
Il 16 gennaio 2022 si sono svolte le elezioni per l’assegnazione del seggio alla Camera dei deputati nel Collegio uninominale Roma 1, rimasto vacante dopo l’elezione di Roberto Gualtieri a sindaco della Città. Si è recato alle urne soltanto l’11% degli aventi diritto.
Si tratta di un caso limite e tuttavia il fatto appare un indicatore inequivocabile della progressiva caduta negli italiani del senso delle istituzioni. La tendenza descritta per altro è confermata nelle elezioni degli ultimi 30 anni.
La disaffezione al voto non è che uno dei sintomi della caduta del senso delle istituzioni. Crediamo si possa dire che gli italiani sono sempre prontissimi a reclamare a gran voce il rispetto dei loro diritti, ma non vogliono sentir parlare dell’adempimento dei loro doveri
Ci poniamo ora questo interrogativo. Come è possibile che il livello di educazione civile in Italia sia caduto così in basso se è vero – come è vero – che nel testo della Carta fondamentale è possibile leggere una chiara descrizione dei diritti che sono a tutti garantiti e dei doveri ai quali tutti si devono attenere per la realizzazione della propria personalità e per la salvaguardia del bene comune?
Le risposte richiederebbero un esame approfondito della storia del nostro paese che va dall’entrata in vigore della Costituzione ai nostri giorni. Tuttavia crediamo si possa affermare che la causa principale del problema in questione sia evidente agli italiani di qualsiasi età e condizione sociale. E questa causa può essere indicata con una sola parola: ignoranza. Gli italiani non conoscono la Costituzione. Una percentuale della popolazione che si aggira intorno al 60 per cento non sa neppure che la Costituzione esista; tra quelli che sanno che esiste sono pochissimi coloro che l’hanno studiata attentamente; mentre solo una ridottissima minoranza di questi ultimi, è convinto che si tratti della Costituzione più civile del mondo.
A questo proposito leggeremo l’articolo 54 della Carta: “Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge”.
Sulla base di questo articolo possiamo individuare a chi va imputata la responsabilità per l’ignoranza degli italiani in materia di Costituzione. Esso infatti, nella seconda parte, dice che vi sono “cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche che devono essere adempiute con disciplina e onore”. Tra queste vi è senza dubbio l’importantissima funzione comunemente denominata “Pubblica Istruzione”. L’esercizio di tale funzione spetta ad un Organo del Governo e al relativo apparato amministrativo. Ai titolari di questa funzione spetta precisamente il dovere di predisporre i mezzi, le forme e programmi di studio che consentano agli studenti di ottenere un’adeguata conoscenza della Costituzione: della sua storia e delle sue norme.
Chi scrive ritiene di poter dire che, salvo lodevoli e rarissime eccezioni, la Costituzione Italiana non è mai entrata nelle scuole italiane.
Resta così assodato che la più grossa parte di responsabilità dell’ignoranza va attribuita ai Titolari della funzione della Pubblica istruzione e dei relativi Governi.
Ora però osserveremo che il compito di far conoscere la Costituzione spetta anche ad altre importantissime componenti della società italiana.
Chiunque comprende che il compito in esame spetta in larga misura a coloro che dispongono dei mezzi di informazione di massa o “media”. Soprattutto la stampa e le emittenti radio-televisive.
Constatiamo che i media più potenti non solo non hanno diffuso la conoscenza della Costituzione, ma si sono impegnati in campagne denigratorie delle Istituzioni costituzionali, hanno anzi svolto un’ opera di disinformazione. E con ciò hanno indotto l’opinione pubblica a pensare che la Costituzione approvata dall’Assemblea Costituente nel 1947 non sarebbe adeguata alle esigenze della società italiana attuale. Costoro hanno parlato di Costituzione solo per dire che essa andava cambiata.
Si potrebbe dire perciò che i grandi media invece che osservare il dovere di fedeltà alla Costituzione dettato dall’art. 54 lo hanno clamorosamente e sistematicamente violato.
Un’ultima considerazione. Un cittadino comune che non ha cariche pubbliche e non ha nessun potere di disporre dei mezzi di informazione potrebbe pensare di non essere responsabile della propria ignoranza in materia di Costituzione. Non siamo di questo parere.
Osserviamo. Ogni cinque anni si svolgono elezioni politiche per il rinnovo delle Camere. Ogni cinque anni per il rinnovo dei Consigli regionali e Comunali. Quindi, poiché le scadenze quinquennali non coincidono, almeno ogni due anni e mezzo, ogni cittadino italiano maggiorenne viene chiamato con avvisi pubblici ad esprimere il suo voto per la scelta delle Cariche pubbliche rappresentative nazionali e locali.
Per quanto poco egli possa sapere sulla Costituzione egli non può non sapere che ha il diritto e il dovere di votare. E che soltanto quei cittadini che egli sceglierà saranno quelli cui saranno affidate le funzioni pubbliche di cui parla l’art. 54. Quindi se avrà scelto cittadini che non rispettano l’articolo stesso egli sarà con loro responsabile dell’inadempimento.
In conclusione, della mancata osservanza dell’art. 54 sono responsabili, in qualche misura, tutti i cittadini italiani che dal 1948 ad oggi sono andati a votare e hanno scelto (con voto segreto, personale, libero ed uguale) i loro rappresentanti nelle pubbliche istituzioni.
Resta il fatto che oggi la stragrande maggioranza degli italiani ignora colpevolmente la Costituzione Italiana e ignorandola non apprende l’ottima educazione civile che essa impartisce e prescrive.
Giorgio Pizzol

Lascia un commento