Arriva l’estate, almeno come data, comincia a fare caldo, gli spettatori sono più distratti, svagati, accaldati, si accontentano, almeno questo pensano e sperano distributori ed esercenti, c’è da riempire un vuoto, quello delle sale chiuse e delle arene all’aperto; si aspettano i film del prossimo festival di Venezia ed ecco che, anche se lo schermo non è più un lenzuolo, arriva sui nostri schermi L’imbroglio nel lenzuolo. Il film è stato fortemente voluto da Maria Grazia Cucinotta, che lo ha anche prodotto e interpretato. Pur essendo basata sul libro omonimo di Francesco Costa, o forse proprio perché è difficile trasformare un libro in film , la trama del racconto filmico è tanto leggera da essere quasi evanescente, somiglia molto a quelle ombre in bianco e nero che scorrono sul lenzuolo. Siamo in Sicilia, “la filma” si sta affermando tanto che molti teatri nei quali dino a pochi giorni prima si erano esibite le “Chantose”, saranno presto trasformati in sale cinematografiche. La gente è affascinata e impaurita alla vista dell’arrivo del treno, che sembra doverli investire, ma Don Gennarino Pecoraro, ricco produttore partenopeo in cerca di trame pruriginose,vuole produrre un film tutto suo mentre la sorella, che tiene i cordoni della borsa, vuole una storia edificante. Sarà Federico, uno svogliato studente di medicina, anche lui vittima della passione verso questa magico mondo delle immagini che rendono eternità ai personaggi, ad accontentare i due fratelli.
Ma il mestiere del cinema è un mestiere difficile ieri come oggi e non basta l’ambizione al successo di un studente (ieri) o il desiderio della Cucinotta oggi, o la capacità geniale di Storaro, maestro nel catturare la luce, per fare di una serie di belle immagini un film. Il mestiere dello sceneggiatore non si può inventare, il suo è un mestiere oscuro, lungo, difficile, molti sono destinati a cadere durante il cammino e solo pochi emergono e resteranno per sempre nella memoria. Peccato perchè Maria Grazia Cucinotta svergognata a sua insaputa e suo malgrado, oltre che bella è brava e in questo film ci aveva scommesso, a Taormina (anteprima) era emozionata e piangeva, si era appena vista strega, guaritrice, vestita di stracci, capopopolo alla guida di donne offese, interamente vestite di nero, ospiti non invitate alla cena dell’ambasciatore, e nel dare fuoco al lenzuolo, probabilmente ha acceso ancora di più la forza e la voglia di continuare nel difficile cammino di produttrice. E’ riuscita a far lavorare insieme attori giovani e icone del cinema , da Geraldine Chaplin ad Anne Parillaud, ha cercato di comporre una sinfonia è riuscita ad avere un’incompiuta.
Maria Rita Monaco

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