PREMESSA
I complessi problemi storici della società italiana, le nuove sfide derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea e dalla rivoluzionaria globalizzazione, gli inquietanti effetti, scientificamente acquisiti, dell’inquinamento ambientale, i limiti delle forze della sinistra italiana, anche di quelle di ispirazione laica e socialista, la confusione, sempre pericolosa, perché destabilizzante, degli scenari politici italiani, giustificano e rendono necessaria e urgente la costituzione e la presenza nella dialettica democratica politica italiana di una forza espressamente, formalmente ‘laica’ e ‘liberalsocialista’.
La laicità, che è valore costitutivo fondamentale delle istituzioni repubblicane liberaldemocratiche, è sottoposto storicamente in Italia alla pressione possente del centro della mondiale religione cristiano cattolica (il Vaticano) e quindi va costantemente promosso e difeso e formalmente assunto.
I limiti storici del liberalismo italiano e l’assoluta incapacità delle forze di sinistra, anche di ispirazione socialista di collegare il senso delle proprie istanze di giustizia sociale con quelle della libertà, che ne sono il presupposto e l’orientamento di fondo, richiedono che, espressamente, una nuova forza di sinistra, una nuova forza di orientamento socialista si definiscano ’liberalsocialiste’, anche a segnare una discontinuità.
Nella storia repubblicana delle forze di sinistra socialista, infatti, nessuna ha mai assunto il fondamentale riferimento’liberale’, a segnalare un tragico daltonismo politico di fondo, pagato duramente e che continua duramente ad essere pagato.
La nuova forza politica che si vuole proporre e costruire è forza di sinistra, erede e promotrice, nei nuovi scenari storici, dei valori e delle tradizioni più nobili, lucide, responsabili repubblicane liberaldemocratiche risorgimentali (Mazzini, Garibaldi, Cattaneo) e socialiste liberali (Turati, Matteotti, Salvemini, Fratelli Rosselli, Ernesto Rossi, Calogero, Galimberti, Codignola, Parri) antifasciste, antitotalitarie, di cui nazismo e comunismo sono state tragiche versioni sempre da combattere.
LE DIECI PROPOSTE OPERATIVE
Le dieci fondamentali linee di impegno e di lotta politica quotidiana, da articolare contemporaneamente a livello comunale, provinciale, regionale, nazionale, europeo, sono: laicità dello Stato, lotta all’inquinamento ambientale, diritto alla salute, diritto alla migliore istruzione pubblica possibile, diritto al lavoro, diritto alla casa, tolleranza zero verso ogni forma di criminalità e illegalità piccola e grande, servizio civile obbligatorio di sei mesi per uomini, donne e immigrati che chiedono la cittadinanza italiana, riduzione del deficit pubblico, riduzione delle tasse.
1) Esaltazione della laicità dello stato repubblicano liberaldemocratico e abolizione dell’art. 7 della Costituzione, che è stato e può divenire sempre il cavallo di Troia per svuotare la repubblica e trasformarla in uno stato confessionale.
Restano a presidio della religione cattolica, come di altre religioni, il solenne principio della libertà religiosa, la ordinaria norma civile e penale, il rispetto dei trattati internazionali.
2) Mobilitazione estrema in tutte le forme possibili, a livello della scuola, delle comunicazioni di massa, dell’economia, dei comportamenti individuali e collettivi, sul tema dell’inquinamento ambientale, giacchè il Pianeta Terra è uno, unico, sola nostra casa nel misterioso universo infinito.
3) Diritto alla salute in strutture pubbliche razionalizzate, liberate dalla lottizzazione partitocratica o da baronie interne, senza nessun euro alle strutture private, che devono vivere a loro spese.
4) Promozione della formazione e della ricerca in un sistema pubblico moderno, efficace, verificato, dalla materna all’università all’educazione permanente, senza dare nemmeno un euro alle scuole private, come dice espressamente l’articolo 33 della Costituzione.
5) Il lavoro è esperienza non solo di autonomia economica, ma di umanizzazione, di crescita di responsabilità e di solidarietà. Non a caso su di esso la Repubblica si fonda (art.1 della Costituzione).
