Riallacciandosi alle caratteristiche umane di Giovanni, ricordate in modo semplice e assolutamente incisivo dal Ministro Giuliano Amato, possiamo mettere in rilievo anche la sua generosità, la sua correttezza estrema, partendo dalle sue apprezzate interviste realizzate con garbo sottile e tanta delicata capacità di entrare in comunicazione con personaggi di tutti gli ambiti culturali, dal mondo sportivo e quello dello spettacolo: da Sergio Zavoli a Gino Bartali, l’amico campione per il quale offrì il suo prezioso contributo alla realizzazione di una fiction televisiva e scrisse libri di profondo interesse. Lo vediamo, ancora, a colloquio con Luciano Pavarotti, Paolo Emilio Poesio, sul quale recentemente aveva ultimato un brillante lavoro, con Paolo Conte (intervistato nel camerino del Teatro della Pergola), con Oriana Fallaci che incontrò nel momento più esaltante della sua vita densa e avventurosa, quello dell’amore unico e viscerale per Alekos Panagulis . Di Oriana conservava questa lunga intervista che non volle affidare alle stampe perché – mi disse – non intendeva speculare in alcun modo sulla enorme portata della scrittrice alla quale, si rammaricò, non venivano tributati, proprio qui a Firenze, gli onori dovuti. Voleva, “tra qualche anno”, rendere noti questi scritti, proprio per restare estraneo al “clangore interessato” che ruotava attorno a questa figura. Anche il mondo politico gli fu caro e la sua autentica amicizia con Sandro Pertini venne vissuta e condivisa fino in fondo con Carla Voltolina, moglie affettuosa e discreta del Presidente.
Biografo accorto e delicato, (scrisse per Nilde Jotti e Rita Levi Montalcini), lascia interviste di dialoghi intensi e mai banali, nei quali con abile grazia, giungeva all’essenza delle cose e dei talenti talvolta da lui celebrati anche in poche righe ma pur sempre di grande efficacia. Volti e figure, dunque, come una scia, una eterna scia di noi stessi, come traccia di ciò che lasciamo, come presenza scomparsa ma presente. E ancora la sua sensibilità che lo portava ad operare attivamente ed appassionatamente per l’ATT, Associazione Toscana Tumori della quale fu Direttore News, ad organizzare tempestivamente, assieme alla moglie Cristiana, (volontaria anche presso Villa Lorenzi – centro educativo e di recupero per tossicodipendenti), ogni cura e ogni supporto utile a qualsiasi persona sofferente gli fosse stata segnalata. Da qui la sua amicizia con l’allenatore sportivo Cesare Prandelli, del quale ebbe veramente a cuore la moglie, il suo affetto costante ed operoso per i malati. Giovanni insegnava all’Università del Tempo Libero con la passione che lo accompagnava in ogni forma espressiva del suo essere uomo. Resta un suo lavoro incompiuto che avrei avuto il piacere e l’onore di far uscire assieme ad un CD con immagini che la Sede Regionale RAI di Firenze stava reperendo dagli archivi, un lavoro su Lo Scuro, campione mondiale di biliardo; resta uno dei suoi tanti libri, scritto a quattro mani con Raffaello Torricelli, che trattengo con tanta affettuosità. Spicca sulla pagina di apertura una dedica davvero simpatica, che pone alla ribalta le doti umoristiche di Giovanni al quale piaceva moltissimo il dibattito vivace e scherzoso: A Lucia, extracomunitaria del sud come il sottoscritto, questo profilo dei Fiorentini intelligenti ma chiacchieroni. Auguri. Giovanni, 5/1/2005.
Lucia Pugliese – Editore

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