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L’Italia e gli italiani non sono normali

Gli italiani predicano bene e razzolano molto ma molto male. Qualche esempio: partiamo dallo sport nazionale il calcio. Per raccattare un po’ di soldi, cappello in mano, la Fgci sposta a Riad la coppa e la super coppa Italia e, non contenta, farà effettuare l’incontro Milan-Como di campionato in Australia. Sette società della nostra serie A: l’Atalanta, il Bologna, la Fiorentina, l’Inter, il Milan, la Roma ed il Verona risiedono nel Delaware dove con 300 dollari di tasse all’anno sono in regola. È consentito a società calcistiche di serie A, da anni, con centinaia di milioni di debiti di continuare a partecipare alla massima serie. È sostanzialmente proibito costruire stadi nuovi mentre, nel vicino Marocco, progettano e li realizzano in 24 mesi. Per carità di patria non li raffrontiamo con quelli realizzati in Germania, Francia e Gran Bretagna facenti parte di un mondo “civile” a noi completamente ignoto.

di Raffaele Romano | 22 Dicembre 2025

Gli italiani predicano bene e razzolano molto ma molto male. Qualche esempio: partiamo dallo sport nazionale il calcio. Per raccattare un po’ di soldi, cappello in mano, la Fgci sposta a Riad la coppa e la super coppa Italia e, non contenta, farà effettuare l’incontro Milan-Como di campionato in Australia. Sette società della nostra serie A: l’Atalanta, il Bologna, la Fiorentina, l’Inter, il Milan, la Roma ed il Verona risiedono nel Delaware dove con 300 dollari di tasse all’anno sono in regola. È consentito a società calcistiche di serie A, da anni, con centinaia di milioni di debiti di continuare a partecipare alla massima serie. È sostanzialmente proibito costruire stadi nuovi mentre, nel vicino Marocco, progettano e li realizzano in 24 mesi. Per carità di patria non li raffrontiamo con quelli realizzati in Germania, Francia e Gran Bretagna facenti parte di un mondo “civile” a noi completamente ignoto. 

Ogni anno presunti alpinisti, scalatori e sciatori italiani e stranieri si perdono sulle nostre montagne ed ecco che partono elicotteri, ambulanze, cani da ricerca, polizie varie e materiali per andarli a salvare e, una volta salvati dalla loro incoscienza, non gli viene presentato il conto che va addosso agli sfruttati contribuenti italiani. Per non parlare dei finti rapimenti messi in scena dalle stesse presunte vittime, l’ultimo caso poche settimane fa anche qua affiancate da orde di presunti giornalisti televisivi e la stessa schiera di elicotteri, ambulanze, cani da ricerca e polizie varie per sentirsi dire: “scusate è stato un personale momento” di non si sa che cosa. E anche qui il conto lo pagano gli italici contribuenti senza nulla chiedere alla ragazza, al fidanzato che la teneva nascosta e alle loro famiglie.

E ora entriamo in quell’emisfero oscuro di cui ha parlato tempo fa un’autorevolissima fonte che ha messo in evidenza la particolare patologia italica affermando che “c’è un diffuso odio di sé stessi,dell’essere occidentali”. Un occidente e, soprattutto, un’Italia che si apre quasi totalmente ai valori esterni e spesso estremi di altre culture e religioni e che non ama più sé stessa. Della propria storia vede solo ciò che è stato negativo omettendo tutto quanto c’è stato di positivo in qualche millennio. C’è un bisogno disperato di accettazione di sé stessi se si vuole veramente sopravvivere. Un caso lampante lo ha dato la “multiculturalità” che andrebbe bene se non omettesse, quasi del tutto, la propria cultura. Il caso dell’Imam di Torino è emblematico per cui il 7 ottobre non è un atto di terrorismo ma è un atto di legittima resistenza e non è una persona pericolosa per i magistrati ma è segno di libertà di espressione. E insieme ad altri non avvertono alcuna differenza fra “l’espressione di un’opinione e l’apologia di un massacro”. Il nostro garantismo per l’esterno va a chi ci odia e proteggiamo chi vuole eliminare le nostre libertà.

La proprietà privata in Italia ormai è stata abolita perché chiunque occupa edifici o alloggi e distrugge negozi, vetrine, uffici, giornali e quant’altro molto raramente finisce in prigione ma, cosa ancor più importante, anche qui non paga un soldo di danni oltre a quelli per curare i poliziotti puntualmente feriti. I soggetti in questione tollerati e quasi sempre giustificati sono contro tutto e tutti. Oltre agli stadi di calcio sono contro le Grandi Opere, la TAV, la TAP, ai G7, ai G8, al governo, agli sfratti, ai Cpr, ai poliziotti ecc. ed è capitato che l’occupazione di case ti permette di andare in parlamento come martire della proprietà. In conclusione, i cortei che rompono e frantumano di tutto non pagano e, anche qui, il solito conto va ai contribuenti italici. A cui vanno aggiunti sedi e finanziamenti destinati a costoro, che lottano a colpi di spranghe e non solo, garantendo la casa a tutti prendendosi quella degli altri, oltre ai redditi di cittadinanza e dintorni.