Nel richiamo del lavoro per tutti e tutti al lavoro contro disoccupazione involontaria, parassiti e fannulloni, con una costante promozione della religione civile dei doveri accanto ai diritti, lo Stato repubblicano dovrà assumere un ruolo centrale nel garantire il fondamentale diritto, assicurando altresì sicurezza e non oppressione nei luoghi di lavoro, in accordi costanti costruttivi con imprenditori e sindacati, autonomi dai partiti e dallo stato stesso.
6) Diritto alla casa essenziale (es. mq 40) a livello individuale, come forma di autonomia e di serenità in ogni momento, spesso imprevedibile, della vita, con una contemporanea rivoluzione urbanistica, che implichi una nuova legge sulla proprietà dei suoli edificatori e piani regolatori sottratti alle miopi ed egoiste oligarchie locali di politicanti e speculatori palazzinari, che hanno costruito aree urbane disordinate, brutte, spesso invivibili, insidiando lo straordinario patrimonio artistico e naturale italiano, da difendere e valorizzare.
7) A fronte di una storica, tenace criminalità piccola e grande, specialmente nelle regioni meridionali, che impedisce qualsiasi sviluppo civile, economico, sociale duraturo di esse, rischiando in centinaia, se non migliaia di Comuni, di far diventare i formali cittadini ‘sudditi’ del potere criminale pervasivo, occorrono tolleranza zero verso l’illegalità piccola e grande, con l’adozione anche della legislazione di emergenza, come è stato necessario per la lotta al terrorismo politico nero e rosso, e con l’unificazione operativa di Polizia e Carabinieri, in coordinamento con la Guardia di Finanza e altre forze locali dell’ordine (senza escludere l’uso dell’esercito).
Con la magistratura civile e penale dotata di competenze e strutture, che la rendano incisiva, rapida negli accertamenti, nelle sentenze anche dure, con pene da scontare veramente, senza pericolosa cultura della superficialità e del perdono.
8) Servizio civile obbligatorio, in regioni diverse da quelle di residenza, per uomini e donne e cittadini comunitari o extracomunitari, che intendono acquisire la cittadinanza italiana, onde rafforzare la consapevolezza della propria identità nazionale nello scenario europeo e mondiale e vivere concretamente momenti di solidarietà e di conoscenza del paese in cui si vive.
9) Riduzione drastica, del deficit pubblico, forse il più grande del Pianeta, che incombe come un macigno su qualsiasi possibilità di sviluppo vero del paese.
Quindi nessun euro alla chiesa cattolica e alle altre religioni, che sono libere associazioni private, alla sanità e alla scuola privata, come si è già detto, ai sindacati, ai partiti, agli imprenditori, ai commercianti, ai contadini, ai disoccupati che non vogliono lavorare quando hanno rinunciato due volte al lavoro offerto, ai falsi invalidi, alla stampa.
Riduzione drastica della spesa pubblica, eliminando parassitismi e fannulloni e rendendo tutto più razionale, snello e verificato formalmente e democraticamente a livello dei Comuni, delle Province, delle Regioni, dello Stato, con bilanci resi trasparenti e pubblici.
10) Con la religione civile dei doveri, accanto ai diritti, dell’austerità, della lotta allo spreco e alla dissipazione del pubblico denaro, con la riduzione del deficit e dei suoi enormi interessi, si possono e si devono ridurre le tasse, che sono tra le più alte in Europa e far respirare i cittadini, attualmente oppressi da ogni lato da mille balzelli comunali, provinciali, regionali, nazionali.
SCANSIONI ORGANIZZATIVE
A Chianciano si deve votare la trasformazione della provvisoria ‘Costituente’ in una stabile ’Federazione Laica Liberalsocialista’, nominando contemporaneamente un’agile, seria, operativa struttura di segreteria, che avvii dal 9 luglio tesseramento e articolazioni locali, attivando precisi patti federativi con chi ci sta (associazioni o partiti) a realizzare in concreto le 10 linee operative sopraindicate, con intento maggioritario e adesione al Pse, capace di giudicare con libertà gli aspetti positivi e negativi di ‘questo’ governo di centro-sinistra, che non va buttato via, perché l’alternativa di questa destra qualunquista, postfascista, secessionista, arrogante e quasi squadrista (vedi l’ultimo episodio alla Camera con l’occupazione dei banchi del Governo da parte della Lega) fa paura democratica.

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