Il TAV irrompe, come prevedibile, nella maggioranza gialloverde. Ma il governo, per ora, non cade. Il premier Conte si schiera senza indugi con il M5S e contro la Lione Torino e parla di ” stallo “. Come due ciclisti in pista che fanno surplace attendendo di partire verso il traguardo a tutta velocità. Si tratta del vecchio gioco del cerino, tanto in uso nella prima repubblica che vedeva come contendenti prima le agguerrite correnti democristiane e poi, con la segreteri Craxi, la Dc e il PSI. L’ obiettivo dichiarato era, allora, la caduta del governo, ma nessuno osava, per primo, pronunciare la parola crisi. Con il cerino acceso, il rischio evidente era quello di bruciarsi le dita. Oggi lo scenario è identico. Volano gli insulti e gli stracci, ma nè la Lega, nè il M5S si azzarda a dichiarare la morte dell’ esecutivo. Bisogna arrivare, senza farsi troppo male, alle elezioni europee. E allora si rinvia, si tergiversa, si prende tempo. Offrendo all ‘ Europa uno spettacolo indecoroso del nostro Paese. Intanto la fiammella brucia e brucia anche la nostra credibilità internazionale. Oggi nessuno dei due partner si può permettere di fare un passo indietro. Perderebbe la faccia e soprattutto i voti. Però nella prima repubblica alleanze e maggioranze alternative erano sempre a disposizione. Adesso si andrebbe, con molta probabilità, verso il voto anticipato. Cosa accadrà? Difficile risposta. Continuerà questa maggioranza dopo un accordo furbetto ed ipocrita oppure sarà crisi vera e vi saranno elezioni anticipate lo stesso giorno delle europee? Oppure avremo un nuovo presidente del consiglio di nome Matteo Salvini?
Roberto Caputo

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