
Mentre il senatore Salvini spiegava la congresso della Lega che avrebbe chiesto al Consiglio dei ministri di negare soldi e aiuti militari all’Ucraina, l’Ucraina colpiva una raffineria russa a Tobolsk, nella Siberia occidentale, 2500 chilometri di distanza da Kyiv. Non si trattava di un atacms statunitense o di uno storm shadow britannico, che posseggono una gittata nettamente inferiore, nessuno dei due supera i 600 chilometri, ma di un vettore di produzione locale, lo Fp9, la seconda versione del Flamingo, che gli ucraini hanno sviluppato modificando lo stato degli arsenali balistici in circolazione. Che il missile in questione sia poi stato progettato e prodotto esclusivamente da tecnologia e industria ucraina e non di altri nazioni, poco importa. Il prodotto resta specifico dell’Ucraina e rappresenta un record del settore.
Non è però questa la particolarità tecnologica militare ucraina che ha sorpreso i russi e l’occidente, in quanto dai tempi delle V1, un missile è sempre perfettibile. Quello che i militari Usa stanno studiando è la piattaforma delta, elaborata sempre con un copyright ucraino, che consente una difesa del territorio tale da far aumentare le perdite russe a 2500 uomini al giorno in Donbass. Nessuno può escludere che siano stati ingegneri e programmatori tedeschi, inglesi o americani ad aver messo in piedi un simile sistema complesso multi uso. Il fatto è che solo l’Ucraina lo possiede e soprattutto, lo utilizza con successo.
Se Salvini avesse una qualche idea di questi due elementi, che hanno messo in crisi militare la Russia, incapace di rispondere con delle contromisure efficaci, si sarebbe risparmiato la sua uscita sugli aiuti dell’Italia all’Ucraina, del tutto insignificanti, se non politicamente. Militarmente l”Italia può tirarsi indietro quando vuole, l’Ucraina non ne risentirebbe, come non risente Israele di una interrotta collaborazione militare con l’Italia. Soltanto che oggi, Israele, rispetto all’Ucraina, non è più all’avanguardia negli armamenti.
A dispetto delle grandi trovate di Salvini, l’Italia e l’Europa avrebbero tutto l’interesse in termini di sicurezza e difesa a intensificare le proprie relazioni con l’Ucraina, non a disfarle. La spesa in armamenti, non è, come credono il Governatore De Luca, o l’avvocato Conte, che non ne sanno niente, più carri armati e munizioni. Presume uno sviluppo dell’intelligenza artificiale di ampia portata tale da consentire il controllo dell’intero sistema nazionale, a cominciare dalla comunicazione, fino a quello sanitario. Applichi il sistema delta alla degenza ospedaliera e vedi i risultati. Anche i russi sono molto più avanti degli europei nel campo, tanto da essere sospettati di riuscire ad influenzare la protesta nelle piazze. Putin ha subito messo le mani avanti. La ragione della mobilitazione di massa dipende degli errori degli stessi europei e questo è vero. I governi europei si dimostrano completamente impreparati alla bisogna, esattamente come era all’apparenza impreparata l’ Ucraina, quattro anni fa, all’invasione russa. L’Ucraina ha imparato molto rapidamente, tanto che forse oggi davvero si è aperto uno spiraglio di pace. L’Italia e l’Europa chissà. Seguono Salvini e tanti saluti.
Riccardo Bruno
Direttore politico de “La Voce Repubblicana”

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