sorriso al Movimento 5 Stelle e a Verdi-Sinistra italiana, innescando al contrario una perplessità diffusa all’interno dell’area dei riformisti e dei moderati?
Ci sono state tante defezioni molti parlamentari hanno abbandonato il proprio partito per passare dall’altra parte essendo in conflitto con l’elezione della Schlein. La Schlein ha fatto la sua prima intervista per Vogue che io non ritengo negativa. Bisogna darle tempo e vediamo quello che produrrà. La politica non si fa secondo me soltanto con l’opposizione andando contro il governo in carica che ricordo è uno dei governi che ha ottenuto il maggior numero dei consensi della maggioranza dei italiani.
Parlando di Ucraina e Russia. Quali sono le principali minacce, per l’Italia e per il mondo?
La guerra è sempre una minaccia per ogni nazione e per tutto il mondo ed è una guerra troppo lunga non accenna a fermarsi, placarsi perché ambedue le nazioni in conflitto vogliono un vincitore mentre io credo che bisogna rafforzare le azioni diplomatiche per arrivare, dichiarare una tregua definitiva e smettere di uccidere persone. Ho apprezzato le parole di Papa Francesco che ingenuamente ha accennato una trattativa del Vaticano c’è una volontà da parte della chiesa di far terminare questa strage di civili e bambini e di militari giovani.
Quest’anno le crisi che spiccano sono senza altro tre: la crisi sanitaria, la crisi climatica e la crisi economica. Lei come si rapporta con le crisi che abbiamo in corso?
La crisi sanitaria è quella che io ho seguito di più essendo anche un medico. Sia durante la pandemia anche quando ero alla Camera. I metterei al secondo posto la crisi economica più tosto climatica è l’economia che deriva i miglioramenti dalla situazione climatica dell’ecogreen che adesso va tanto di moda. Se i paesi non sono sostenibili economicamente non si possono applicare delle misure così forti.
L’arrivo di Biden alla Casa Bianca ha cambiato molte cose. In particolare, il 40% degli italiani pensa che l’elezione di Biden abbia migliorato le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Unione europea?
Si la migliorate però c’è la guerra in atto quindi tutto quello che è stato migliorato si spegne all’ombra del conflitto che è devastante non solo per l’Europa ma anche per gli Stati Uniti.
Francia-Italia possiamo definirle effetto (Quirinale). Il più importante alleato dell’Italia in Europa in un contesto di difesa e sicurezza?
Basta vedere le critiche che ha ricevuto il presidente Meloni dal ministro degli Esteri francese Gérald Darmanin sottolinea che è incapace di risolvere i problemi migratori. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani annullò il viaggio a Parigi. Sono dichiarazioni gravi, gratuite il problema dell’immigrazione è un caso difficile italiano gravissimo che stiamo affrontando a mani nude senza un supporto dell’Europa.
Dott.ssa Melania Rizzoli, siamo alle ultime battute dell’intervista. Lei ritiene che l’Italia sia (più influente) sulla scena internazionale rispetto a due anni fa?
Il governo Meloni è un governo giovane, però da quello che io ho visto dai rapporti e dai viaggi istituzionali all’estero gli accordi che ha fatto Giorgia Meloni. Io credo che nei prossimi mesi l’Italia avrà un ruolo maggiore rispetto ai governi precedenti. Grazie alla sua determinazione, alla caparbietà e alla preparazione che ha il presidente Meloni.
Giuseppe Basilico

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