• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

L’Italia reale e quella raccontata da chi pensa solo al potere

Da parte della maggioranza di governo l’Italia non solo regge ma avanza a grandi passi verso nuovi successi. In ogni campo, e si tirano fuori i giudizi di questa o quella agenzia di rating, dell’occupazione ai massimi e così via. Poi dall’altra parte c’è sempre un dato che sconfessa quello del governo, una spiegazione che riduce quel successo al mero galleggiamento. Alla fine arrivano i dati pesanti (e pensanti), questa volta quelli del   59^ Rapporto Censis, e uno dice: siamo messi male. A partire dalle famiglie che risultano sempre più povere. Tra il 2011 e il 2025, infatti, la ricchezza familiare è diminuita dell’8,5 per cento. Il ceto medio, ben il 66,1 per cento degli italiani dichiara di appartenere a questa categoria (il 28 per cento si definisce popolare, il 5,7 per cento benestante), è il più bastonato: il 46,4 per cento ha dichiarato un peggioramento delle proprie capacità di risparmiare. Tradotto, significa che più della maggioranza deve fare i conti con entrate che restano inchiodate ai valori del passato e non aggiornati.

di Nico Perrone | 8 Dicembre 2025
SHOPPING NATALIZIO NELLE VIE DEL CENTRO DI MILANO NATALE REGALI GENTE FOLLA COMPERE ACQUISTI

Da parte della maggioranza di governo l’Italia non solo regge ma avanza a grandi passi verso nuovi successi. In ogni campo, e si tirano fuori i giudizi di questa o quella agenzia di rating, dell’occupazione ai massimi e così via.

Poi dall’altra parte c’è sempre un dato che sconfessa quello del governo, una spiegazione che riduce quel successo al mero galleggiamento. Alla fine arrivano i dati pesanti (e pensanti), questa volta quelli del   59^ Rapporto Censis, e uno dice: siamo messi male. A partire dalle famiglie che risultano sempre più povere. Tra il 2011 e il 2025, infatti, la ricchezza familiare è diminuita dell’8,5 per cento. Il ceto medio, ben il 66,1 per cento degli italiani dichiara di appartenere a questa categoria (il 28 per cento si definisce popolare, il 5,7 per cento benestante), è il più bastonato: il 46,4 per cento ha dichiarato un peggioramento delle proprie capacità di risparmiare. Tradotto, significa che più della maggioranza deve fare i conti con entrate che restano inchiodate ai valori del passato e non aggiornati.

Ricordando il rapporto Istat del 2024, 2,2 milioni di famiglie (pari a 5,7 milioni di individui) si trovano in condizioni di povertà assoluta, e il numero, con questi numeri, è destinato a crescere. Come si traduce nel quotidiano? Avendo perso una parte significativa del proprio patrimonio, il ‘corpaccione’ sociale del ceto medio si ritrova preda dell’insicurezza.

Così il futuro (migliore) scompare e quello che c’è, il welfare, i servizi pubblici, sanitari e altri, mostrano solo gravi mancanze, non più giustificabili con tutte le tasse che si pagano. A cascata, questa insicurezza si trasforma in sfiducia quasi totale nelle istituzioni e nella politica. Ormai la stragrande maggioranza degli italiani le considera più un problema che utili e necessari per risolvere i gravi problemi che abbiamo. Ci sono altri numeri che fanno riflettere: in 10 anni, dal 2014 al 2024, il nostro Paese si ritrova con 1,4 milioni di residenti in meno (più morti che vivi, più fughe che arrivi).

Un 30 per cento degli italiani guarda con simpatia alle ‘autocrazie’? Più preoccupante se ci soffermiamo sull’universo dei giovani italiani, su cosa pensano quelli tra 16-26 anni: stando allo studio YouGov (edizione 2025 nell’ambito dello studio europeo Junges Europe) ben il 24 per cento di questi si è detto ‘favorevole a un governo autoritario’ anche se aggiunge ‘a certe condizioni’. Solo il 57 per cento di loro considera la democrazia ‘la miglior forma di governo’, l’altra quota pensa di no.

E preoccupa se questa ‘crisi di fiducia’ è della parte che rappresenta il futuro del Paese. Più in generale, possiamo dire che la nostra società è in difficoltà anche perché in questi ultimi decenni sono venute meno quelle diverse forme associative (politiche, sindacali, ricreative ecc.) che comunque tenevano insieme, ti facevano sentire ‘insieme a…’ e non da solo. Perché oggi se pure connessi con tutto il mondo in tempo reale, alla fine siamo lì da soli a scrollare col pollice il nostro cellulare. Vediamo e chattiamo con una moltitudine di persone, che il più delle volte si mostrano e fanno credere di essere altro (rispetto a quello che poi magari si palesa se arriva il faccia a faccia), siamo in tanti ma alla fine soli.

Una solitudine diversa dal passato, quella che ti spingeva a riempire quel tempo vuoto con il pensiero, cercare soluzioni per migliorare. No, la solitudine oggi è comunque immersa nel caos di comunicazione e di informazione, in un flusso continuo di  ‘io, io, io’ che non lascia scampo al pensare. Un ‘io’ che ormai si è trasformato in dio. Non un dio che mette ordine, ma che fomenta e punta sul caos, la confusione e la messa in discussione di qualsiasi punto di riferimento. Già il sommo Shakespeare aveva individuato quello che sarebbe successo*, proprio quello che sta accadendo oggi: “…forza e giustizia sarà una cosa sola, anzi, il giusto e il torto, il cui eterno litigio è controllato dalla giustizia, perderanno i nomi, e la giustizia il suo. Tutto avrà nome ‘potere’, e il potere volontà, e la volontà desiderio, e il desiderio, lupo universale, assecondato doppiamente dalla volontà e dal potere farà dell’intero universo la sua preda per poi, alla fine, divorar sè stesso”. Siamo senza scampo?

Nico Perrone

(direttore responsabile Agenzia Dire.it)

*Troilo e Cressida, atto primo scena terza

Pubblicato in : Editoriale

Info Nico Perrone

Nico Perrone è il direttore dell'”Agenzia Dire”. Perrone, nato 64 anni fa a San Benedetto del Tronto, nel 1988 è tra i fondatori dell’agenzia Dire, di cui è stato il primo praticante giornalista. Da cronista parlamentare segue la politica nei vari ‘Palazzi’ fino al 1994, quando si trasferisce a Bologna per lanciare ‘Dire Emilia-Romagna’ come capo della redazione. Nel 2000 accetta la proposta di far nascere e di dirigere il nuovo quotidiano cittadino ‘Il Domani di Bologna’, allegato al quotidiano nazionale La Stampa. Nel 2006 il direttore della Dire, Giuseppe Pace, lo richiama a Roma per guidare il servizio Politico parlamentare affidandogli la vicedirezione della Agenzia.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti