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L’irriverente va a prendere i figli all’uscita della scuola media

Mah. Tutto ‘sto casino per parare il culo a ministro e presidi che hanno paura di essere responsabili.

di Vincenzo Donvito | 31 Ottobre 2017

Facciamoci due risate, due battute, per non piangere, e -al momento- non fare ancora i bagagli e andarcene al di fuori della giurisdizione italiana. Insomma, i figlioli che vanno alle medie, dobbiamo andare a prenderli all’uscita o no? Nei prossimi giorni sembra di si’. Dopo, se passera l’emendamento alla finanziaria (si’, avete letto bene: e’ una questione di finanze dello Stato…) proposto dal segretario del partito di maggioranza relativa, saremo liberi di liberare i nostri figlioli dalla vergogna di vedersi i genitori che li aspettano fuori di scuola.
Il nostro Paese ha diversi problemi, ma sembra che alcuni siano proprio appassionanti e decisivi, per cui meritano maggiore impegno. Per la Giustizia, per esempio, uno penserebbe “durata dei processi”… No! C’e’ il caso Battisti in Brasile. Per la Scuola uno penserebbe “edilizia e infrastrutture scolastiche, visto che sembrano affidate a chi fa le casette per i terremotati”… No! C’e’ il ministro dell’Istruzione che si deve parare il culo da una sentenza (UNA) e che, avendo dalla sua altrettanti presidi che credono di avere il solito culo scoperto, impone ai genitori di ragazzini di 11/14 anni di andare a prenderli all’uscita di scuola. Non solo, ma c’e’ anche chi fa un progetto di legge in merito, auspicando che finisca come emendamento nella legge dello Stato per l’uso dei soldi (finanziaria), in cui quelli che temevano per il proprio culo potranno indossare le mutande fornite loro dai vari genitori (le hanno chiamate liberatorie).
Noi irriverenti, non abbiamo dati di quanti incidenti succedano all’uscita di scuola e se gli stessi siano in percentuale maggiore rispetto al “normale” trend di quelli della strada. Viviamo la nostra vita insieme a questi ragazzini e non la osserviamo da dietro una scrivania o un negozio che vende mutande. Non solo, ma siamo anche cittadini e contribuenti e -buona sorte- abbiamo un certo senso del ridicolo e dell’ironia, anche e soprattutto su noi stessi. E quindi: che cazzo c’entra l’uscita da scuola con la legge finanziaria? Viviamo su Andromeda (una volta si diceva la Luna…) e non ci siamo resi conto che tutti gli edifici, cadenti e disfatti o meno che siano, sono in mezzo alle vie piu’ incasinate delle citta’ e dei paesini, per cui c’e’ un’emergenza nazionale, senza escludere che fra un po’ l’esercito (facente funzioni da guardia nazionale come nei film e nella realta’ americana) verra’ mandato davanti alle scuole? Boh. Siamo fuori di testa nel
credere che ogni scuola, senza bisogno di leggi, ma -e non necessariamente- di semplici circolari ministeriali, dovrebbe/potrebbe decidere da se’, altrimenti cosa ci sta a fare il dirigente scolastico (piu’ noto come preside) e la tanto decantata autonomia degli istituti scolastici?
Mah. Tutto ‘sto casino -ripetiamo- per parare il culo a ministro e presidi che hanno paura di essere responsabili. Non solo. Se passa “l’emendamento” (figurati se non passa, visto che in Parlamento si vota a colpi di fiducia), quanta burocrazia ci sara’ perche’ i presidi (i dirigenti scolastici, ops) potranno sentirsi liberi… vuoi che le autorizzazioni che la legge/emendamento prevede che le famiglie debbano rilasciare alla scuola per consentire ai figlioli di uscire senza che nessuno li stia aspettando fuori, non costeranno… per le famiglie?
A proposito di finanziaria. C’e’ forse una qualche legge (emendamento, ops) che stanzia qualche miliardo per impedire che i figlioli debbano portarsi la carta igienica da casa e il casco per ripararsi dai crolli strutturali e gli strumenti di auto-ginnastica viste le mediamente schifose palestre che ci sono?
Comunque. Meno male che per i media ci sono bocconcini del genere…. Forse…. Sarebbe occasione per, invece di aspettare che queste portate arrivino sui piatti dell’irresponsabilita’ politica, governativa ed amministrativa, strutturare i propri giornali con informazioni dettagliate e di denuncia delle infrastrutture scolastiche (si’, anche in apertura dei giornali, al posto delle foto di Battisti dal Brasile, per esempio).

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Primo pianoTag: aduc, anni, brasile, finanze, finanziaria, genitori, giornali, incidenti, merito, parlamento, responsabili, scuola, soldi, stia

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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