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L’onda lunga…nera

L’effetto paradossale del malgoverno di questi quattro anni é che l’onda nera più del nero sta avanzando a passi spediti. Da un lato pur non avedo proceduto verso una normalizzazione costituzionale gli eredi del MSI hanno gradualmente perduto i connotati anti sistema grazie ai quali avevano vinto le elezioni del 2022 e dall’altro la miscela dell’avanzare di problemi economici e sociali prodotti dalle crisi internazionali e dalla mal gestione della crisi economica ( non ci sforzeremo mai abbastanza di ripetere che in altri paesi d’Europa hanno saputo padroneggiarla con maggiore capacità e vigore) ha prodotto una estrema destra dai connotati chiari.

di Bobo Craxi | 26 Luglio 2026

L’effetto paradossale del malgoverno di questi quattro anni é che l’onda nera più del nero sta avanzando a passi spediti.

Da un lato pur non avedo proceduto verso una normalizzazione costituzionale gli eredi del MSI hanno gradualmente perduto i connotati anti sistema grazie ai quali avevano vinto le elezioni del 2022 e dall’altro la miscela dell’avanzare di problemi economici e sociali prodotti dalle crisi internazionali e dalla mal gestione della crisi economica ( non ci sforzeremo mai abbastanza di ripetere che in altri paesi d’Europa hanno saputo padroneggiarla con maggiore capacità e vigore) ha prodotto una estrema destra dai connotati chiari.

Vannacci Si inserisce perfettamente lungo l’onda nera internazionale e riprende anch’egli la politica della remigrazione si spinge ancora più in là, riprendendo un repertorio linguistico e simbolico ancora più vicino al fascismo. I suoi video con l’intelligenza artificiale hanno tutto: il mito dell’antica Roma, la violenza verso gli oppositori politici, l’immagine del fascio littorio, la metafora del condottiero che guida il popolo in una sorta di marcia sui fori imperiali. La sua “sporca dozzina”, i suoi “arditi” non sono come i “traditori badogliani”, loro sono qualcosa di altro. Tra poco verranno definiti “uomini nuovi”?

se si sommano le intenzioni di voto in direzione del Partito della Fiamma e del neonato Futuro Nazionale risulta che un terzo degli italiani aderisce ad un orientamento di destra-destra estrema.

Il punto non è più quello di essere anti-fascisti del fascismo che non esiste più e che sta giustamente nei libri di Storia ma è di affrontare con vigore ed intelligenza l’onda nera che sta già provocando nel paese una frattura culturale poderosa come già sta accadendo sul tema della sicurezza, della giustizia, dei diritti individuali e collettivi; un’offensiva che già sta producendo dei danni sociali grazie all’amplificazione dei valori propugnati attraverso le reti sociali sempre più fuori controllo e sicuramente alimentate da centrali esterne internazionali che per ragioni diverse per una “etero genesi dei fini” alimentano la politica dell’odio e del caos.

Quanto questo si possa conciliare con i nobili tentativi di frazioni politiche ancillari nel centro-destra che si ispirano a valori “liberali e riformisti” ( ho letto giusto ieri persino di ispirazione socialista.. sic) non è dato sapere.

Quanto sia necessario disperdere la forza dei riformisti reali all’interno del centrosinistra in più inutili rivoli non è assolutamente chiaro. Per non parlare delle giravolte centriste ed europeiste che puntano a squadernare il “bi-populismo” con impeto accademico senza guardare la mappa reale del paese, dei suoi orientamenti politici, dei suoi umori profondi.

Chi pensa di vellicarli anche da sinistra sbaglia. Se insistono ad inseguire la linea trumpiana e putiniana del fatto quotidiano si determinerà anche nel nostro campo un’evitabile frattura senza un chiarimento limpido una volta per tutte. Si possono ammettere diversità e sfumature, ma non ambiguità.

Dicevo l’altro giorno celebrando il Midas:

“La democrazia contemporanea è attraversata da una crisi profonda. Le piattaforme digitali influenzano il dibattito pubblico. Le informazioni circolano a velocità senza precedenti. L’emozione prevale spesso sulla riflessione. La politica viene sostituita dalla comunicazione permanente.

Il populismo nasce anche da qui: dalla perdita di fiducia nelle istituzioni…”

Dobbiamo tentare di recuperare il senno e raddrizzare il legno della Democrazia prima che sia troppo tardi, prima che venga inghiottita da un’altra Onda Nera che stavolta si preannuncia lunga e non senza incognite pericolose.

Bobo Craxi

Pubblicato in : Editoriale

Info Bobo Craxi

Vittorio “Bobo” Craxi è un politico italiano, già sottosegretario di Stato agli affari esteri con delega ai rapporti con l’ONU nel secondo governo Prodi. Già esponente del Partito Socialista Italiano storico, membro del Nuovo PSI e passato poi alla formazione politica dei Socialisti Uniti, ha aderito in seguito col suo gruppo al ricostituito Partito Socialista Italiano. È il figlio secondogenito di Bettino Craxi e fratello di Stefania.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Raffaele Romano

    26 Luglio 2026 alle 13:50

    ma quale destra e sinistra in Italia c’e il vuoto. Destra e sinistra sono 2 categorie della filosofia politica che in Italia sono state annientate da 34 anni. Questi personaggi, tutti nessuno escluso, sono stati nominati per assolvere al fine ultimo: CANCELLARE L’ITALIA DAL PROSCENIO INTERNAZIONALE CON LA LORO INSIPIENZA, ONESSENZA ED INCOMPETENZA

    Rispondi
  2. Luca Bagatin

    26 Luglio 2026 alle 11:37

    Il problema di fondo rimane: quando la sinistra ha smesso di fare la sinistra, i cittadini si sono spostati a destra.
    Finché non si capirà questo la destra la farà da padrone.

    Rispondi

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