Per cui è facile arrivare a due stupri fotocopia, uno uguale all’altro: ragazzine minorenni di 15 e 16 anni “agganciate” in metro a Milano, seguite fin dentro casa quindi per il violentatore sono scattati i soli arresti domiciliari, giustamente.

In mezzo a tanto trambusto quotidiano cui gli italioti si sono abituati scoppia il caso del Gruppo Gedi

proprietario di Repubblica, La Stampa, Huffington Post, Radio Ds, Radio Capital, M2O + 12 Giornali locali in vendita ad Antenna Group dei fratelli Kyriakou che, tra i suoi soci, ha il principe saudita Mohammad Bin Salman Ed. La cassaforte dei greci è in Lussemburgo è la K Group Holding. Nel 2015 Gedi fatturava circa 900 milioni di euro e nel 2024 solo 224 con una perdita di 15 milioni. Questa proprietà è parte integrante del Gruppo Exor, gli Agnelli. Ora pur ricevendo lauti finanziamenti ai giornali sempre prelevandoli dai silenziosi contribuenti italici quale fu lo scopo di entrare nel mondo in perdita dell’italica editoria? Semplice: applicare l’Esercizio d’influenza sul sistema dello Stato italiano. Dopo aver venduto tutti gli asset industriali, infatti, i media non servono più a tenere buoni politica e sindacati e l’estinzione del marchio Fiat con decine di migliaia di licenziamenti ne è la prova provata. A questo punto sia il governo di centro destra sia quello del campo semi largo si scatenano per la “salvaguardia della libertà di stampa” e, come specchio per le allodole, “la difesa dell’italianità”. I più che omologati quotidiani citati dopo aver difeso gli interessi della straniera Gedi ora vogliono difenderne altri e sempre stranieri? Fra le mille autorevoli voci spicca quella del presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia: il governo usi il Golden Power che, in realtà, dovrebbe servire, per legge, a difendere i settori strategici nazionali. Cosa ci sia di strategico in questi media non è dato sapere.

Nel frattempo, i sudditi italioti continuano a resistere alle vessazioni applicate dai vari governi che dal 1994 si alternano col solito seguito di tifosi interessati e, probabilmente, finanziati. Le prossime sono già in cantiere: aumento delle sigarette, 2 euro di tassa per pacchi al di sotto dei 150 euro, accise sul Diesel, raddoppio della Tobin Tax, affitti brevi, tassa sull’assicurazione del conducente dal 2,5 al 12,5% e allungamento per le pensioni, per ora. Eppure, se non ricordo male, qualcuna aveva detto che le tasse sono un pizzo di Stato, che avrebbe tolto le accise, la legge Fornero e che con lei il tempo dell’austerità sarebbe finito. Fino ad arrivare all’emendamento sull’oro di Lucio Malan “le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia appartengono allo Stato in nome del popolo sovrano” dove per Stato si sottintende il governo. La qual cosa ha fatto scattare l’allarme generale per cui la Bce subito ha chiesto spiegazioni. In sintesi, l’oro dell’Italia, come degli altri Stati aderenti all’euro, fa parte delle riserve dell’euro e deve restare sotto il controllo della Banca centrale e non per pensare di utilizzarlo per tappare i buchi della mostruosa spesa pubblica italiana che nessuno né nel campo semi largo che in quello governativo pensa minimamente di intaccare. Per cui si pensa all’argenteria che non è più di famiglia.

Per non farsi mancare nulla qualcuno ha pensato di far pagare ai condomini che pagano anche per quelli che non pagano le spese condominiali.

A proposito della tanto decantata libertà di stampa qualcuno ha sentito dalle Tv e dai giornali finanziati dai contribuenti che Dolce&Gabbana, Prada, Versace, Gucci, Missoni, Ferragamo, Dior, Tod’s, YvesSaintLaurent, Givenchy, Pinko, Coccinelle, Adidas, Alexander McQueen Italia, Off-White Operating ed altre già indagate come Armani, Valentino, AlvieroMartini e Loro Piana sono sotto giudizio per opifici cinesi clandestini nel ruolo di committenti che affidano la produzione ad appaltatori e subappaltatori che operano violando le leggi sul lavoro e la sicurezza?

Nel frattempo, la “miriade di tele tribuni” si accalca e si accapiglia spacciando la loro esistenza per informazione.

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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