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L’inutile passerella di Silvia!

Non c’era nessuna necessità che fosse ripresa dalle telecamere mentre attraversava la pista agghindata da integralista Islamica. Non tanto per l’abito in sé che lei potrà decidere di portare, ma per il segnale che abbiamo dato.

di Pier Franco Schiavone | 13 Maggio 2020

Ora, a mente fredda una critica al governo nel caso di Silvia Romano possiamo farla, immagino. Credo che la scelta della conversione di Silvia attenga alla sfera personale, lei, nelle prossime settimane/mesi potrà ripensare alla sua conversione e confermarla o no. Affari suoi. Credo anche che i governi non debbano mai abbandonare i propri cittadini nelle mani dei malfattori sequestrati all’estero, anche perché una legge uguale a quella che esiste contro i sequestri in Italia, non avrebbe alcun senso applicata fuori dal nostro territorio, prova ne è che i cittadini Americani e Inglesi che hanno adottato quel tipo di normativa, vengono rapiti lo stesso. Credo, infine, che Conte e Di Maio abbiano fatto bene a recarsi all’aeroporto ad accogliere Silvia. Detto questo, però, credo sia stato un errore mostrarla intabarrata nella tunica Islamica. Non c’era nessuna necessità che fosse ripresa dalle telecamere mentre attraversava la pista agghindata da integralista Islamica. Non tanto per l’abito in sé che lei potrà decidere di portare, ma per il segnale che abbiamo dato. I sequestratori sono integralisti Islamici che non solo hanno ottenuto il riscatto (anche se il governo nega, sappiamo che probabilmente l’ha pagato) ma hanno anche potuto mostrare una giovane donna Italiana convertita al loro credo Wahabita, quello più intransigente e feroce. Conte avrebbe dovuto consultarsi con un esperto ed evitare quella sceneggiata in mondovisione. La ragazza non penso abbia colpe, lei ha vissuto un’esperienza allucinante e, come dice un amico, “chi non conosce l’immensità della paura è bene che taccia!”

Pierfranco Schiavone

Pubblicato in : Primo piano, SituazioneTag: cittadini americani, estero, governo, italia, riscatto

Info Pier Franco Schiavone

Laureato a Milano presso l’Università Statale in giurisprudenza, ha iniziato, subito dopo la laurea, a lavorare presso una compagnia di assicurazioni in qualità di formatore. È stato poi assunto presso una associazione di CONFINDUSTRIA, Assinform, di cui è divenuto segretario. Dal 1994 è funzionario, a Milano, presso AICEP, l’Ufficio commerciale del Portogallo, i servizi commerciali dell’Ambasciata del Portogallo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. francesco martelli

    13 Maggio 2020 alle 18:20

    Credo che sia sempre un successo salvare una vita. Certo la sceneggiata del governo con “assembramenti” al rientro perdi più con i vessilli dei rapitori., non mi è sembrata per nienmte sobra (solo Immagine per avere + mi piace!). Altro aspetto è la presenza di vessilli dei rapitori che quindi non lo sono più (sindrome di stoccolma ? può essere) ma uno stato serio la riporta a casa , ma non gli offre il palcoscenico per fare pubblicità al gruppo Islamico, quindi non son più rapitori, ma gruppo di cui fa parte; allorea perchè è rientrata ?
    Infine sulla questioni dello stato che paga: mi risulta che ditte italiane che avevano dipendenti in Libia rapiti e poi uccisi, siano state condannate per non aver provveduto alle opportune misure di sicurezza, perchè la ONG da cui dipendeva non viene multata ? . Come giustamente osservava Bertolaso, che in Africa ci lavora da tempo, non si mandano giovani in esperte senza protezione in zone pericolose, senza una precisa professionalità ma forse solo animate da buona volontà !

    Rispondi
  2. giocondo brogi

    13 Maggio 2020 alle 17:03

    Secondo me sia Conte che Di Maio hanno fatto,andando a fare la passarella , una stupidata che si potevano risparmiare .. Credo che una cosa del genere, con tutte le implicazioni , abbia fatto perdere ad entrambi molti dei già modesti consensi dei quali ancora fruivano-

    Rispondi

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