Devo ammettere che quando ho letto il “comunicato finale” del Comitato dei Radicali Italiani dello scorso week end ho stentato a credere ai miei occhi : un Partito con sei o sette deputati , un ministro , un paio di europarlamentari e rotti , ma soprattutto con una tradizione di lotta per le libertà , la tolleranza, etc , dedica l’intera sessione di due giorni dei suoi lavori a descrivere le malefatte di Daniele Capezzone come segretario di quello stesso partito per cinque anni (sic!) e , non contenti di questa bella trovata , lo mettono pure nero su bianco , sollevando una nuova , grande crociata : dopo il divorzio , l’aborto , l’eutanasia, la pena di morte , nel mirino nientepopodimenoche l’assenteismo dei parlamentari italiani , “con particolare riferimento al caso del deputato Capezzone”.
Quando ho capito che era tutto vero , mi sono cascate le braccia . Se anche tra le autonominate vestali del liberalismo , tra quelli che dovrebbero essere i più convinti assertori del detto “odio quello che dici, ma sono pronto a morire perché tu possa continuare a dirlo” , si è arrivati al livello di intolleranza così elevato da sconfinare nel ridicolo e nella farsa, (per fortuna non, come sarebbe stato in altri tempi, nella tragedia …) significa che il problema della forma di esercizio della democrazia in questo Paese sta diventando veramente grave.
L’ art 49 della Costituzione dice che “ tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.” : al giorno d’oggi non riesco ad individuare un solo partito che rispetti il dettato della Costituzione almeno nella parte del “metodo democratico” . I partiti sono governati da oligarchie autoreferenziali , molto peggio che nel tempo ante-1992 : d’altro canto , che potevamo aspettarci , se i “nuovi “ partiti della seconda repubblica sono come Forza Italia , che svolge i suoi congressi “ogni giorno incontrando la gente”, come ebbe a rispondere argutamente il suo fondatore ad una richiesta di “congresso di conta” formulata da un aspirante erede politico ; e se quelli “vecchi” e per di più di ispirazione liberale , come i Radicali , sono ormai sulla via di cambiare il nome delle associazioni di fiancheggiamento da “Nessuno tocchi Caino” a “ Nessuno – ma proprio nessuno – tocchi Pannella “ ?
E come si può pensare che il grado di democrazia aumenti e non diminuisca in presenza di una legge elettorale che permette di nominare ai segretari di partito tutti i deputati e senatori , nome per nome, attraverso il meccanismo delle liste bloccate ? La Statuto Albertino era molto , molto più democratico : il Re infatti poteva nominare solo i senatori del Regno ( oltretutto a vita : non poteva quindi chiedere di rinnovare il patto di fedeltà ogni cinque anni …) , mentre i deputati erano scelti nominativamente sì, ma dagli elettori !
Se a questo aggiungiamo lo stato del mondo dei media , che accoglie la “discesa in campo” (chissà perché non si parla più di aspirazioni a salire, candidature ascensionali : abbiamo solo discese con sussiego e degnazione..) di Veltroni a testate unificate contrapposte, senza nessuno spazio al dubbio, pro o contro che fosse, direi che nel fare l’elenco delle emergenze che il nostro Paese deve affrontare , quella democratica è tra le prime , se non la prima.
Consoliamoci solo con il fatto che il tutto è accompagnato al massimo dal suono di turiboli e trombette :per fortuna i tempi del ” tintinnar di sciabole “ degli albori della Prima Repubblica sono lontani , oggigiorno al massimo si sente un tintinnar di monetine.
Franco D’Alfonso

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